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LO STRESS SI PUÒ MISURARE

stress ball

Margherita Bertone – Biologa

Nell’attuale situazione di vita ordinaria allo stress è comunemente riconosciuto un ruolo importante nella genesi, di disturbi e malattie.
Nel linguaggio comune lo stress sta a significare l’insieme di forze esterne ambientali sociali o fisiche, potenzialmente nocive, che producono una serie di reazioni biochimiche, somatiche e psicologiche all’interno dell’organismo. Questo produce un adattamento dell’organismo, conseguente o in difesa dello stress medesimo.
Si può affermare che lo stress è l’espressione di uno sforzo compiuto dall’organismo di fronte ad ogni richiesta di modificare il proprio stato di equilibrio (omeostasi).

Ogni tipo di sollecitazione si presenta come una richiesta di modifica dell’omeostasi che, indipendentemente dalla causa, è caratterizzata da uno stimolo fisico, chimico o psico-sociale, è sempre associata e mediata da reazioni emotive.
È bene sottolineare che lo stress può assumere un ruolo importante nell’origine di alcune malattie, oltre a possedere la capacità di innescare i processi biochimici.
In realtà lo stress, sin dalla sua originaria formulazione (Selye, 1970), fu definito come “risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su quest’ultimo”.
Una delle conseguenze dello stress è l’iperattivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene e molte ricerche hanno esaminato l’ormone prodotto da quest’asse, cioè il cortisolo.

CORTISOLO (o Idrocortisone): il più importante degli ormoni glucocorticoidi prodotti dalla corteccia surrenale. Il cortisolo è presente in tre forme: libero, legato a proteine e metaboliti del cortisolo. Il cortisolo libero è l’ormone fisiologicamente attivo e costituisce la porzione (5% del totale) che agisce a livello tessutale. Solo il cortisolo libero ed i suoi metabolici possono essere filtrati dal glomerulo. La quota legata alle proteine si associa a due tipi di molecole: la prima, un’alfa-globulina, è detta cortisol binding globulin (CBG) e l’altra è l’albumina. La CBG riduce la sua affinità nelle zone dove è presente un processo infiammatorio, così da rilasciare localmente una quota maggiore di cortisolo. Quando la CBG è satura interviene l’albumina per legare il cortisolo in eccesso. La CBG aumenta in alcune condizioni come l’iperestrogenismo (gravidanza, contraccettivi orali). Attualmente si ottiene anche per sintesi. Ha una fortissima azione antiflogistica che viene sfruttata, assieme a quella antiallergica, in terapia, dove ha le stesse indicazioni terapeutiche del cortisone e dei cortisonici.

Esso riduce la produzione di testosterone, indebolisce il sistema immunitario ed è coinvolto in alcune condizioni patologiche come ipertensione, insulino-resistenza, obesità addominale, malattie infettive e disturbi depressivi. È stato ipotizzato, in effetti, che l’esposizione cronica a stress possa esercitare un’azione negativa sull’organismo alterando il ritmo circadiano del cortisolo, cioè l’andamento giornaliero del cortisolo, fisiologicamente alto la mattina e basso la sera.

Alcuni studi hanno osservato la relazione tra esposizione a fattori di stress e livelli di cortisolo e i risultati indicherebbero un incremento rilevante dei livelli di cortisolo associato a stress sul lavoro ed in genere a stress emotivi.
Il cortisolo è probabilmente l’ormone che più viene influenzato dall’esercizio fisico: la sua concentrazione sale durante l’attività fisica in rapporto all’intensità, alla durata, al tipo di test e al livello di allenamento del soggetto ed è stato studiato come marker della fatica sia in allenamento che in gara in atleti di alto livello.
La misurazione del livello del cortisolo è da diversi anni maggiormente accessibile per la possibilità di dosarlo nella saliva (esame non invasivo) e dal fatto che è una tecnica di prelievo semplice che permette di monitorare, con relativa facilità ed economicità, l’andamento del cortisolo nell’arco della giornata e/o in più giorni.

Sono state utilizzate dai diversi autori, quindi, varie strategie di campionamento del cortisolo salivare, tra cui l’insieme delle misure ripetute di cortisolo nell’arco di uno o più giorni, i livelli di cortisolo al risveglio, l’incremento del cortisolo nei primi 30-60 minuti dopo il risveglio (CAR: cortisol awekening response), oppure l’incremento del cortisolo nelle ore pomeridiane o serali (o la sua discesa rispetto ai valori mattutini). Tra i vari studi che hanno osservato la relazione tra esposizione a fattori stressogeni e livelli di cortisolo, sono interessanti i risultati di una recente meta analisi che indicherebbero un incremento rilevante dei livelli di cortisolo (sia al risveglio, sia nella CAR) associato a stress sul lavoro.
Il suo incremento nel campo sportivo, soprattutto nelle competizioni, è fisiologicamente atteso in quanto necessario per rendere disponibile energia per rispondere all’impegno sportivo.
Utilizzando questo metodo, si analizzano le variazioni del cortisolo salivare negli atleti di vari sport durante allenamento e gare, studiando le correlazione tra lo stress degli atleti e le concentrazioni del cortisolo.
Con questo semplice esame possiamo valutare non solo la performance degli atleti, ma anche lo stato di stress di chi non pratica attività sportive, come esame predittivo per la salvaguardia della nostra salute.

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Dr.ssa Margherita Bertone – Biologa (Iscritta Albo dei Biologi)
Si occupa di analisi ormonali sulla saliva e collabora con varie federazioni sportive italiane per lo studio e il monitoraggio dell’allenamento


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