Tutela Sanitaria

L’IDONEITÀ AGONISTICA

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Danilo Gambarara
Facoltà Scienze Motorie – Università degli Studi di Urbino
Medicina dello Sport – A.U.S.L. RIMINI

Numerose sono le leggi emanate in Italia rivolte alla tutela sanitaria delle attività sportive a tutti i livelli:

  • Legge 28/12/1950 n. 1055 e Legge 26/10/1971 n.1099 “Tutela sanitaria delle attività sportive”
  • D.M. 5/7/1975 “Disciplina dell’accesso alle singole attività sportive”
  • D.M.18/2/1982 con norme integrative del D.M.28/2/1983 “Norme per la tutela della attività sportiva agonistica e non agonistica” (è la normativa tuttora vigente)
  • D.M. 22/10/1982 “Tutela sanitaria dei giocatori di calcio”
  • D.M. 15/9/1983 “Tutela sanitaria dei ciclisti professionisti”
  • D.M. 30/9/1983 “Tutela sanitaria dei pugili professionisti”INI

Raccolte ed integrate nella successiva legge: D.M. 13/3/1995 “Tutela sanitaria degli atleti professionisti” che riguarda i tesserati del settore professionistico delle seguenti Federazioni:

  • Federazione italiana gioco calcio (F.I.G.C.)
  • Federazione pugilistica italiana (F.P.I.)
  • Federazione ciclistica italiana (F.C.I.)
  • Federazione motociclistica italiana (F.M.I.)
  • Federazione italiana golf (F.I.G.)
  • Federazione italiana pallacanestro (F.I.P.)

Sono state promulgate leggi anche per la tutela di atleti in particolari situazioni di salute:

  • Legge 16/3/1987 n. 115 art. 8 comma 1 e 2 “Disposizioni per la prevenzione e cura del diabete mellito”
  • D.M. 4/3/1993 “Determinazione dei protocolli per la concessione dell’idoneità sportiva agonistica alle persone handicappate”

Affidato alla Medicina Sportiva è anche l’accertamento dell’idoneità al volo da diporto:

  • D.P.R. 05/08/1988 n. 404 “Regolamento di attuazione della legge 25/3/85 concernente la disciplina del volo da diporto o sportivo (articoli 12/13/14/15)”

Il Ministero della Sanità, per adottare un comportamento normativo comune a tutte le Regioni ha emesso la Circolare 18/03/1996 n. 500.4: “Linee guida per un’organizzazione omogenea della certificazione di idoneità alla attività sportiva agonistica“.
Gli atleti che debbono ottenere il CERTIFICATO DI IDONEITÀ SPORTIVA AGONISTICA sono coloro che praticano attività sportive qualificate AGONISTICHE dalle Federazioni sportive nazionali, dal CONI, dagli Enti di propaganda sportiva riconosciuti (A.C.L.I., U.I.S.P. ecc.) e i partecipanti alle fasi nazionali dei Giochi della Gioventù.
Quelli per cui è sufficiente il CERTIFICATO DI IDONEITÀ SPORTIVA NON AGONISTICA (BUONA SALUTE) sono i praticanti attività sportive qualificate NON AGONISTICHE dalle Federazioni sportive nazionali, dal CONI, dagli Enti di propaganda sportiva riconosciuti e i partecipanti alle attività scolastiche in orari extra-curricolari ed alle fasi precedenti quelle nazionali dei Giochi della Gioventù.
Il criterio per determinare il tesseramento agonistico di un atleta è demandato ad ogni singola Federazione Sportiva Nazionale ed è quasi sempre un criterio anagrafico. Riportiamo alcuni esempi di età di ingresso all’attività agonistica:

7 anni : hockey pista, moto minicross, pattinaggio artistico, tennis tavolo;
8 anni : bocce, ginnastica, karting, nuoto, pattinaggio ghiaccio, scherma;
9 anni : baseball, canottaggio, sci (alpino e nordico), vela;
10 anni : hockey prato, pentathlon, tennis;
12 anni : calcio, judo-sport marziali, pallacanestro, pallavolo, rugby;
14 anni : moto enduro-cross trial e velocità, pugilato, tiro a volo;
16 anni : atletica leggera.
Ricordiamo che tali età sono suscettibili di modifiche da parte delle singole federazioni.

In relazione alle varie normative regionali le strutture preposte al rilascio del certificato di idoneità agonistica possono essere:
1- Centri A.U.S.L.
2- Centri pubblici non A.U.S.L.
3- Centri privati convenzionati o accreditati
4- Specialisti convenzionati o accreditati

Il rilascio della certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonista è demandato ESCLUSIVAMENTE al medico specialista in Medicina dello Sport operante nelle strutture pubbliche o in quelle private autorizzate.
Sempre in relazione alle varie normative regionali, le strutture preposte al rilascio del certificato di idoneità non agonistica possono essere le strutture già elencate più il proprio MEDICO di base o il proprio PEDIATRA di base.
Il certificato di buona salute, ovvero di IDONEITÀ SPORTIVA NON AGONISTICA è GENERICO, cioè non vi è indicazione dello sport praticato. Un unico certificato permette quindi la pratica di diversi sport non agonistici.
Il certificato di IDONEITÀ SPORTIVA AGONISTICA è SPECIFICO, con indicato lo sport per cui è stata concessa l’idoneità e quindi può essere utilizzato solo per quello sport in particolare, anche se, in occasione della visita di idoneità, lo specialista può rilasciare tanti certificati quanti sono gli sport praticati.
L’obiettivo primario della visita medico-sportiva è di escludere la presenza di patologie o malformazioni che CONTROINDICHINO l’attività agonistica.

Gli sport sono stati suddivisi in due tipologie, a seconda dell’impegno necessario: gli sport di Tabella A, con impegno muscolare e cardio-respiratorio lieve o moderato, gli sport di Tabella B con impegno elevato. In base alla tabella di appartenenza vengono effettuati diversi tipi di accertamenti.

SPORT di TABELLA “A”

  • Visita medica
  • Esame completo delle urine
  • Elettrocardiogramma a riposo

L’idoneità di tipo A può avere validità annuale o biennale
Validità annuale:
AUTOMOBILISMO VELOCITÀ, MOTOCICLISMO (cross, enduro, trial, velocità), MOTONAUTICA, BOB-SLITTINO, TUFFI.
Validità biennale:
AUTOMOBILISMO REGOLARITÀ, BOCCE, GOLF, KARTING, ARCO, TAMBURELLO, TENNIS TAVOLO.

SPORT di TABELLA “B”

L’idoneità di tipo B ha validità annuale:
ATLETICA LEGGERA, BASEBALL e SOFTBALL, BASKET, CALCIO, CALCIO A 5, CANOA e KAJAK, CANOTTAGGIO, CICLISMO, GINNASTICA, HOCKEY, JUDO, LOTTA, NUOTO, PALLAMANO, PALLANUOTO, PALLAVOLO, PESISTICA, RUGBY, SCHERMA, SCI, SPORT EQUESTRI, SPORT SUBACQUEI, TENNIS …
Per alcuni sport, sia per escludere la presenza di patologie specifiche che potrebbero controindicarne l’avvio alla pratica, sia per escludere possibili danni che la pratica intensiva di tali sport può potenzialmente causare, la legge prevede poi ulteriori esami specialistici di protocollo. Ecco alcuni esempi:

– TIRO
Esame Audiometrico
Visita Otorinolaringoiatrica
– AUTOMOBILISMO VELOCITÀ
Elettroencefalogramma (I visita)
Visita Neurologica
– MOTOCICLISMO VELOCITÀ
Elettroencefalogramma (I visita)
Visita Neurologica
– BOB, SLITTINO
Elettroencefalogramma (I visita)
Visita Neurologica
– TUFFI
Esame Audiometrico
Visita Otorinolaringoiatrica
Elettroencefalogramma (I visita)
Visita Neurologica
– BIATHLON
Esame Audiometrico
Visita Otorinolaringoiatrica
– PUGILATO
Esame Audiometrico
Visita Otorinolaringoiatrica
Elettroencefalogramma (I visita)
Visita Neurologica
Visita Oculistica
– SCI DISCESA LIBERA
Elettroencefalogramma (I visita)
Visita Neurologica
– SCI SLALOM
Visita Neurologica
– SPORT SUBACQUEI
Visita Otorinolaringoiatrica

Quando, all’atto della visita di idoneità si verificano dei dubbi diagnostici, lo specialista può far ricorso ad altri accertamenti per escludere la presenza di patologie che possano controindicare l’attività sportiva.
Il motivo più frequente di ricorso ad esami integrativi è quello cardiologico. In questi casi si può far ricorso a:

ESAMI CARDIOLOGICI DI SECONDO LIVELLO

ESAMI CARDIOLOGICI DI TERZO LIVELLO

  • Ecocardiografia Transesofagea
  • Studio Potenziali Tardivi Ventricolari
  • Studio Elettrofisiologico Transesofageo
  • Studio Elettrofisiologico Endocavitario
  • Scintigrafia, Risonanza Magnetica, ecc.

Nel caso lo specialista in Medicina dello Sport giudichi NON IDONEO l’atleta, questo ha diritto a ricorrere alla Commissione Regionale di Revisione delle Non Idoneità Agonistiche: una commissione, presente in ogni regione, formata da diversi specialisti che rappresenta quindi un giudizio “di appello” per eventuali non idoneità.
Vista la frequenza e l’importanza delle problematiche diagnostiche e valutative in cardiologia sportiva, varie associazioni e società scientifiche medico-sportive e cardiologiche hanno proposto una:

CLASSIFICAZIONE DEGLI SPORT IN BASE ALL’IMPEGNO CARDIOVASCOLARE
(da: Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico 1995 – Comitato Organizzativo Cardiologico per l’Idoneità allo Sport)

  • SPORT NON COMPETITIVI CON IMPEGNO MINIMO-MODERATO
  • SPORT CON IMPEGNO “NEUROGENO”
  • SPORT CON IMPEGNO DI “PRESSIONE”
  • SPORT CON IMPEGNO MEDIO-ELEVATO
  • SPORT CON IMPEGNO ELEVATO

ATTIVITÀ SPORTIVE NON COMPETITIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE MINIMO MODERATO
Sono caratterizzate da attività di pompa a ritmo costante, frequenze sotto-massimali e caduta delle resistenze periferiche:
Podismo o marcia in pianura, Sci gran fondo, “Footing” e “Jogging”, Ciclismo in pianura, Nuoto, Canoa turistica, Trekking

ATTIVITÀ SPORTIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE DI TIPO NEUROGENO
Sono caratterizzate da aumenti della frequenza e non della portata cardiaca, dovuti, soprattutto nelle competizioni, ad importante impatto emotivo:
1. con incrementi medi-elevati della FC
Paracadutismo, Motociclismo velocità, Automobilismo, Aviazione sportiva, Attività subacquee, Motonautica, Vela, Equitazione, Polo, Tuffi.
2. con incrementi minimi-moderati della FC
Golf, Bocce e Bowling, Pesca sportiva, Sport di tiro.

ATTIVITÀ SPORTIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE DI PRESSIONE
Sono caratterizzate da portata cardiaca non massimale, frequenza cardiaca da elevata a massimale e resistenze vascolari periferiche da medie ad elevate:
Atletica velocità, Bob e Slittino, Ciclismo velocità, Pattinaggio velocità, Pesistica, Lanci e salti, Sci alpino (slalom, discesa, acrobatico), Sci nautico, Windsurf, Tennis Tavolo, Motocross, Alpinismo, Free climbing, Nuoto sincronizzato, Body building.

ATTIVITÀ SPORTIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE DA MEDIO AD ELEVATO
Sono caratterizzate da numerosi e rapidi incrementi anche massimali della frequenza e portata cardiaca, con aumento delle resistenze periferiche particolarmente evidente nelle brusche interruzioni dell’attività muscolare degli arti:
Calcio, Calcio a 5, Football americano, Rugby, Basket, Pallavolo, Pallamano, Pallanuoto, Canoa, Arti marziali, Lotta, BeachVolley, Ginnastica, Scherma, Pugilato, Pattinaggio artistico, Baseball, Hockey, Tennis, Squash.

ATTIVITÀ SPORTIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE ELEVATO
Sono caratterizzate da attività di pompa con frequenza cardiaca e portata centrale e periferica massimali (condizionate nella durata dai limiti degli adattamenti metabolici):
Atletica leggera (400 m – maratona), Canoa (500 m – maratona), Canottaggio tutte le imbarcazioni, Ciclismo (inseguimento, km fermo, MTB, ciclocross), Nuoto (100 m – maratona), Pattinaggio ghiaccio (500 m – 10000 m), Pattinaggio rotelle (500 m – 20000 m), Sci alpino (slalom gigante, super G), Sci fondo (15 – 50 km), Biathlon, Triathlon.

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