Alimentazione

ACQUA MINERALE E BEACH SOCCER: INFLUENZA DELL’ACQUA MINERALE SUL PH URINARIO

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Dott.ssa Federica Cucchi – Dottor Daniele Cucchi

Background

Come noto, gli atleti professionisti che praticano beach soccer, insieme a tutta la classe degli sportivi che più è esposta allo sviluppo di crampi muscolari, dovrebbero incrementare in modo appropriato l’introito di fluidi ed elettroliti.
Alcuni autori raccomandano l’aggiunta di differenti quantità di sali minerali alle bevande degli sportivi (<3-6 g/L) sulla base della frequenza di comparsa di crampi muscolari durante l’attività fisica, anche se si teme che l’alta dose di sali e il basso quantitativo di liquidi di alcune bevande contribuiscano all’ipertonicità indotta dalla disidratazione, aumentando così il rischio di ipertermia e di bassa resa in termini di performance.
L’acqua naturale che non sia stata modificata o trattata chimicamente si distingue dalle altre per la sua specifica origine geologica, la sua composizione stabile in minerali e la sua purezza. L’acqua di per sé garantisce un’adeguata idratazione durante la performance; molti studi suggeriscono che i tipi di acqua che contengono alte concentrazioni di calcio e di bicarbonato possono influenzare l’equilibrio acido-base e prevenire la perdita ossea. Infatti l’acqua alcalinizzata, povera di solfati e ricca di bicarbonato, ha migliori effetti sul metabolismo osseo del calcio e sulle variazioni dei marcatori di riassorbimento osseo.

Acqua e ph

Elemento importante, dimostrato da Konig et al., è dato dal fatto che il consumo di acqua arricchita con sali minerali aumenta significativamente il ph urinario; allo stesso modo gli studi di Heil et al. hanno evidenziato che l’acqua alcalinizzata è in grado di migliorare lo stato di idratazione e le variazioni dell’equilibrio acido-base.

L’equilibrio acido-base è mantenuto all’interno dell’organismo mediante l’interazione di tre meccanismi tra loro complementari: i sistemi tampone del sangue e dei tessuti (bicarbonato), la diffusione dell’anidride carbonica dal sangue ai polmoni (respirazione), e l’eliminazione degli ioni idrogeno dal sangue attraverso l’urina (funzione renale).
Nel complesso tale equilibrio è influenzato dal metabolismo cellulare (esercizio fisico), dalla dieta, dalle comorbidità, fattori che influenzano sia la produzione di acido (chetoacidosi diabetica), sia l’escrezione (insufficienza renale). L’acidosi metabolica cronica di basso grado si associa infatti a fattori di rischio cardiometabolici, allo sviluppo di osteoporosi, alla perdita di massa magra, alla morte improvvisa da IMA.
Recentemente sono stati riportati in letteratura due studi che hanno mostrato come l’assunzione di supplementi nutrizionali alcalinizzanti possa avere effetti significativi sull’ equilibrio acido-base. Tali modifiche sono valutabili mediante due principali markers: il ph urinario e il ph ematico. E’ possibile che l’uso regolare di acqua alcalinizzata abbia la medesima influenza su tali indici.
Welch et al. hanno mostrato che il ph urinario delle 24 ore può essere usato come marker efficace dei cambiamenti elettrolitici quando si valutano i diversi regimi dietetici. Allo stesso modo Berardi et al. hanno evidenziato che il ph urinario aumentava da 6.07 a 6.21 e 6.27 dopo 1-2 settimane di ingestione, rispettivamente, di acqua minerale.
Così l’uso abituale di acqua alcalinizzata in condizioni libere di dieta e di stile di vita ha la medesima influenza sul ph urinario ed ematico, come si osserva con supplementi nutrizionali specifici per l’effetto sull’equilibrio acido-base.
Il ph urinario tende ad aumentare più precocemente per gli atleti che sono normalmente coinvolti in attività sportive più intense, che bevono più acqua alcalina, che mostrano carichi acidi maggiori indotti dalla dieta; pertanto l’effetto dell’alcalinizzazione sembra essere dose-dipendente.
Perciò l’uso abituale di acqua minerale può migliorare i markers dello stato di idratazione in condizioni libere di stile di vita, e trova conferma nei risultati di laboratorio. Ovviamente tali riscontri non si verificano nell’immediato, infatti le variazioni della diuresi (riduzione), dell’osmolalità urinaria (aumento), e dell’osmolalità ematica (riduzione), si riscontrano alla fine della prima settimana di assunzione di acqua alcalina.
Pertanto l’influenza di questo tipo di acqua richiede sia un adeguato periodo di consumo (> 1 settimana), sia un volume minimo della medesima acqua, prima di determinare effetti significativi sul sangue e sulle urine. Il consumo minimo d’acqua richiesto in condizioni libere è approssimativamente di 16 L (cioè 2.3 L/die per 7 giorni = 16.1 L) in giovani adulti.
In conclusione l’uso abituale di acqua minerale può rappresentare un indice nutrizionale con cui valutare negli adulti sani l’equilibrio acido-base e lo stato di idratazione.

Acqua e Beach Soccer

Alla luce di ciò, abbiamo valutato le variazioni del ph urinario degli atleti della Nazionale Italiana di beach soccer dopo averli sottoposti ad un regime idrico di una settimana a base di acqua minerale alcalinizzata. Gli atleti hanno seguito in questo frangente di tempo una dieta e uno stile di vita liberi.
L’acqua utilizzata è stata scelta per le sue particolari proprietà. In primis in quanto il suo tenore di sodio è pari a 1.8, valore ben al di sotto di quello consigliato da una dieta povera di sodio (< 20 mg/L). Infatti il sodio è fondamentale per il buon equilibrio del metabolismo idrico dell’organismo; tuttavia se assunto in eccesso trattiene acqua all’interno dei tessuti e blocca il corretto scambio di liquidi tra la cellula e l’esterno, provocando così ritenzione idrica.
Altro parametro fondamentale è il residuo fisso, usato per determinare la leggerezza di un’acqua minerale, che consiste nella quantità di sostanze inorganiche presenti nell’acqua. In base al residuo fisso si distinguono acque oligominerali (da 0 a 500 mg/l – minimamente mineralizzate se il residuo fisso non supera i 50 mg/l ), minerali (tra 500 e 1.500 mg/l) e ricche di sali minerali (oltre 1.500 mg/l). Il residuo fisso dell’acqua utilizzata è pari a 22,3 milligrammi, per cui si tratta di un’acqua oligominerale e leggera.
Anche la durezza dell’acqua utilizzata, ossia il contenuto di sali di calcio e di magnesio, è davvero bassa: 0,9 gradi francesi.
Qui sotto è riportata una tabella che evidenzia le principali differenze tra l’acqua utilizzata e gli altri tipi di acque presenti sul mercato.

Nel nostro studio, 27 atleti, con un’età media di 29.7 anni, hanno assunto l’acqua minerale per un periodo di una settimana, durante la quale hanno seguito una dieta libera seppur ben bilanciata. Ciascuno di loro ha ingerito circa 2 L di acqua al giorno, pari a circa una bottiglia e mezzo.
Alla fine di questo periodo sono stati raccolti i campioni di urina ed esaminati per la valutazione del ph.
1 atleta presentava un ph di 5, 8 atleti di 5.5, 5 atleti di 6, 5 atleti di 6.5, 7 atleti di 7, e infine 1 atleta di 7.5.
Il valore medio finale di ph urinario era di 6.2, ossia un valore alcalino, in linea con quanto evidenziato dagli studi riportati in letteratura.
Pertanto si può constatare che l’acqua utilizzata rappresenta un ottimo esempio di acqua adatta all’attività dello sportivo che si allena sulla sabbia, in grado di influenzare l’equilibrio acido-base in senso alcalino e di garantire una buona performance agonistica.

Bibliografia

  1. Kevin C. Miller, Gary Mack, Kenneth L. Knight: Electrolyte and Plasma Changes after Ingestion of Pickle Juice, Water, and a Common Carbohydrate-Electrolite Solution – Journal of Athletic Training 2009;44(5):454-461
  2. Brancaccio et al.: Supplementation of Acqua Lete (Bicarbonate Calcic Mineral Water) improves hydration status in athletes after short term anaerobic exercise – Journal of the International Society of Sports Nutrition 2012, 9:35
  3. Daniel P Heil: Acid-base balance and hydration status following consumption of mineral-based alkaline bottled water – Journal of the International Society of Sports Nutrition 2010, 7:29
  4. http://www.santanna

Dott.ssa Federica Cucchi – MIF Ortopedia “A. Gemelli” Roma
Dottor Daniele Cucchi – Spec. in Medicina dello Sport – Medico Nazionale Italiana Beach Soccer

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