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POLLINI E ALLERGIE: I SEI PEGGIORI NEMICI DEGLI OCCHI E DELLE VIE AEREE

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Arriva la primavera e tornano i fastidi a naso ed occhi. L’allergia è una malattia immunitaria, una spropositata reazione che qualche individuo sviluppa al contatto con i pollini di alcune piante anemofile, quelle specie cioè che affidano al vento le cellule riproduttive maschili.
Ma quali sono le piante più “cattive” con gli occhi degli italiani?

1. LE GRAMINACEE
Al primo posto troviamo le Graminacee. Sono tra le piante erbacee più diffuse nel mondo e comprendono quasi 9mila specie, tra cui le principali coltivate (i cereali). Solo una piccola parte di queste specie, però, produce facilmente allergie nell’uomo. Fra queste le principali sono il logliarello (Lolium perenne), l’erba mazzolina (Dactylis glomerata), l’erba codolina (Phleum pratense), la festuca dei prati (Festuca pratensis), la fienarola dei prati (Poa pratensis), la bambagiona (Holcus lanatus) e l’erba canina (Cynodon dactylon). Emettono polline in primavera (aprile e maggio) e soprattutto nel Nord e Centro Italia dove le temperature più basse fanno sopravvivere queste piante più a lungo.

2. LA PARIETARIA
L’erba muraiola o Parietaria (la specie officinalis è più diffusa nel nord mentre la judaica nel sud) cresce generalmente tra le crepe dei vecchi muri a secco o su superfici rocciose frastagliate. Ha un polline molto piccolo, quindi facilmente trasportato dalle correnti d’aria e per tal motivo in grado di penetrare nelle vie aeree anche in profondità. Nel Sud, la pianta rilascia il polline per un periodo molto lungo – inizia a febbraio e permane fino a luglio con un picco tra aprile e maggio – e questo comporta un elevato grado di esposizione. Nel Nord la presenza pollinica della Parietaria è minore anche se si ha un picco tra maggio e giugno.

3. LE COMPOSITE
Le specie ad alto rischio allergologico di questa famiglia sono l’ambrosia, una grande pianta di origine nordamericana che emette pollini da luglio a ottobre e che cresce soprattutto al Nord e l’assenzio selvatico, altra specie spontanea piuttosto comune in Italia che produce fiori e pollini da luglio ad ottobre.

4. LE BETULACEE
La pollinosi da Betulacee (betulla e ontano) è la più comune nell’Europa del Nord e da circa 20 anni sta aumentando anche in Italia, in gran parte per l’uso ornamentale che si fa di questi alberi. Gli alberi sono concentrati soprattutto nel Nord Italia e lungo la dorsale appenninica e i pollini si diffondono nella prima parte dell’anno (gennaio ad aprile) con l’eccezione di quelli dell’ontano verde, che fiorisce tra maggio e luglio.

5. LE CUPRESSACEE
L’ allergia al cipresso è una pollinosi emergente, nonostante l’albero sia presente nel Mediterraneo sin dall’antichità. Il picco pollinico è invernale.

6. LE OLEACEE
Anche l’olivo è responsabile di sintomi soprattutto rinitici. Il problema nasce tra fine maggio e giugno, in alcune regioni, tra cui Puglia, Campania e Toscana. Un’altra oleacea pericolosa è il frassino, che pollinifica da febbraio a marzo.

http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=188&area=Vivi_sicuro

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