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PERCHÉ COMPARE UN “LIVIDO”

21 nov 2005 ⋅ in Parliamo di...

Quando scopriamo sulla nostra pelle un “livido” (quello che più correttamente viene definito “EMATOMA”) lo associamo quasi sempre ad un trauma subito, anche se non ricordiamo quando esso possa essere avvenuto. E infatti gli ematomi sono causati da un trauma, ma non sempre questa è la sola causa: anche delle alterazioni, ad esempio, della coagulazione del sangue possono esserne all’origine.

COSA È L’EMATOMA

È una raccolta di sangue, più o meno abbondante, all’interno di un organo o di un tessuto ed è in genere provocata da un trauma contusivo che, pur senza provocare lesioni cutanee, danneggia un vaso sanguigno e causa la fuoriuscita del sangue da esso in quantità tale da accumularsi.

Quando la causa è un trauma

Spesso è sufficiente urtare contro un oggetto per rompere i vasi capillari e provocare un piccolo ematoma; in altre situazioni il trauma causa un danno più esteso e profondo e quindi un’emorragia di maggior significatività.

Quindi sede e volume di un ematoma dipendono dal tipo e dall’entità del trauma, dalle dimensioni del vaso leso e dalle caratteristiche del tessuto in cui l’ematoma si forma.

I sintomi possono quindi variare: in linea generale, la presenza di un ematoma di una certa dimensione provoca senso di tensione e dolore nella zona colpita, mentre raramente si manifesta con dolore acuto; il dolore si accentua con il movimento della parte colpita. Il sangue raccolto al di sotto della cute viene lentamente “degradato” da cellule specifiche e il colore dell’ematoma cambia nel corso dei giorni (passando da viola scuro ad azzurro‑verde) per le modificazioni che subiscono le sostanze colorate contenute nei globuli rossi.

PRIMO INTERVENTO

Se la contusione è di grado modesto, è sufficiente applicare ghiaccio: il freddo ha un effetto anestetizzante (che riduce il dolore) e causa una vasocostrizione che limita la fuoriuscita di sangue. Di solito si guarisce in pochi giorni anche se, nei casi più gravi, può essere utile associare un trattamento antidolorifico e antinfiammatorio.

Quando il trauma interessa zone a rischio (testa, torace, addome …) conviene rivolgersi ad un medico: in questi casi l’ematoma potrebbe non essere visibile, ma interessare un organo interno. Generalmente, l’ematoma se ha dimensioni ridotte si riassorbe spontaneamente e senza lasciare tracce; se però non rispettiamo alcune regole fondamentali (ad esempio il riposo …), tende ad “organizzarsi“, cioè si trasforma in una raccolta liquida racchiusa in un guscio fibroso e in questo caso deve essere trattato chirurgicamente: con un’incisione degli strati che lo rivestono, l’ematoma viene svuotato e la cavità ridotta per mezzo di una medicazione “compressiva”. L’incisione diventa obbligatoria se esiste il rischio di infezione o se questa è già in corso (in questo caso, dopo lo svuotamento viene lasciato nella cavità un drenaggio per favorirne la totale detersione.

Lo “strappo” muscolare

Una delle cause più frequenti di ematoma traumatico è la lesione delle fibre muscolari. Il sangue che fuoriesce proviene dalla lesione della fitta rete di vasi presente nel muscolo, causata dalla violenta distensione delle fibre muscolari che è all’origine del trauma stesso; il sangue si deposita nello spazio formato dalle fibre muscolari lacerate. La lesione muscolare si verifica solitamente quando la struttura muscolare è poco elastica e/o quando il movimento è brusco e veloce. La zona lesionata deve essere assolutamente tenuta a riposo, applicando subito ghiaccio per ridurre il dolore e l’edema e soprattutto, per limitare l’emorragia post-traumatica. Il riposo serve a prevenire l’organizzazione dell’ematoma con tutte le conseguenze negative che ne potrebbero derivare. Non sono consigliati i massaggi perché il muscolo deve “ricostituirsi” e non deve essere quindi essere inutilmente sollecitato; il massaggio potrebbe poi causare una ripresa del sanguinamento dalla lesione stessa, con un aumento della gravità dell’ematoma.

ATTENZIONE!

Di solito la comparsa di un ematoma non è preoccupante, soprattutto se si è certi che la causa è stato un trauma o uno strappo muscolare, ed esso si risolve spontaneamente.

È, invece, opportuno cercare le cause dell’ematoma quando:

- la comparsa di ematomi è ricorrente nel tempo

- non ricordiamo la causa traumatica

- l’ematoma è profondo (il suo colore alla comparsa è violaceo o nero e non azzurrastro)

- l’ematoma non tende a riassorbirsi nel giro di pochi giorni.

In queste condizioni è necessario rivolgersi al medico, che consiglierà le apposite analisi di approfondimento.

Altre cause

Quando l’ematoma non è riconducibile ad un trauma di una certa entità, le sue cause possono essere:

- fragilità capillare

- difetti della coagulazione del sangue

- leucemia

- terapia in atto con farmaci anticoagulanti.

    Fragilità capillare

Se si nota la comparsa di un ematoma al minimo urto contro un oggetto, senza un vero e proprio trauma, non è il caso di allarmarsi e pensare immediatamente a malattie preoccupanti. Può essere semplicemente una eccessiva fragilità dei vasi capillari che si rompono, così, molto facilmente. Quasi sempre la fragilità capillare è un fatto costituzionale e non il segno di malattie gravi. L’ematoma in questi casi è superficiale, il suo colore tende all’azzurro e in genere si risolve spontaneamente. Se l’evento si ripete più volte, per stare assolutamente tranquilli, si possono eseguire degli esami di laboratorio, sia di tipo generale (ad esempio l’emocromo), sia quelli specifici per la valutazione dei fattori della coagulazione (tempo di protrombina, tempo di tromboplastina parziale, fibrinogeno, conteggio delle piastrine e tempo di emorragia). Può essere di aiuto, inoltre, mangiare frutta in abbondanza (sono molto importanti le vitamine A, E, C e K), e in modo particolare i mirtilli: gli estratti di questi frutti, infatti, vengono usati in farmacologia per preparare medicinali vasoprotettori.

    Difetti della coagulazione

Se spesso si verificano ematomi di una certa entità (non superficiali) è il caso di rivolgersi al medico per capirne le cause: potrebbe essere il segnale di una malattia che interessa qualche fattore della coagulazione. Se, ad esempio, nell’organismo c’è una carenza di piastrine (elementi del sangue che intervengono nel processo di arresto di una emorragia) o di altri fattori implicati nel processo di coagulazione, sarà più facile che si formi un ematoma. La carenza di piastrine può essere provocata dall’effetto tossico di alcuni farmaci o da gravi malattie del sangue (come la leucemia).

La carenza dei fattori della coagulazione è definita emofilia: chi soffre di emofilia, se si taglia o batte contro qualche cosa ha un’emorragia continua, lenta, ma costante e difficilmente arrestabile, fino alla comparsa di un grosso ematoma, spesso diverse ore dopo il trauma stesso. Se il medico sospetta un difetto della coagulazione del sangue o una piastrinopenia (carenza di piastrine), dovrà prescrivere subito esami di laboratorio di routine e specifici per la coagulazione del sangue, per stabilire la causa di questa eventuale carenza e risolverla.

L’emofilia è una malattia ereditaria, quindi già presente almeno in uno dei genitori; è perciò possibile fin dalla nascita individuare gli emofiliaci e tenerli sotto controllo somministrando, quando occorre, un farmaco contenente il fattore della coagulazione carente.

    Leucemia

Se basta un minimo trauma per causare la comparsa di un livido, se contemporaneamente è presente una leggera febbre e si è molto pallidi, conviene indagare a fondo sulle cause di questa sintomatologia. La facile comparsa dell’ematoma e le altre condizioni descritte potrebbero, infatti, far pensare a una malattia molto seria: la leucemia, un tumore che colpisce il midollo osseo, che, di conseguenza, non è più in grado di produrre nei quantitativi corretti globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. È quindi opportuno recarsi subito dal medico per una visita e per eseguire gli esami necessari.

    I farmaci anticoagulanti

L’uso di anticoagulanti per il trattamento e la prevenzione di altre patologie (trombosi, problemi cardiaci) richiede un continuo controllo medico con l’esecuzione di periodici prelievi di sangue; un dosaggio eccessivo di questi farmaci può essere, infatti, causa di ematomi “spontanei”. Gli anticoagulanti, in pratica, riducono la capacità del sangue di coagulare: per questo deve essere assunta una quantità di farmaco sufficiente a rendere il sangue più “fluido” ma, nello stesso tempo, non eccessiva al punto da causare rischi di emorragia. L’assunzione degli anticoagulanti deve essere sempre eseguita su prescrizione e sotto il controllo del medico: in questo modo il rischio di emorragie, che è il maggiore effetto collaterale, può essere ridotto al minimo. Si devono rispettare, quindi, rigorosamente le prescrizioni del medico (dosi e orari di somministrazione).

 

GLOSSARIO

EMOCROMO - esame di base da cui si parte per tutto le indagini ematologiche, cioè quelle relative alla parte del sangue composta da cellule (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine).

GLOBULI BIANCHI - elementi del sangue che intervengono nella difesa dalle infezioni.

GLOBULI ROSSI - elementi del sangue che, trasportando l’emoglobina, distribuiscono ossigeno ai tessuti.

PIASTRINE - elementi del sangue che per primi accorrono sulla lesione per tamponare la fuoriuscita di sangue.

 



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La Medicina dello Sport

La Medicina dello Sport è una medicina di tipo preventivo, a cui noi italiani non siamo, per costumi e mentalità, abituati; è invece fondamentale sempre, ma soprattutto in età giovanile e dopo i 35-40 anni, valutare la condizione fisica di un soggetto per fornirgli, se è un giovane che inizia lo sport, le indicazioni più corrette per la pratica dello stesso e tutti quei consigli inerenti l’alimentazione e i mezzi di prevenzione e cura delle patologie ad insorgenza giovanile (eccesso ponderale, scoliosi, piede piatto o cavo ecc.), o se viceversa è un adulto che non ha mai fatto sport o lo riprende dopo anni di inattività, per dargli le indicazioni relative al tipo di attività a cui può sottoporsi senza rischi.

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