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GRAFOLOGIA E PERSONALITÀ

grafologia

Andrea Cattaneo

CONSIDERAZIONI GENERALI

Temperamento, carattere e personalità

Fin dalla nascita ognuno di noi possiede un corredo di aspetti ereditati dai genitori (fisici, psichici ed intellettivi), esso si chiama temperamento. L’insieme di questi elementi determina l’iniziale struttura psico-fisica che viene ad essere modellata dalle esperienze di vita che ogni soggetto vive nel proprio percorso di vita; tali esperienze di vita danno origine al carattere. La personalità è l’insieme dinamico tra aspetti innati e aspetti acquisiti con l’esperienza. Essi si mescolano in dosi diverse che variano da individuo ad individuo, cosi in taluni soggetti magari prevarranno più gli aspetti temperamentali mentre in altri saranno più forti le esperienze di vita. Pensiamo alla nostra personalità come a della “plastilina” che viene manipolata e modellata con altri colori di plastilina per creare qualcosa di finale, la materia primaria è la stessa, ciò che cambia è il risultato finale. I fattori ambientali, cioè le molteplici esperienze di vita che soggetto vive, possono avere con gli aspetti temperamentali un rapporto di rinforzo, di contrasto o di indifferenza, l’impronta vergine viene modellata dalla realtà: fatti, persone, situazioni interagiscono e si mescolano con il temperamento dando origine a quello che viene definito “comportamento” o carattere.
La personalità si può definire quindi come l’insieme dinamico dei fattori innati e dei fattori acquisiti, dinamico perché l’interazione non è staticità bensì movimento. La personalità è dinamismo poiché ogni nostro singolo aspetto entra in dialettica con tutti gli altri aspetti, per questo essa è un insieme complesso che non si potrà mai conoscere fino in fondo. Ognuno di noi ha a disposizione dentro di sé una tavolozza di colori per manifestare se stesso, per dipingere l’arcobaleno della propria personalità: tinte forti, deboli, colori caldi, freddi, contrasti, sfumature … la personalità umana è un magnifico capolavoro.

ES – IO – SuperIO

Accenniamo ora brevemente alla costituzione psicodinamica della personalità, per poi affrontare in chiave grafologica il simbolismo spaziale, che ci permetterà successivamente di capire i significati dei segni grafologici principali attraverso i quali possiamo fare un po’ di luce sulla personalità di un individuo.
Molto sinteticamente possiamo dire che in ogni persona agiscono tre stati psichici denominati in chiave psicoanalitica: Es – Io – SuperIo

1) Es (serbatoio delle pulsioni istintive): è la parte istintiva che è in ognuno di noi. L’Es è composto dai fattori psicologici e biologici innati, esso è il nucleo della vitalità più o meno presente in un soggetto poiché è il serbatoio dell’energia psichica. L’Es è il carburante che con la propria energia psichica rifornisce ed irrora gli altri due stati (Io e SuperIo) e ne permette il funzionamento e l’operatività. In positivo l’Es permette movimento ed azione, spinge la persona a realizzarsi; in negativo è una forza istintiva molto potente che se non mediata dagli altri due stati, si manifesta con impulsività e aggressività, spingendo la persona ad ottenere tutto e subito, cioè secondo il principio del piacere. L’Es è un processo primario che non tollera gli accumuli di tensione e di energia. In questo caso la sua forza è indirizzata ad agire con immediatezza; attraverso il movimento impulsivo riesce cosi a ripristinare la calma, mal sopporta le frustrazioni e le attese.
2) SuperIo (serbatoio delle norme e della morale): è la parte censurante della personalità, il freno all’istinto di fare. Il superIo si sviluppa prevalentemente in risposta alle ricompense e alle punizioni date dai genitori; esso è l’insieme delle registrazioni normative che abbiamo ricevuto dall’educazione. In esso sono racchiuse le censure, i limiti, i giudizi che abbiamo ricevuto e che ci hanno aiutato a costruire la morale personale sulla vita. Il superIo agisce in base al principio di eticità ed ha il compito di inibire gli impulsi dell’Es, opponendosi non per posticiparli, ma per annullarli.
3) Io (serbatoio dell’equilibrio e della mediazione): è la parte elaborativa della personalità, esso si sviluppa in conseguenza dei bisogni dell’organismo e rappresenta i vari adattamenti che la persona ha messo in atto per creare rapporti adeguati. La funzione dell’Io è quella di fare da mediatore tra istanze psichiche e realtà, agisce secondo il principio di realtà. L’Io si trova in possesso di una grande energia proveniente dall’ES e che utilizza in maniera sintetica:
– per soddisfare degli istinti e per realizzare determinate scelte oggettuali
– per tenere a bada l’Es ed impedire ad esso di agire in modo impulsivo, soggettivo ed irrazionale
– per difendersi dall’attività dell’Es e dai suoi “attacchi” quando la sua spinta diventa troppo minacciosa, in tal caso l’Io innesta a propria tutela dei meccanismi difensivi (ad esempio: rimozione, razionalizzazione, proiezione, formazione reattiva, fissazione e regressione)
– per integrare le altre due istanze (Es e SuperIo).

L’energia dell’Es

L’Es è come una pompa di benzina da cui si riforniscono SuperIo ed Io. Inizialmente l’Es possiede tutta l’energia e la usa per l’azione irriflessiva e impulsiva, per soddisfare i desideri primari, al servizio del principio del piacere, dove tutto si deve ottenere subito. L’Es è incapace di distribuire la propria energia con criteri oggettivi, cosi fornisce energia all’Io, che garantisce un utilizzo più economico dell’energia e permette di scaricare efficacemente la tensione accumulata dall’Es. L’Es, come già visto è l’insieme di forze pulsionali regolate dal principio del piacere; esso porta alla gratificazione immediata dei bisogni e delle necessità psichiche e biologiche dell’individuo. L’Es ignora la logica e non ha principi morali, per questo gli viene in soccorso il SuperIo che però ha la funzione di cancellare le spinte impulsive e non di mediarle. Lo scopo di un istinto, cioè dell’Es, è essenzialmente conservativo e regressivo, cioè tende, attraverso lo scarico immediato dell’energia, al ripristino delle condizioni di minima energia. L’Es è un “tipo impaziente”, non tollera le frustrazioni e le attese.
Viene dunque scelto un oggetto su cui scaricare la tensione energetica, ma tale scelta è soggettiva e non oculata e finalizzata, contestualizzata. Questo oggetto viene investito dall’Es da una carica energetica (che è composta sia da libido – cioè energia vitale finalizzata a mantenere quello che Freud chiamò l’istinto di vita – che da aggressività – che è un’energia di contrasto con l’ambiente, finalizzata a mantenere quello che Freud chiamò istinto di morte).
Mentre l’Es funziona con un processo primario di scarico ed azione immediata, l’Io adotta un processo secondario, non istintivo, un pensiero fondato sul principio di realtà e dipendente dall’esame oggettivo dei dati della realtà. L’Io è la parte organizzata della personalità, che si trova a fare i conti l’Es, il SuperIo e la realtà esterna. Spinto dall’Es, stretto dal SuperIo (che è un “tipo burbero”) , respinto dalla realtà esterna, l’Io lotta per stabilire l’armonia tra le varie forze contrastanti in gioco.
Il principio della realtà impedisce che la tensione primaria dell’Es si scarichi prima che sia disponibile un oggetto per soddisfare il bisogno. L’Io con il suo principio di realtà sospende momentaneamente il principio del piacere, che entrerà in funzione quando sarà stato trovato l’oggetto richiesto più idoneo possibile. L’Io distingue tra il piano soggettivo e tra il piano reale; in conseguenza a ciò devia l’energia verso determinati oggetti che possano effettivamente soddisfare il desiderio. L’Io è in un certo senso, potenzialmente, uno stratega che è in grado di mediare e scendere a patti con l’Es ed il SuperIo, di scegliere gli oggetti e le soluzioni migliori.
Il SuperIo come visto è invece la coscienza morale, l’insieme delle proibizioni che sono state trasmesse all’uomo nei primi anni di vita e che lo accompagnano sempre, anche in forma inconsapevole. Nel processo di formazione del SuperIo il bambino “introietta” le norme, i divieti, le censure, gli ideali e gli imperativi morali dei genitori. Essi vengono riconosciuti ed “introiettati” dal bambino attraverso il principio della punizione (in cui si struttura la coscienza) e della ricompensa (in cui si struttura l’io ideale), in tal modo egli identifica tali principi come i propri. Questi imperativi del SuperIo vengono caricati di energia primordiale (sia libido che aggressività), così anche il SuperIo attinge all’energia prodotta dall’Es. Le norme, i divieti e gli imperativi morali vengono ad essere caricati di una energia che può essere indirizzata alla vita o alla morte, alla distruzione. In parole più semplici se i principi morali vengono trasmessi dai genitori ai figli con autorità e fredda imposizione, essi si caricheranno di energia aggressiva e distruttiva, mentre se saranno trasmessi con autorevolezza saranno introiettati con finalità “sana” ed utilizzati per darsi una corretta condotta di vita.

GRAFOLOGIA E PERSONALITÀ

La nomenclatura grafica

Prima di entrare nell’argomento specifico (grafologia e personalità) è necessario conoscere gli elementi che costituiscono la grafia: la “nomenclatura”. Essa verrà utile in seguito quando si tratterà singolarmente dei segni grafologici.

  • Corpo letterale: è la parte centrale della grafia, cioè il corpo centrale da cui vengono esclusi gli allunghi superiori ed inferiori.

  • Allunghi: sono le parti che escono dal corpo letterale e che hanno movimento verticale dall’alto verso il basso e viceversa. Possono essere “superiori” (come avviene per tracciare le lettere b, d, f, h, l, t ) o inferiori (lettere f, g, p, q ).

  • Aste: sono quelle parti letterali rettilinee con direzione dall’alto verso il basso.

  • Filetti: sono le parti grafiche che hanno un movimento dal basso verso l’alto.

  • Asole: è lo spazio definito da asta e filetto.

  • Occhielli: sono gli ovali che compongono le lettere (come la a, d, g, o, q).

  • Legamenti: sono i “raccordi” che uniscono una lettera all’altra.

  • Stacchi: sono “slegature”, momenti di sospensione tra una lettera e l’altra, in cui la penna si stacca dal foglio.

  • Ricci: sono dei “gesti” accessori, non previsti dal modello calligrafico. Sono quei piccoli segni grafici che compaiono a volte all’inizio, all’interno o alla fine di una parola.

  • Rigo di base reale o “rigo ideale”: è la linea orizzontale, immaginaria oppure scritta, su cui si scrive. Si ottiene tracciando una linea parallela al bordo superiore del foglio partendo alla prima lettera della riga.

IL SIMBOLISMO SPAZIALE

Il simbolismo spaziale rappresenta la chiave per decifrare la grafia.
Sinteticamente sono quattro gli spazi importanti a cui riferirsi: sinistra-destra, alto-basso. La trattazione a riguardo è molto ampia e interessante. In questa sede verranno forniti solamente dei cenni sull’argomento.
Il maggior esponente a riguardo è identificabile nella figura dello psicologo- grafologo svizzero Max Pulver.
Vediamo in breve il significato che assume per la grafologia il simbolismo spaziale:

– Il foglio su cui si scrive

Rappresenta la realtà oggettuale, l’ambiente esterno in cui ognuno di noi agisce; rappresenta lo spazio in cui ci muoviamo. Nel momento in cui la penna tocca il foglio e lo spazio inizia un punto di contatto, l’Io scrive e si espande raccontando di sé.

– La parte sinistra del foglio

Il movimento grafico per noi occidentali parte da sinistra. Esso simbolicamente indica il passato, l’interiorità, le radici, l’Io che si muove nell’ambiente.
La sinistra simbolizza l’inizio, le nostre origini, la casa da cui veniamo, il focolare domestico e la sicurezza familiare, il passato, la madre (essa è, infatti, legata al concetto d’origine e quindi si pone simbolicamente sulla sinistra), la conservazione e la regressione, le sicurezze che abbiamo ottenuto e che ci permettono di andare avanti.
L’analisi della parte sinistra del foglio ci permette di comprendere quanto una persona sia “legata” e dipendente dalla famiglia e dal passato.

– La parte destra del foglio

La grafia iniziando da sinistra, si allontana verso la parte destra che rappresenta il futuro, il mondo, l’esterno, l’Altro (per Altro si intendono: persone, fatti, situazioni). La parte destra simboleggia la crescita, l’azione, il movimento, la progressione, l’allontanarsi da casa, l’uscire da se stessi per mettersi in relazione con gli altri.
Genericamente simboleggia l’estroversione, la ricerca dell’Altro come modalità per ricevere conferme al proprio essere, il futuro, il padre (è a destra perché la sua figura rappresenta il ponte verso la società nella fase evolutiva).
La parte destra del foglio è legata alla realizzazione ed al futuro, alle novità ed alla spinta progressiva.
L’andare da sinistra verso destra simbolicamente rappresenta il cammino dell’uomo, il passaggio dallo stato di bambino (legato alla casa, all’infanzia, alle origini) a quello di adulto (legato all’uscire di casa, all’evoluzione, alla maturazione, alla crescita, alla realizzazione personale e lavorativa, alla socializzazione).
Indica il passaggio dalla fase di dipendenza a quella di indipendenza, il distacco dalla famiglia per camminare “con le proprie gambe”, quindi la maturazione della personalità.
L’analisi della parte destra ci informa sulla capacità dello scrivente di lanciarsi verso la vita.

– L’alto

Simboleggia la spiritualità e la fantasia, gli interessi religiosi, intellettivi, gli ideali e le norme che abbiamo dentro di noi. L’alto rappresenta le idee, la mente, la ragione in senso generale. La parte alta del foglio rappresenta il Super Io, il principio di eticità, le norme e i divieti che abbiamo ricevuto con l’educazione, i principi e le norme che regolano la nostra vita. Esso ci informa sulla funzione del SuperIo nella personalità.

– Il basso

Rappresenta la materialità e la concretezza, l’impulsività, la praticità, l’inconscio, il sogno. Il basso è legato ai bisogni primari dell’Es, alla sessualità, agli interessi materiali e economici, all’azione, al cibo, al lavoro, a tutte le cose pratiche e concrete. La zona bassa è legata a tutto ciò che è corporeo e fisico, simbolicamente rappresenta la zona delle pulsioni.
Sul piano psicologico la zona bassa del foglio rappresenta l’Es, il principio del piacere, la spinta ad agire e a realizzare con immediatezza. Ricordo che l’Es è dotato di grande forza e ci spinge a realizzare tutto e subito, senza censure o inibizioni, secondo il cosiddetto principio del piacere.
L’analisi della parte bassa ci permette di comprendere come funziona l’Es nella personalità.

– La zona mediana

Rappresenta la sfera degli affetti e la relazione con il Tu, tutto ciò che è legato all’affettività, alla relazione, all’emozione e alla quotidianità. Psicologicamente la zona centrale rappresenta l’Io, con tutti i propri bisogni e necessità, la zona mediana è legata al quotidiano, alla realtà presente. La parte mediana è legata alla coscienza dell’Io ed alla sua capacità di mediare tra istinto e ragione.
L’Io possiede la capacità di raccogliere e mediare i dati provenienti dall’Es e dal SuperIo. Lo si può paragonare ad un calcolatore: elabora gli elementi che giungono dalla zona bassa e alta per arrivare ad un compromesso: controlla gli impulsi dell’Es e li confronta con il SuperIo, per trovare una risposta equilibrata ed oggettiva.
Quando affronteremo il segno grafologico degli Allunghi riprenderemo a parlare delle istanze psichicheFreudiane “Es, Io, SuperIo”.
L’analisi della zone centrale permette di fare luce sulle funzioni dell’io nella personalità.
Possiamo terminare definendo tre parti “importanti” nella grafia:

  • la parte centrale della grafia rappresenta la parte cosciente e la zona dell’Io. La zona centrale è legata al “qui ed ora”, alla sfera affettiva – relazionale
  • la parte alta o superiore, rappresenta il SuperIo (nella quale sono racchiuse norme, divieti, regole, idee, censure). La parte superiore è legata alla sfera ideale e normativo – censurante del SuperIo
  • la zona bassa o inferiore, rappresenta la parte istintiva ed impulsiva, cioè l’Es, legata al piacere, al volere tutto e subito; è la parte che non conosce limiti e divieti e che non ne vuole. La zona inferiore è legata alla materialità, alla concretezza, all’impulsività.
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