Lettera di Igor Protti

 

Cari amici,


siamo arrivati alla 10° edizione del torneo “Flavio Protti” e mi viene spontaneo pensare che quei ragazzini che hanno partecipato alla prima, oggi sono degli uomini.
Qualcuno giocherà ancora, probabilmente altri avranno smesso. Ma il mio augurio è che ognuno di loro abbia trovato in quello che sta facendo serenità e speranza nel futuro.

 

Certo oggi non è facile volgere lo sguardo verso il futuro ed immaginare felicità e positività per i nostri figli, ma proprio sui giovani e sulla loro moralità che devono appoggiarsi le nostre speranze. Proprio questi giovani che vedremo affrontarsi sui nostri campi ai quali noi adulti dobbiamo chiedere solo lealtà, impegno, rispetto e generosità, tutto quello che sempre meno troviamo nella società che noi abbiamo creato per loro. Lasciamoli allora giocare, divertirsi, sbagliare e perdere senza inutili ed assurde pressioni o aspettative. Loro possono migliorare questo mondo, lasciamo che ci provino. Possono farcela.

 

Il mio grande abbraccio va a tutti coloro che parteciperanno indistintamente, ma permettetemi di dare il benvenuto alle prime squadre straniere nella storia di questo torneo il Reale Madrid che non ha certamente bisogno di presentazioni e il Gracanica FC, squadra serba che sarà con noi rappresentata dai ragazzi del 2000, proprio quei figli nati alla fine della guerra che ha devastato la ex Jugoslavia, i figli del futuro e della speranza.

 

Permettetemi anche di ricordare che la persona alla quale è dedicato questo torneo era davvero speciale e che, anche se sono passati ormai vent'anni da quel lontano 1993 che se lo è portato via, non è passato un solo giorno in cui io non abbia pensato a lui.


Da parte mia e della mia meravigliosa famiglia grazie al S. Ermete Calcio, a tutto il paese e in particolar modo a Maurizia Molari.