Alimentazione

GLICIDI, GRASSI, PROTEINE

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SPECIALE: “ALIMENTAZIONE E SPORT

GLICIDI, GRASSI, PROTEINE

Testo e disegni di Stelvio Beraldo

I GLICIDI (ZUCCHERI, CARBOIDRATI)

Hanno come compito principale la produzione di energia, indispensabile per i processi vitali dell’organismo. Inoltre partecipano alla costituzione di fattori vitaminici, di sistemi enzimatici, nelle strutture cellulari come il DNA e le membrane delle cellule.
In base alla facilità di utilizzazione e assimilazione si distinguono in MONOSACCARIDI (glucosio, levulosio, fruttosio, galattosio e mannosio), DISACCARIDI (maltosio, lattosio e saccarosio) e POLISACCARIDI (amidi, glicogeno e fibre) (Tabella).
Per essere assorbiti dall’intestino i disaccaridi ed i polisaccaridi richiedono la scissione fino a monosaccaridi.
I glicidi sono la principale fonte di energia e, nell’organismo (muscoli e fegato), si ritrovano immagazzinati sotto forma di GLICOGENO (associazione di più molecole di glucosio). Nelle cellule e nel sangue si trovano sotto forma di GLUCOSIO.
Forniscono 4.0 Calorie per grammo ingerito.
Nella dieta corretta se ne consiglia la presenza in ragione del 55-60% del totale. Inoltre la quota giornaliera di glicidi deve essere apportata per l’80% da quelli complessi e per il 20% da quelli semplici.
Sono di facile digeribilità ed il loro surplus si trasforma in grasso sottocutaneo di riserva.
Alimenti ricchi di glicidi sono il pane, la pasta alimentare, i legumi, le patate, lo zucchero, il miele.
Considerando che il sistema nervoso ed i globuli rossi del sangue operano utilizzando particolarmente il glucosio e che persino la possibilità di demolire i grassi è legata alla loro presenza, è facile comprendere come questi principi alimentari assumono una notevole importanza nella dieta dell’atleta.
I glicidi contribuiscono anche alla metabolizzazione delle proteine ed alla eliminazione delle scorie azotate derivanti dalla utilizzazione delle proteine.
Nella demolizione dei grassi, specialmente nelle diete dimagranti, la presenza di glicidi contrasta l’acidità del sangue derivante dalla formazione dei CORPI CHETONICI (acidi derivati dall’acido acetoacetico).

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I GRASSI (LIPIDI)

Possono avere sia origine animale (latte, burro, strutto, ecc.) che vegetale (olio di oliva e di semi, alcune margarine, ecc.). Forniscono 9 Calorie per grammo ingerito e nella dieta devono essere presenti in ragione del 25-30% del totale.
Possono presentarsi come acidi grassi saturi e insaturi. Negli ACIDI GRASSI SATURI il legame molecolare è più solido e di difficile scissione nel processo digestivo, quindi di laboriosa digestione ed assorbimento. Tipici acidi grassi saturi sono stearico, butirrico, capronico, palmitico, arachico, ecc.
Gli ACIDI GRASSI INSATURI hanno un legame chimico più debole, quindi di più facile digeribilità e assorbimento. Tra questi annoveriamo l’acido oleico, linoleico, linolenico e arachidonico, contenuti principalmente nell’olio di oliva, mais, soia e olio di fegato di merluzzo.

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La presenza dei grassi nella dieta è di notevole importanza in quanto, pur avendo funzione energetica, sono indispensabili per alcune funzioni complesse e specializzate a vari livelli cellulari.
Infatti, oltre ad essere i veicoli delle VITAMINE LIPOSOLUBILI (solubili nei grassi) A, D, E, K ed F, sono parte integrante dei fosfolipidi, dei cerebrosidi, del colesterolo e di alcuni ormoni. Inoltre hanno una funzione plastica sulle membrane cellulari.
Alcuni acidi grassi insaturi non sono sintetizzabili dall’organismo che deve necessariamente assumerli con l’alimentazione.
Specialmente nelle DIETE DIMAGRANTI, il consumo del grasso sottocutaneo porta a formazione dei CORPI CHETONICI (acidi derivati dall’acido acetoacetico) che tendono ad innalzare l’acidità del sangue, acidità che può sommarsi a quella derivante dalla attività fisica. Questa situazione può essere contrastata attraverso un giusto apporto di glicidi e di alimenti alcalini.

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LE PROTEINE (PROTIDI)

Importanti per la sintesi proteica, specialmente nella fase di accrescimento e negli atleti che effettuano allenamenti gravosi, devono essere presenti nella dieta in ragione del 15-20% del totale.
Forniscono 4.0 Calorie per grammo ingerito.
A seconda della complessità della loro costituzione chimica le proteine possono essere semplici (aminoacidi e loro derivati), composte e derivate.
La loro provenienza può essere animale (carni, formaggi, latte, uova, pesci) o vegetale (farinacei, verdure, legumi, frutta).
Le proteine migliori sono quelle di origine animale in quanto costituite da un notevole numero di aminoacidi essenziali.
La quantità percentuale che l’organismo riesce ad utilizzare viene definito VALORE BIOLOGICO.
Le unità più semplici che costituiscono le proteine sono gli aminoacidi. Otto di questi sono definiti AMINOACIDI ESSENZIALI, in quanto non sintetizzabili dall’organismo che deve perciò introdurli con l’alimentazione. Questi sono: leucina, isoleucina, valina, lisina, triptofano, metionina, fenilalanina e treonina.
Gli AMINOACIDI NON ESSENZIALI, invece, sono quelli che l’organismo riesce a sintetizzare da sé partendo da altre molecole, e precisamente: acido aspartico, acido glutammico, arginina, aspargina, alanina, cisteina, glicina, glutamina, istidina, prolina, serina e tirosina.
Nell’allenamento a forte impegno muscolare vengono metabolizzati soprattutto gli AMINOACIDI A CATENA RAMIFICATA (leucina, isoleucina e valina) e vengono utilizzate proteine come fonte energetica pari a circa il 5-10% del totale (vedi “Integratori alimentari”).

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Lo sportivo necessita giornalmente di proteine in ragione di 1.4-2 g/kg di peso corporeo.
Il surplus proteico va a costituire il grasso sottocutaneo di riserva. Inoltre può formarsi un eccesso di scorie azotate che impediscono la ricostituzione di nuove strutture cellulari (anche muscolari). Una DIETA IPERPROTEICA comporta acidosi del sangue, sovraccarico di lavoro per i reni ed il fegato e difficoltà digestive.


Stelvio Beraldo
Maestro di Sport

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