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DANNI DEL FUMO E VANTAGGI CHE SI OTTENGONO SMETTENDO DI FUMARE

31 gen 2012 ⋅ in Parliamo di...

Sergio Lupo

Le sostanze presenti nel fumo delle sigarette

Il fumo che origina dalla combustione del tabacco e della carta che lo avvolge è costituito da almeno 4000 sostanze. Tra queste: sostanze irritanti; catrame; monossido di carbonio; nicotina. I filtri presenti sulle sigarette riducono solo la quantità ma NON eliminano queste sostanze, che arrivano comunque nelle vie respiratorie.

Tra le sostanze irritanti presenti nel fumo troviamo: acido cianidrico, acroleina, formaldeide, ammoniaca, che causano danni immediati alla mucosa delle vie respiratorie. La loro azione irritante provoca tosse, eccesso di muco e favorisce l’insorgenza di bronchite cronica ed enfisema.

Il catrame, che fa parte della componente corpuscolata del fumo, comprende diverse sostanze, tra cui le più note sono benzopirene e idrocarburi aromatici: è dimostrato che queste sostanze sono cancerogene. Il catrame, inoltre, oltre ad irritare le vie respiratorie, ingiallisce i denti, contribuisce alla presenza di alitosi e alla sensazione di “amaro” in bocca.

Il monossido di carbonio si lega all’emoglobina, riducendo la sua capacità di trasportare l’ossigeno e questo comporta un minore nutrimento per i tessuti.

La nicotina è un alcaloide naturale, presente nel tabacco in una percentuale che va dal 2 all’8%. La nicotina contenuta in una sigaretta non è molto tossica ma causa dipendenza: quando arriva ai polmoni passa nel sangue e arriva al cervello in pochi secondi; stimola la liberazione di dopamina nel Sistema Nervoso Centrale e di adrenalina nel surrene. La nicotina ha un effetto eccitatorio, sia a livello della mente che del corpo, ma poco dopo questo effetto iniziale subentra uno stato di depressione che induce a fumare ancora per provare di nuovo gli effetti positivi. Si spiega così la dipendenza generata dalla nicotina, il cui grado si misura valutando questi parametri:

1- difficoltà di smetterne l’uso

2- frequenza delle recidive

3- percentuale di soggetti dipendenti

4- “valore” attribuito al fumo, malgrado l’evidenza dei danni.

Oltre alla dipendenza farmacologica da nicotina, nel fumatore si crea anche una dipendenza psicologica: quando si smette di fumare si manifesta una vera e propria sindrome da astinenza, caratterizzata da irritabilità, collera, ansia, voglia irrefrenabile di fumare, difficoltà di concentrazione, insonnia.

La nicotina è considerata una droga a tutti gli effetti e dall’inizio degli anni 90 il contenuto di nicotina delle sigarette è regolamentato e non può superare il dosaggio stabilito. In Europa le sigarette non possono superare questi valori: catrame 10 mg per sigaretta, nicotina 1.0 mg per sigaretta, monossido di carbonio 10 mg per sigaretta. Queste quantità, stampate sui pacchetti di sigarette, si basano su misurazioni meccaniche.

Le persone però non sono macchine: chi è nicotina-dipendente ha bisogno della sua dose giornaliera di nicotina. Perciò, con sigarette a basso contenuto di nicotina ricorre a diversi espedienti per raggiungere comunque la dose quotidiana: aspira il fumo di tabacco spingendolo fino agli alveoli polmonari, trattiene il fumo più a lungo nei polmoni, fuma la sigaretta fino al filtro, alcuni coprono con le dita i forellini del filtro … in questo modo assumono anche maggiori quantità di catrame e monossido di carbonio, rispetto a quelle indicate sul pacchetto. Passare da sigarette ad alto contenuto di nicotina e catrame ad altre a basso contenuto non porta pertanto nessun vantaggio per la salute.

Danni causati dal fumo

La gravità dei danni dipende da questi parametri: età di inizio e numero di anni di fumo; numero di sigarette giornaliere; modo di fumare (inalazioni più o meno profonde).

    Fumo e apparato respiratorio

Il fumo causa irritazione e aumento del muco delle vie respiratorie, favorisce l’insorgenza di bronchite (acuta e poi cronica) e di enfisema polmonare.

Aumenta inoltre l’incidenza di infezioni delle vie respiratorie e dell’asma.

    Fumo, cuore e circolazione del sangue

Il fumo fa aumentare la pressione arteriosa, accelera l’aterosclerosi, ostacolando la circolazione del sangue nei vasi e aumentando il rischio di infarto cardiaco e ictus cerebrale.
I disturbi circolatori causati dal fumo possono determinare: impotenza nell’uomo; declino mentale; invecchiamento precoce della pelle.

Il fumo aumenta il rischio di molti tipi di tumore: a rischio sono prima di tutto le vie respiratorie in quanto direttamente esposte al fumo. Nei fumatori il carcinoma polmonare ha una frequenza 20 volte superiore a quella riscontrata nei non fumatori. Alto è anche il rischio di tumore al rene e alla vescica, in quanto le sostanze cancerogene del tabacco sono eliminate attraverso i reni e ristagnano con l’urina nella vescica.

Associato all’alcol, il fumo aumenta anche il rischio di tumori dell’esofago, del colon e del fegato.

    Danni specifici del fumo nelle donne

Aumenta il rischio di tumori dell’utero. La menopausa è anticipata ed è più alto il rischio di osteoporosi. Il fumo diminuisce la fecondità ed aumenta il rischio di aborti, parti prematuri, nascita di neonati sottopeso e morti premature. La nicotina ha inoltre la capacità di entrare nel latte materno con tutti i danni per il neonato che ne conseguono.

Il fumo crea danni per la salute in ogni fase della riproduzione umana: fumatrici che desiderano avere figli incontrano maggiori difficoltà e il rischio di essere sterili aumenta. Il fumo durante la gravidanza condiziona negativamente la salute sia della madre che del nascituro: una fumatrice in gravidanza incontra il doppio di complicazioni e va incontro più di frequente a parti prematuri o a morte del feto. Al nascituro viene fornita una quantità limitata di ossigeno e i bambini delle fumatrici presentano spesso una peggiore funzionalità polmonare ed un peso alla nascita inferiore, spesso cause di morte neonatale. Inoltre il fumo durante la gravidanza fa aumentare il rischio di morte improvvisa del bambino. Il fumo in gravidanza può causare un ritardo della crescita e dello sviluppo mentale e polmonare del bambino.

Il rischio di partorire un bambino sotto peso scende a livello normale se la donna smette di fumare prima di iniziare la gravidanza o durante i primi tre mesi.

    Altri danni del fumo

Il fumo riduce notevolmente le prestazioni atletiche, aumenta lo stress ossidativo, aumenta il rischio di gengiviti ed incrementa l’incidenza dell’ulcera gastro-duodenale.

Anche il fumo passivo, quello inalato involontariamente dalle persone che vivono o lavorano a contatto con fumatori, può causare danni molto gravi: il fumo di tabacco è uno dei più pericolosi fattori inquinanti dell’aria in ambienti confinati e costituisce un rischio concreto per la salute dei non fumatori.

Il fumo di tabacco che si inspira passivamente è una mescolanza del getto di fumo secondario di sigarette, sigari o pipe e del getto principale di fumo che esce dai polmoni dei fumatori. Come per il fumo attivo, anche per quello passivo i veleni del fumo di tabacco attraverso i polmoni e le arterie raggiungono tutto il corpo.

In adulti che non fumano attivamente il fumo passivo causa: cancro ai polmoni e malattie cardiocircolatorie. A ciò si aggiunge tutta una serie di malattie delle vie respiratorie: maggior frequenza di respiro “sibilante”, sintomi di bronchite cronica e bronchite acuta; aumento dell’incidenza di asma. Il confronto è condotto con persone che vivono in un ambiente senza fumo.
Nei bambini, il fumo passivo aumenta il rischio di infezioni delle vie respiratorie (bronchite o polmonite), compaiono più spesso otiti croniche dell’orecchio medio e irritazione delle vie respiratorie superiori con peggioramento dei disturbi asmatici e insorgenza di nuovi casi di asma.

E se non è ancora passata la voglia di fumare … un fumatore su due muore di una malattia attribuibile al tabagismo. La speranza di vita di un fumatore è comunque di 8 anni inferiore a quella dei non fumatori. Smettendo di fumare si hanno benefici immediati (migliore respirazione, maggiore capacità nella percezione di odori e sapori) e benefici a lungo termine: aumento della speranza di vita; riduzione del rischio di tumori; scomparsa di tosse e catarro; riduzione delle affezioni delle vie respiratorie; minor rischio di bronchite cronica e enfisema; miglioramento della circolazione e riduzione del rischio di infarto e di ictus; aumento dell’efficienza fisica e prevenzione dell’impotenza maschile; miglioramento dei riflessi e diminuzione degli incidenti stradali e sul lavoro. Diminuisce il rischio di osteoporosi; le fratture guariscono prima; migliora la qualità del sonno; aumenta la fecondità e migliora lo stato di salute del nascituro; migliora lo stato della pelle e dei capelli; l’alito e la persona perdono l’odore sgradevole di fumo.

In Italia ogni anno, per il fumo, muore un numero di persone che corrisponde al numero di vittime che si avrebbe se ogni giorno cadesse un jumbo-jet pieno di passeggeri. Con un tale rischio nessuno accetterebbe più di volare: perché allora si accetta di fumare?

“La sigaretta è quella cosa che da una parte ha il fumo e dall’altra un cretino” (Oscar Wilde)

 

BIBLIOGRAFIA

  1. http://www.my-personaltrainer.it/salute/danni-fumo.html
  2. http://www.humanitasalute.it/index.php/benessere-e-stili-di-vita/clima-e-salute/155-respirare-in-salute/2556-fumo-e-sport-nemici-giurati
  3. www.cdc.gov/tobacco/data_statistics/sgr/2004/index.htm.
  4. www.bfs.admin.ch.
  5. www.ash.org.uk/information/facts-and-stats/essential-information
  6. http://rms.medhyg.ch
  7. www.saez.ch.
  8. www.ajrccm.org.
  9. www.sciencedirect.com/science/journal/00917435.
  10. http://www.at-svizzera.ch/it/pagina-iniziale/facts.html



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La Medicina dello Sport è una medicina di tipo preventivo, a cui noi italiani non siamo, per costumi e mentalità, abituati; è invece fondamentale sempre, ma soprattutto in età giovanile e dopo i 35-40 anni, valutare la condizione fisica di un soggetto per fornirgli, se è un giovane che inizia lo sport, le indicazioni più corrette per la pratica dello stesso e tutti quei consigli inerenti l’alimentazione e i mezzi di prevenzione e cura delle patologie ad insorgenza giovanile (eccesso ponderale, scoliosi, piede piatto o cavo ecc.), o se viceversa è un adulto che non ha mai fatto sport o lo riprende dopo anni di inattività, per dargli le indicazioni relative al tipo di attività a cui può sottoporsi senza rischi.

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