Alimentazione

LA VITA È UNA SPEZIA RARA

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SPEZIE1

di Giorgio Pitzalis, Presidente di Giustopeso Italia

Le spezie sono sostanze di origine vegetale che, oltre al profumo e al sapore, possiedono proprietà terapeutiche grazie al contenuto di oli essenziali. Con la parola spezie si intendono sostanze diverse: alcuni considerano spezie solo le droghe orientali, altri ritengono spezie anche le erbe aromatiche o aromi come il rosmarino, il basilico o l’origano. Altri includono tra le spezie anche l’aglio o la cipolla (che sono invece ortaggi a bulbo).

In realtà, le spezie si distinguono dalle erbe aromatiche perché vengono utilizzate essiccate, mentre le seconde, in genere sono utilizzate fresche.
Le spezie sono indispensabili per dare gusto e profumo ai piatti (grazie agli oli essenziali in essi contenuti che sono liberati quando queste
sono spezzettate, macinate o tagliate), poiché esaltano i sapori di molti piatti e, in molti casi, permettono di ridurne i condimenti e l’apporto di sale. Numerose spezie preservano l’integrità dei cibi, limitandone il deterioramento, e agendo quindi da conservanti naturali.
È caratteristico questo uso in alcuni paesi afro-asiatici, dove spesso i cibi sono molto piccanti per le alte quantità di peperoncino e di
miscele di varie spezie (es. cinque spezie, assafetida, spezie cajun, garam masala, ras-el-hahanout) che facilitano la conservazione dei cibi e disinfettano l’apparato intestinale.
È tipico lo Zighinì, un piatto tradizionale diffuso soprattutto in Etiopia, Somalia ed Eritrea, uno spezzatino di carne arricchito da una
miscela di spezie chiamata Berberè, costituita generalmente da peperoncini abissini, chiodi di garofano, cardamomo, paprika, pimento o pepe giamaicano, pepe nero, zenzero, cannella e varie erbe aromatiche.
Analizziamone alcune spezie e il loro uso in cucina e per i benefici che se ne traggono.

Spices
Ajowan
La pianta, originaria dell’India ricorda il sapore del timo. Profuma il pane, i dolci e le verdure cotte e può essere impiegata come anti meteorico.

Anice verde, stellato, pepato
Il suo sapore viene spesso confuso con finocchio, aneto, carvi e cumino. L’anice stellato è molto decorativo. Ha proprietà digestive, eupeptiche, antiputrefattive e carminative, utili per ridurre meteorismo e flatulenza; stimola inoltre la secrezione del latte nella nutrice. Bisogna però evitare un uso eccessivo dell’essenza pura, che può essere tossica.
Utilizzato soprattutto per la produzione dei liquori, può essere aggiunto al pollo, al pesce e ai dolci, e i suoi semi, se masticati a fine pasto,
profumano l’alito e favoriscono la digestione. È considerato come un vero e proprio antibiotico naturale, antiossidante e antimicotico.
Dall’anice stellato viene estratto un olio essenziale impiegato in medicina ed erboristeria per la preparazione di farmaci e rimedi naturali.

Bacche di ginepro
Il ginepro è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Cupressacee, di cui si consumano i frutti o bacche, caratterizzate da un
sapore acre. Il ginepro è utilizzato principalmente nell’affumicatura di salumi, può insaporire patate e crauti. Ottimo con l’arrosto e gli stufati, il ginepro trova largo uso nella produzione di alcolici, tra cui il gin, ricavato dalla distillazione delle bacche.

Cannella
La cannella, è ritenuta una spezia afrodisiaca, digestiva, antinfluenzale, antimicotica, antimicrobica; attenua il senso di fame, riduce
il colesterolo ematico e aiuta a regolarizzare i livelli della glicemia. Per il suo contenuto in vitamine è un antiossidante naturale che stimola il
sistema immunitario. In inverno una tisana alla cannella è gradevole e aiuta nelle forme influenzali. Portare a ebollizione mezzo bastoncino di cannella in 2 tazze di acqua e lasciare bollire per cinque minuti, far riposare in infusione per altri 5 minuti e bere calda; si può utilizzare anche la cannella in polvere, un cucchiaino, da aggiungere all’acqua bollente, mescolare, filtrare e bere.
È indicata anche per le patologie stomatologiche (stomatiti, afte, gengiviti). La cannella viene utilizzata principalmente per le preparazioni
di dolci, nelle torte di mele, nelle mele cotte ma anche nel vin-brulè e nella sangria. In cucina insaporisce anche i piatti di carne e di riso. A dosaggi elevati può provocare reazioni allergiche, tachicardia, sudorazione, diarrea ed è controindicata in gravidanza.

Cardamomo
Il cardamomo, molto diffuso in India e Malaysia, ha un sapore leggermente pepato. Ha proprietà carminative, antisettiche, spasmolitiche,
facilita la digestione, riduce gli spasmi intestinali e l’alitosi. Il cardamomo è molto utile da utilizzare nella cottura dei cibi flatulogeni,
come cavoli e legumi, dei quali riduce gli effetti indesiderati. Può anche essere usato per aromatizzare il caffè.

Chiodi di garofano
I chiodi di garofano sono i piccoli boccioli floreali essiccati di una mirtacea che contengono eugenolo, un olio essenziale dalle forti proprietà
antimicrobiche, analgesiche e anestetiche, utilizzato ancora oggi in odontoiatria come antisettico e analgesico. I chiodi di garofano hanno proprietà carminative utili contro il meteorismo intestinale. È controindicato in caso di ulcera, gastrite, in gravidanza e allattamento.

Cumino
Il cumino ha un profumo e un sapore penetrante e lievemente amaro. È una spezia originaria della Siria, molto usata con altre spezie
nel nord Africa per preparare il couscous. I suoi frutti, impropriamente chiamati semi (e simili ai semi di finocchio), hanno proprietà carminative, digestive, antifermentative, antisettiche, antispastiche intestinali e antimeteoriche. Tra le spezie i semi di cumino vantano una buona fonte di ferro. L’uso del cumino è sconsigliato in caso di patologie epatiche e, per precauzione, in gravidanza.

Curcuma
Radice della famiglia delle Zingiberaceae, come lo zenzero, è anche detta zafferano delle indie o regina delle spezie per le sue proprietà
curative e preventive. Tra i diversi principi attivi vi è la curcumina che migliora la circolazione cardiocircolatoria e riduce il meteorismo intestinale; usato come spray è impiegata come decongestionante nasale. La curcuma esercita inoltre un’azione depurativa epatica, riduce i livelli di colesterolo, è immunostimolante, antiossidante, e perciò coadiuvante nella prevenzione delle malattie degenerative causate dall’invecchiamento cellulare. Trattamenti locali sono indicati in caso di acne, orticaria, eczemi e micosi. È il principale ingrediente tra le spezie presenti in molti tipi di curry ed è uno degli ingredienti della salsa inglese Worcestershire.

Curry
Il curry non è una singola spezia, ma una miscela di varie spezie di origine indiana; il nome curry è stato attribuito in epoca coloniale dagli
Inglesi a una miscela di spezie chiamata “masala”, ermine che significa proprio miscela. Esiste in vari tipi che possono essere dolci, piccanti
o molto piccanti. Ogni curry è diverso dagli altri, poiché variando le quantità delle diverse spezie, variano sapori e aromi. Nella sua composizione sono indispensabili curcuma, zenzero, cumino, coriandolo, chiodi da garofano, cannella, noce moscata, pepe nero, fieno greco, peperoncino e altri ingredienti variabili come percentuali. Ovviamente le virtù benefiche delle spezie contenute nel curry, in particolare la curcuma, fanno di questo condimento un concentrato di proprietà salutari, somma di tutti i componenti, tanto che le moderne ricerche lo definiscono un valido coadiuvante nella prevenzione di alcune malattie degenerative. Il curry inoltre stimola la produzione dei succhi
gastrici e degli enzimi digestivi, favorisce la digestione, è antiossidante e antinfiammatorio.

Fieno greco
Il fieno greco in occidente è poco usato come spezia in quanto il suo sapore è ritenuto poco gradevole, mentre in India è apprezzato e utilizzato soprattutto per preparare miscele di spezie come il curry e il PanchPhoron, formato da 5 spezie: cumino, finocchio, fieno greco, nigella, senape, usate per aromatizzare le verdure. I semi del fieno greco costituiscono la parte officinale e si usano anche sotto forma di germogli; in alcune zone dell’Africa si mangiano lessati al posto dei fagioli, essendo anche il fieno greco un legume ricco di proteine. Ha proprietà ricostituenti e anti anemiche.

Levistico
Sono minuscoli semi dal gusto leggermente aspro e che profumano un gran numero di piatti (zuppe, salse, umidi, biscotti, succhi).

Liquirizia
La liquirizia contiene diversi principi attivi, tra cui l’acido glicirrizico, che le conferiscono proprietà espettoranti e sedativo della tosse. Protegge le pareti dello stomaco in caso di gastralgie e crampi intestinali; ha un’azione antinfiammatoria e antivirale, emolliente e rinfrescante. Esiste in tronchetti, in bastoncini (la radice), in succo, in polvere, ed esiste anche la liquirizia deglicirrizinata, procedimento che la priva dell’acido glicirrizico che, per periodi prolungati di assunzione, può provocare ritenzione di liquidi e aumentare la pressione arteriosa. In cucina l’utilizzo più noto della liquirizia è quello nei dolciumi, nei liquori e nelle bevande, ma è possibile anche abbinarla al limone nella preparazione di un insolito risotto oppure con la carne o col pesce.

Macis
È chiamato anche Mace o fiore della noce moscata. Allo stato fresco è rosso scarlatto brillante e diventa color giallo-aranciato o marroncino con l’essiccazione. Il macis è ricco di oli essenziali, ha un aroma simile a quello della noce moscata, ma più delicato e dolce; è utilizzato prevalentemente nella preparazione dei dolci, in profumeria, ma è piuttosto difficile da reperire, anche per il suo costo elevato. In Oriente è utilizzato a scopo medicinale sotto forma d’infuso o di macerato contro la nausea, per migliorare la digestione in caso di dispepsia intestinale.

Noce moscata
La noce moscata è un albero originario delle isole Molucche. In cucina è utilizzata per il suo aroma speziato caratteristico, dal sapore caldo,
aromatico e muschiato; si utilizza in quantità minime, sia per l’intensità del suo aroma, sia perché un suo uso eccessivo può avere effetti tossici. La noce moscata ha proprietà toniche, antisettiche, analgesiche, e carminative, utili contro il meteorismo intestinale. È controindicata in gravidanza e nell’infanzia perché può dar luogo a contrazioni uterine e a dosi elevate può causare nausea, torpore e allucinazioni.

Paprica
La paprica, preparata con peperoncini rossi dolci, non è sinonimo di polvere di peperoncino, perché durante la preparazione vengono rimossi i semi piccanti, ricchi di capsicina. È indispensabile nel goulash ungherese.

Pepe
Il pepe è il frutto del piper nigrum, originario del sud dell’India; si può trovare in tre diversi tipi: pepe nero, pepe verde e pepe bianco. Tutti sono ottenuti dalla stessa pianta e differiscono solo per la lavorazione a cui il frutto è sottoposto. Il pepe è conosciuto ed apprezzato per il gusto piccante, che esalta il sapore dei cibi, dovuto al contenuto in piperina, sostanza eupeptica, digestiva, espettorante, blandamente afrodisiaca, dalle forti proprietà antibatteriche che conferisce a questa spezia la capacità di conservare i cibi. Per questo motivo nell’antichità, quando non esisteva il frigorifero, il pepe aveva un grande valore commerciale, tanto che era utilizzato come moneta. La piperina promuove l’assorbimento dei principi nutritivi come vitamine, minerali, aminoacidi, e conferisce al pepe anche proprietà termogeniche e stimolanti del metabolismo. Esiste anche il pigmento, chiamato anche pepe garofanato o pepe della Giamaica.

Peperoncino
Il peperoncino è originario dell’America centrale, oggi diffuso in tutte le regioni dal clima caldo-temperato, inclusa l’Italia dove si è ben
acclimatato nelle regioni del sud e nelle isole. Il frutto contiene la capsaicina, sostanza responsabile del suo inconfondibile sapore piccante e delle proprietà officinali. Il peperoncino è vitaminizzante, spasmolitico, carminativo, eupeptico, utile per migliorare la digestione, ma è controindicato in caso di infiammazioni del tubo digerente e dei reni. È indicato per dispepsia con flatulenza, atonia gastrica, anoressia.
Nell’insufficienza circolatoria periferica la capsaicina è utilizzata per uso locale sotto forma di pomata per dolori articolari, reumatismo, sciatalgia, nevralgia, per l’intensa irrorazione sanguigna che esso provoca. Una varietà particolare di peperoncino, il pepe di Cayenna, è rinomata per la sua capacità di tenere sotto controllo il colesterolo e per il suo effetto antidolorifico e antinfiammatorio. Il peperoncino macinato è tra i componenti del curry e del ketchup. Il sapore si accentua con la cottura. Dal momento che la capsaicina è una sostanza liposolubile, per combattere il bruciore al palato derivante da un’eccessiva ingestione di peperoncino, è buona regola bere dello yogurt, del latte o masticare del pane all’olio; in questo caso l’acqua non serve.

Senape
La senape è una pianta appartenente alla famiglia delle Brassicaceae originaria dell’Asia e col suo gusto saporito apporta sapidità ai cibi e
permette di utilizzare meno sale. I semi macinati si utilizzano per preparare la salsa di senape, che può avere differenti sapori secondo la varietà utilizzata. La senape stimola la secrezione gastrica e intestinale ma deve essere utilizzata con moderazione per evitare infiammazioni all’apparato digerente. Localmente può essere impiegata in caso di artralgie e mialgie.

Sommacco
I frutti essiccati del sommacco (arbusto sempreverde) hanno un aroma aspro, pungente e piccante dovuto a tannini e ad alcuni acidi organici
(malico, citrico, succinico, maleico). È usato come acidificante così come in altri paesi usano il limone, il tamarindo o l’aceto. Spesso è offerto con le cipolle. In Turchia, in Libano e in Iraq si usa per le insalate, in particolare nel fattouch, a base di pane libanese, pomodori, cetrioli e prezzemolo. In Iran, insapora le carni di pollo e in Siria il pesce. Entra nella miscela zathar (sommacco, timo e sesamo, sale e origano). Ha un forte potere antiossidante, proprietà diuretiche e in Medio Oriente viene usato in una bevanda per ridurre la febbre.

Zafferano
Lo zafferano è noto fin dall’antichità per le sue proprietà medicinali, oltre che per quelle aromatiche e coloranti, che sono ancora oggi grandemente apprezzate. Il nome deriva dall’arabo “Za’ feràn”, termine che indica il colore giallo della droga (cioè la parte dotata di proprietà officinali), che corrisponde agli stimmi, cioè la parte femminile del fiore. Lo zafferano è digestivo, indicato perciò per difficoltà digestive e nei dolori mestruali.

Zenzero
Lo zenzero è una pianta erbacea originaria dell’Estremo Oriente, di cui si utilizzano le radici. Come condimento e aromatizzante è utilizzato
soprattutto fresco. Possiede proprietà digestive, antinfiammatorie e antalgiche: è utile in caso di dispepsia, meteorismo, mal d’auto, nausea, anche in gravidanza purché in piccole dosi. Allo zenzero è attribuita anche un’azione afrodisiaca. In conclusione le spezie sono ottimi alleati
per la salute umana poiché possono aiutare a ridurre l’aggiunta di grassi e di sale esaltando il sapore e l’appetibilità delle pietanze, stimolando la produzione salivare e gastrica (pepe nero, curry, cumino, aneto, zenzero) e possono aiutare a ridurre l’aggiunta di zucchero (pimento-pepe giamaicano, anice, cardamomo, cannella). Le spezie promuovono pertanto il benessere e l’efficienza fisica essendo tonificanti, nervine, antibatteriche. Migliorano la digestione favorendo il metabolismo e l’assorbimento dei nutrienti; sono spesso potenti antiossidanti che combattono i radicali liberi, donando longevità e bellezza.

“Ho dei gusti semplicissimi; mi accontento sempre del meglio”
(Oscar Wilde)

Intensive condiments on old spoons

Giorgio Pitzalis, Specialista in Gastroenterologia, dottore di Ricerca in Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica svolge attività di consulenza nell’ambito del servizio di Diagnostica Specialistica Pediatrica, coordinato dal dott. Armando Calzolari – BIOSdiagnostica

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