Parliamo di Sport

IL PUNTO … ESCLAMATIVO!

prevenzione_medicina_sport

A cura di Sergio Lupo

ABBIAMO SCHERZATO???!!!
Questa la comunicazione inviata dalla Federazione Medico Sportiva in data 8 maggio 2013 ai Medici Federali ed ai responsabili delle Discipline Sportive Associate e degli Enti di Promozione Sportiva, in merito al decreto su certificati sportivi e defibrillatori:

Ma noi poveri specialisti in Medicina dello Sport “normali”, vista “… l’importanza e la delicatezza della materia, che comporta anche la previsione di specifiche responsabilità sul piano penale …” cosa dobbiamo fare, nel frattempo?
Seguire
, alla pubblicazione,le indicazioni del Decreto, seguire le indicazioni delle ASL, aspettare le circolari informative della FMSI e/o del C.O.N.I.?
Oppure attendere 30 mesi o 6 mesi, se siamo, come le società sportive, “dilettanti” o “professionisti” …?

Il Ministro Balduzzi firma decreto su certificati sportivi e defibrillatori

Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, di concerto con il Ministro per lo Sport, Piero Gnudi, ha firmato il decreto ministreiale “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita”

Leggi il Decreto

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Un altra “spallata” per demolire la Medicina dello Sport e gli specialisti in Medicina dello Sport?

In precedenza i certificati di idoneità per attività amatoriale e non agonistica potevano essere rilasciati dal proprio medico di Medicina Generale, dal Pediatra di libera scelta e dallo specialista in Medicina dello Sport.
Ora invece il documento firmato dal Ministro così recita:

“I soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, che praticano attività amatoriale (ovvero non regolamentata da organismi sportivi e non occasionale) devono sottoporsi a controlli medici periodici secondo indicazioni precise:
– gli uomini fino a 55 anni e le donne fino ai 65, senza evidenti patologie e fattori di rischio, potranno essere visitati da un qualunque medico abilitato alla professione e il certificato avrà valenza biennale
– I soggetti che riportano almeno due delle seguenti condizioni (età superiore ai 55 anni per gli uomini e ai 65 per le donne, ipertensione arteriosa, elevata pressione arteriosa differenziale nell’anziano, l’essere fumatori, ipercolesteloremia, ipertrigliceridemia, glicemia alterata a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati o diabete di tipo II compensato, obesità addominale, familiarità per patologie cardiovascolari, altri fattori di rischio a giudizio del medico) dovranno essere visitati necessariamente da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport, che dovranno effettuale un elettrocardiogramma a riposo e eventualmente altri esami necessario secondo il giudizio clinico. Il certificato dovrà essere rinnovato ogni anno;
– I soggetti con patologie croniche conclamate diagnosticate dovranno ricorrere a un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta, un medico dello sport o allo specialista di branca, che effettuerà esami e consulenze specifiche e rilascerà a proprio giudizio un certificato annuale o a valenza anche inferiore all’anno.”

Quindi anche uno specialista in branca diversa dalla Medicina dello Sport e, soprattutto, qualunque medico abilitato alla professione, potranno rilasciare una certificazione di idoneità all’attività sportiva amatoriale.

Nota: Immagino, ad esempio, una donna di 64 anni che viene visitata da un medico generico e poi va a fare SPINNING in palestra …

Inoltre nello stesso decreto si legge:
” … Non sono tenuti all’obbligo della certificazione … i praticanti di alcune attività con ridotto impegno cardiovascolare, come le bocce (escluse le bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, ginnastica per anziani, “gruppi cammino”, e chi pratica attività ricreative come ballo o giochi da tavolo …”.

Questo vuol dire che gli iscritti alle Federazioni Golf, Caccia, Tiro … non dovranno più effettuare la visita per ottenere la certificazione di idoneità allo sport specifico?

Nota: Immagino, ad esempio, un giocatore di golf che pratica l’attività d’estate, a temperature elevate, per diverse ore …, oppure i fanatici del ballo che trascorrono in pista 3-4 ore senza interruzione: sicuramente non hanno bisogno di alcuna certificazione …

Quindi, dopo 4 anni di specializzazione in medicina dello sport (stessa durata di studio dell’ortopedico, del ginecologo, del cardiologo …), la “medicina dello sport” può essere svolta (anche se in parte) da “qualunque medico abilitato alla professione” e dagli “specialisti di branca” diversa.

Gli specialisti in Medicina dello Sport ringraziano la Federazione Medico Sportiva per la tutela della categoria ed il suo Presidente che così ha commentato:
”Un plauso al ministro Balduzzi che ha firmato il decreto che alza il livello di screening e di sicurezza e toglie una lacuna in particolare per chi va in palestra e fa marce non competitive” … ”E’ un decreto – aggiunge Casasco, Presidente della F.M.S.I.,  – estremamente positivo che va a impattare su costi, tempi, formazione e prevenzione a valle e a monte”.

Cosa avrà di positivo, vista la scarsa conoscenza specifica sull’argomento “valutazione dei praticanti attività sportiva amatoriale e/o non agonistica” dei medici generici, ma anche dei medici non specialisti in Medicina dello Sport? … Forse l’unica cosa positiva è che finalmente si parla di obbligo di effettuare un elettrocardiogramma a riposo anche per l’attività sportiva amatoriale e non agonistica …


I commenti degli specialisti in Medicina dello Sport, degli operatori del settore e dei praticanti

Caro Sergio,
nel tuo articolo credo tu abbia racchiuso il pensiero, lo sfogo e l’indignazione di tanti colleghi specialisti in Medicina dello Sport. Non siamo tutelati, la FMSI non ci tutela, le Normative del D.R. ed i suoi articoli sembrano file di sola lettura, gli aggiornamenti e le relative modifiche riguardanti la nostra Branca sono recepiti per passaparola … ci mancava pure Balduzzi e la remissione/sottomissione di Casasco … Senza contare che bisogna pure mantenere economicamente le nostre famiglie e quindi costretti talvolta a ripiegare su una attività che esula dalla Medicina dello Sport. E’ una battaglia contro i mulini al vento; senza supporti politici e della Federazione e con l’idea comune che andare dal Medico dello Sport vuol dire non spendere più di 40-50 euro, si rischia a breve di naufragare …
Cordialmente – A.P. – Specialista in Medicina dello Sport

Egregio Dott. Lupo,
ho letto con molto interesse il Suo articolo riguardante il decreto Balduzzi ed approvo in pieno tutte le Sue osservazioni, anche in virtù del fatto che oltre al lavoro di osteopata, dirigo ed insegno in una sala attrezzi. Da dottore in scienze motorie, non posso che capirLa quando afferma “Quindi, dopo 4 anni di specializzazione in medicina dello sport (stessa durata di studio dell’ortopedico, del ginecologo, del cardiologo …), la “medicina dello sport” può essere svolta da “qualunque medico abilitato alla professione” e dagli “specialisti di branca” diversa. Proprio come per la mia categoria, dopo una laurea, due specializzazioni ed un master, siamo considerati alla stregua di chi ha ottenuto un “corsetto pago-ottengo” di due week end … cosa ci sarà di positivo in tutto questo?
In un paese dove la demagogia la fa da padrona facendo da specchietto per allodole agli interessi personali dei nostri politicanti … probabilmente nulla, personalmente continuerò per la mia strada, finché avrò voglia di documentarmi, studiare e sperimentare il movimento umano.
Cordiali Saluti – D.C. – Laureato in Scienze Motorie

Caro Sergio,
scrivo per esprimere il mio rammarico nei confronti di un decreto che, come già tu hai specificato, rappresenta un’ulteriore danno nei confronti della nostra Specializzazione. Sono stato tuo studente e ho sempre apprezzato il lavoro che hai svolto e continui a svolgere anche grazie al tuo portale che ci consente di tenerci continuamente aggiornati e che rappresenta a mio parere un punto di riferimento importante per la nostra professione. Da qualche anno svolgo attività di libera professione a Latina adottando una condotta di prevenzione molto lontana da quella imposta dal suddetto Decreto non facendo distinzioni tra agonisti e non agonisti e svolgendo quindi la visita medico sportiva in modo completo. Credo che l’errore di fondo sia quello di credere che un soggetto agonista si alleni più di un soggetto non agonista il che non è assolutamente vero. L’esempio più eclatante è quello dei così detti atleti salutisti che si allenano nella corsa per 4 volte a settimana e per circa un’ora e mezzo 2 ore al giorno senza partecipare ad alcuna competizione e senza essere iscritti alla FIDAL. La maggior parte dei soggetti sono compresi tra un’età di 30 e 55 anni (almeno nel mio caso visto che ho l’opportunità di utilizzare un programma che mi consente di avere dei dati relativi anche all’intensità dell’attività svolta), per la maggior parte non fumatori che non fanno uso di alcolici e che non presentano familiarità per patologie cardiovascolari, ipertensione e morte improvvisa giovanile. A fronte di ciò in questi anni di lavoro svolto con queste modalità, ho potuto constatare che la casistica dei soggetti che presentano problematiche di tipo cardiovascolare è maggiore nei soggetti non agonisti che in quelli agonisti probabilmente perché più raramente o quasi mai sono stati sottoposti a test cardiologici di primo e secondo livello. L’ultimo caso emblematico che mi è capitato risale ad una settimana fa:
– paziente di anni 41 non fumatore non fattori di rischio non familiarità per patologie cardiovascolari e morte improvvisa, tra l’altro sottoposto periodicamente a visite di routine in quanto appartenente a corpo dell’Esercito, si reca presso il mio Studio per sottoporsi ad un check up cardiologico perché svolgeva attività fisica “saltuaria” (3 volte a settimana giocava a calcio a 5 e 2 volte a settimana svolgeva jogging). Gli consiglio di fare un test da sforzo come prevenzione vista l’età anche se in assenza di fattori di rischio. Lo sottopongo a test ergometrico massimale. All’ECG di base riscontro delle anomalie della fase di ripolarizzazione ventricolare in sede anterolaterale che riferisce di avere anche in esami precedenti come da me constatato e per le quali non gli era stato mai suggerito di svolgere un test ergometrico massimale ma, unicamente, un Ecocardiogramma che risultava comunque nella norma. All’apice dello sforzo ho evidenziato un sottoslivellamento del tratto ST in sede anterolaterale degno di ulteriori accertamenti e gli ho consigliato di fare una scintigrafia miocardia per evidenziare, semmai ci fosse stata, una iniziale sofferenza ischemica. Sto attendendo l’esito della scintigrafia e nello stesso tempo mi pongo la domanda, come in tanti altri casi che ho avuto la fortuna/sfortuna di incontrare, di cosa sarebbe successo loro se non si fossero sottoposti ad accertamenti di rilievo. Tutto ciò dovrebbe farci riflettere visto che nel Comune di Latina sono a conoscenza di almeno due decessi quest’anno per morte improvvisa di cui un ragazzo di 33 anni in palestra mentre faceva il tapis-roulant ed un bambino di 7 anni che svolgeva Taekwondo (entrambi svolgevano attività non agonistica).
Non credo di essere l’unico a vivere certe realtà e sarebbe quindi opportuno cercare di raccogliere più dati possibili in modo tale da far capire che la prevenzione andrebbe effettuata in maniera più estesa e svolta da Specialisti …
Un caro saluto – E.B. – Specialista in Medicina dello Sport

Come al solito, caro Sergio, sono pienamente d’accordo con te.
E’ chiaro che la cultura corrente non si pone minimamente il problema che le normative dovrebbero essere rispondenti alle reali necessità della persona umana (e in questo ambito la visita effettuata dallo Specialista in Medicina dello sport dovrebbe avere una grandissima funzione preventiva in quanto capace di evidenziare latenze). Ma il problema credo che sia di ordine generale, quando si accetta più o meno unanimemente che la linea informatrice delle nostre organizzazioni sia esclusivamente rappresentata dalle regole del MERCATO …
C. de M. – Specialista in Medicina dello Sport

Buongiorno dott. Lupo,
anch’io ho letto la notizia del decreto Balducci, decreto politico scritto da non esperti nel campo della medicina dello sport, agonistico non agonistico, non credo faccia differenza per la salute ma solo per le responsablità. Io per esempio che avevo espressamente richiesto un suo parere (ho subito l’asportazione del rene dx) ho seguito il suo consiglio: ho superato i 55 anni, mi alleno regolarmente , ma ho eseguito un test da sforzo, ripeto, solo dopo il suo consiglio!!! Ebbene … risultato una ischemia coronarica sx sottolivellamento della ST a 161 battiti e 200w di potenza indotta, mentre tutti i parametri precedenti, pressione, battiti … dimostravano che ero un soggetto allenato con buona predisposizione alla resistenza fisica. Adesso mi sottoporrò ad un esame da un cardiologo per valutare lo stato di salute delle mie coronarie; intanto mi alleno con cardio a 120-130 qualche volta arrivo a 140 battiti, cosi mi hanno consigliato. Intanto è un allarme che mi aiuta, forse, a salvarmi da un prossimo possibile infarto; se poi riuscissi a guarire e tornare (coronarografia?) con un cuore normale, sarò riconoscente alla SUA e mia attenzione al problema.
Cordiali saluti – Uno sportivo non agonista

Buongiorno, caro Sergio
Non mi è possibile che commentare in maniera laconica … siamo alla farsa.
Credo inoltre che il decreto sia incompatibile da un punto di vista legale poiché le Regioni sono autonome in tema di Sanità, pertanto nel Lazio resta valida la normativa vigente relativa alla legge del luglio 1997.
Saluti – D. G. – Specialista in Medicina dello Sport”

Considerazioni, riflessioni e dubbi … “medico-sportivi

  • VOGLIO FARE UNA VISITA MEDICO – SPORTIVA …:1) come faccio a sapere a chi rivolgermi?
    2) come deve essere effettuata la visita?
1- FACILE! Basterebbe consultare il B.U.R. (Bollettino Ufficiale Regionale) dove è stato pubblicato l’ultimo elenco degli specialisti in Medicina dello Sport e dei loro studi professionali …
Ma quando viene pubblicato il B.U.R. e dove si può consultare / acquistare …?
Come spesso avviene nel nostro paese, delle situazioni apparentemente semplici si “arenano” nella sabbia della mancata informazione: l’elenco degli specialisti autorizzati a rilasciare i certificati di idoneità allo sport dovrebbe, per legge (vedi norma di legge), essere aggiornato ogni 12 mesi e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione (B.U.R.), ma l’ultimo elenco pubblicato risale al 7 marzo 2009 … e, come detto, nessuno ne conosce l’esistenza: provare per credere!

2- La visita dovrebbe essere effettuata nelle strutture autorizzate, presenti nello stesso elenco degli specialisti in Medicina dello Sport. Per l’ammissione alla visita è necessaria la consegna allo specialista della “lettera di richiesta della società sportiva” (http://www.sportmedicina.com/richiesta_societa.htm). La visita dovrebbe comprendere la compilazione di una cartella clinica con una accurata “anamnesi” (indagine conoscitiva sui precedenti fisiologici e patologici, individuali e familiari, di un paziente, redatta dal medico) e l’esecuzione degli esami previsti dalle norme di legge (vedi: http://www.sportmedicina.com/esami_sport.htm).
Lo specialista, al termine della visita, deve rilasciare sempre un certificato (IDONEO, NON IDONEO, SOSPESO) e comunicare alla ASL l’elenco delle visite effettuate … Semplice non è vero?

Ma non è questo ciò che accade nella realtà: spesso non esiste la lettera di richiesta della società (importantissima per permettere allo specialista di fermare dall’attività un atleta a rischio per la presenza di patologie, comunicando immediatamente la situazione alla società sportiva); vengono effettuate visite “in batteria” e/o in luoghi in cui è vietato effettuarle (spogliatoi di strutture sportive, palestre …), senza eseguire gli esami richiesti, senza acquisire tutta la documentazione necessaria, senza la presenza dei genitori in caso di atleti minorenni … E solo alcuni degli specialisti in Medicina dello Sport inviano l’elenco delle visite fatte alle ASL.

Ma per fare una visita “obbligatoria” ad un soggetto sano si spendono soldi, si perde tempo e denaro …

E allora spezziamo una lancia in favore di chi vuole spendere meno: “… tanto muoiono gli altri …” e non vuole perdere tempo: “… tanto sono perfettamente sano …“, “… tanto è una visita inutile …” e quindi facciamoci dare il certificato anche senza visita (spesso succede anche questo!), facciamoci visitare negli scantinati o negli spogliatoi e lasciamo nostro figlio nello stesso spogliatoio a fare la visita da solo, non preoccupandoci della nostra salute o di quella dei nostri figli …

Ma è bene essere coscienti di quello che facciamo e sapere che: il tesseramento è valido solo se esiste una visita eseguita a norma di legge; l’assicurazione sportiva è attiva solo se esiste una visita a norma, ma soprattutto che la nostra salute e quella dei nostri figli è un bene da salvaguardare e, sarà banale, ma è sempre meglio “prevenire che curare“.

Quindi se ci interessa realmente la prevenzione:

– pretendiamo di avere dallo specialista una prestazione a norma di legge
– verifichiamo che il medico sia in possesso del numero regionale di autorizzazione (che deve essere riportato in calce al certificato: http://www.sportmedicina.com/attenzione_certificato.htm)
– pretendiamo di assistere alle visite dei nostri figli
– chiediamo il relativo documento fiscale (la fattura della prestazione) per essere certi che l’esecuzione della prestazione stessa venga comunicata regolarmente.

E soprattutto informiamo le autorità competenti di tutte le “anomalie” riscontrate.

PER INVIARE UN VOSTRO COMMENTO: medicinasport@sportmedicina.com 

  • ANOMALIE, ERRORI, ASSURDITÀ … della Medicina dello Sport

1- PREVENZIONE: La medicina dello sport è “PREVENZIONE” … Infatti per aumentare il livello di prevenzione, il certificato di idoneità all’attività “ludico- motoria” (quella, per capirci, di chi va in palestra, in piscina, senza un allenamento, magari a 50 anni e dopo un lungo periodo di sedentarietà …) non è più obbligatorio. PREVENZIONE, allora … cosa vuol dire?

2- CERTIFICATI: Chi può rilasciare il certificato di idoneità all’attività “ludico-motoria” e il certificato all’attività sportiva “non agonistica”? La norma di legge recita:

ART. 3
(Destinatari)

1. Gli interventi previsti dalla presente legge sono rivolti:
… omissis
c) a coloro che praticano o intendono praticare in forma organizzata attività sportive non agonistiche a carattere motorio formativo o attività fisico-ricreativa
… omissis

ART. 7
(Tutela sanitaria delle attività sportive non agonistiche)

1. La certificazione per l’espletamento delle attività sportive non agonistiche di cui all’articolo 2, comma 2, è rilasciata, ai sensi degli accordi collettivi nazionali vigenti e dell’articolo 2 del D.M. 28 febbraio 1983, dai medici di medicina generale e dai medici specialisti pediatri di libera scelta.
2. La certificazione può essere rilasciata, su richiesta dell’utente ed a spese dello stesso, anche dagli specialisti in medicina dello sport iscritti all’elenco regionale di cui all’articolo 16.
… omissis

Ma allora perché cardiologi, ortopedici, ginecologi, medici generici, nei loro studi e/o nelle palestre e nelle piscine rilasciano questi certificati? E perché nessuno chiarisce la situazione? L’Ufficio Legale dell’Ordine dei Medici di Roma, al quesito di un cardiologo in merito alla possibilità di rilasciare tale certificato ha risposto: “… certo che può rilasciarlo, qual è il problema? …“.

Ma l’ufficio legale dell’Ordine dei Medici e i medici non dovrebbero conoscere le norme di legge?

3- I “NUOVI SPORT“: Lo specialista in Medicina dello Sport, se all’atto della visita evidenzia una patologia che controindica l’attività sportiva, deve immediatamente comunicare la NON IDONEITÀ all’atleta, alla società sportiva dell’atleta ed alla federazione di appartenenza (vedi norma di legge). Tutto ciò per salvaguardare la salute dell’atleta stesso.
Ma quando arriva qualcuno con il bando di concorso per Esercito, Marina, Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco ecc., che richiede il certificato di idoneità allo sport agonistico (tra l’altro nei bandi di concorso si legge di tutto: 1) si richiede il certificato allo sport agonistico senza specificare quale sport, mentre la legge obbliga a definire lo sport in ogni certificato – 2) si richiede che il medico certificatore sia iscritto alla Federazione Medico Sportiva … – 3) la “struttura” che rilascia il certificato deve essere convenzionata con il servizio pubblico …) e questo qualcuno risulta NON IDONEO, il medico a quale “società sportiva” comunica la non idoneità? Lo stesso dicasi per chi pratica la Danza Classica …
Ma lo scopo della legge non è “la tutela della salute dell’atleta“? E chi impedisce al soggetto di andare di medico in medico finché non trova chi gli firma il certificato …?
Certo si potrebbe seguire il consiglio che qualcuno ha dato: non visitate chi chiede il certificato per la Danza Classica o per i Concorsi Militari, visto che tali certificazioni non sono previste dalle norme … Così invece di risolvere il problema lo si evita, impedendo comunque a tanti giovani di partecipare ad un concorso che potrebbe dare anche una possibilità di lavoro: cosa che al giorno d’oggi non è di poca importanza.
E allora si dovrebbe intervenire e far capire che sono proprio quelli che praticano attività fisica ludico-motoria a correre i maggiori rischi per la salute … e che i certificati medico-sportivi devono essere rilasciati solo dagli specialisti in medicina dello sport, che hanno frequentato, per aumentare le loro conoscenze specifiche, 4 anni di specializzazione post-laurea … e che si potrebbero inserire nelle norme del CONI e del Ministero della Salute anche Danza Classica e Atletica leggera e Nuoto per Concorsi Militari definendo le modalità di comportamento dello specialista per la certificazione e le eventuali comunicazioni di NON IDONEITÀ …
Ma a chi spetta l’onere di proporre quanto necessario a migliorare la tutela della salute della popolazione e il livello di prevenzione? Ai Politici, Al Ministero, al Coni, alla Federazione Medico Sportiva, agli Specialisti stessi …? Troppi i soggetti e quindi la domanda resta senza risposta …
Del resto, sempre parlando di prevenzione, in una circolare del CONI inviata alle Federazioni Sportive nel 2008 è stata indicata l’opportunità di effettuare, superata un’età stabilita dalle varie federazioni sportive, un test da sforzo (cicloergometro); necessità poi confermata anche dal COCIS 2009 (Protocolli Cardiologici per la Medicina dello Sport): ma se il test è necessario per migliorare l’accuratezza della visita e aumentare il livello di prevenzione, perché non ufficializzarne l’obbligatorietà?
E per finire, chi dovrebbe comunicare qualunque variazione delle norme relative alla tutela sanitaria delle attività sportive agli specialisti in medicina dello sport, che ne vengono a conoscenza per caso (e non sempre …)?
Ma la PREVENZIONE, fondamentale nei programmi elettorali, nelle pubblicità, nelle trasmissioni e nei “faccia a faccia” televisivi, esiste poi veramente? Forse potremmo farla cercare dallo staff di “Chi l’ha visto …?” …

PER INVIARE UN VOSTRO COMMENTO: medicinasport@sportmedicina.com

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