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RIABILITAZIONE DOPO UNA FRATTURA DELLA CAVIGLIA

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Una caviglia fratturata può limitare gravemente la capacità di eseguire attività basilari come correre e camminare. La conseguenza è un forte dolore che inizia subito dopo la lesione.

La caviglia è l’articolazione che connette:
1) tibia
2) perone
3) astragalo
In caso di sospetta frattura della caviglia, la prima cosa da fare è recarsi in pronto soccorso per effettuare gli accertamenti del caso ed evitare eventuali complicanze come la perdita della funzionalità.
Le fratture della caviglia si verificano quasi sempre durante un evento traumatico: incidenti stradali, cadute e distorsioni, traumi sportivi.
I segni più frequenti della frattura della caviglia sono: dolore, gonfiore, ematoma e impossibilità ad appoggiare il peso sulla caviglia infortunata.

Cosa aspettarsi dopo una frattura della caviglia?
In ospedale, dopo una frattura della caviglia, il medico deve ridurre la frattura. Questa procedura consente di allineare i frammenti ossei e permette una normale guarigione.
Se la rottura è grave (frattura scomposta), può essere necessario un intervento chirurgico denominato: fissazione interna con riduzione aperta. Durante questa operazione, il chirurgo allinea le ossa e poi le fissa nella giusta posizione con placche e viti metalliche.
Dopo che la frattura della caviglia è ridotta, l’ortopedico applica un gesso. Questo immobilizza la caviglia e permette alle ossa di guarire correttamente. Serviranno delle stampelle per camminare e non si potrà “caricare” il peso corporeo sull’articolazione.

Terapia fisica dopo una frattura della caviglia
Una volta che la frattura è stata ridotta e le ossa sono bloccate, è necessario iniziare una idonea fisioterapia.
Devono essere eseguiti esercizi di rinforzo per i muscoli del ginocchio e dell’anca, per evitare l’indebolimento dei gruppi muscolari che aiutano a camminare.
Quando si forma il callo osseo, il medico rimuove il gesso e permette di appoggiare più peso sulla caviglia fratturata. È ancora necessario l’utilizzo di bastoni canadesi o stampelle.
A questo punto, lo specialista (ortopedico, medico dello sport, fisiatra) può valutare la caviglia per consigliare il trattamento adeguato.
Durante la valutazione, il medico controlla soprattutto:

  • Modo di camminare
  • Ampiezza di movimento
  • Forza
  • Gonfiore
  • Dolore
  • Valutazione della cicatrice (in caso di intervento chirurgico).

Dopo una valutazione approfondita, lo specialista (ortopedico, medico dello sport, fisiatra) consiglia il trattamento.
Si possono utilizzare delle terapie a base di calore, ghiaccio, stimolazione elettrica, ecc., per ridurre il dolore e il gonfiore.

Esercizi di fisioterapia
Un programma di esercizi per la frattura della caviglia dovrebbe essere la parte principale della riabilitazione dopo una frattura.

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La fisioterapia comprende:

  • Esercizi per migliorare l’ampiezza di movimento della caviglia
  • Esercizi di rafforzamento dei muscoli della caviglia e del piede
  • Esercizi di rinforzo per anca e ginocchio (per aiutare a migliorare la capacità di lanciare)
  • Esercizi di equilibrio e propriocezione
  • Esercizio per migliorare la mobilità e la capacità di camminare.

Molto probabilmente, il fisioterapista consiglierà di continuare la riabilitazione per la caviglia a casa. Questo programma può continuare per alcuni mesi dopo l’interruzione delle sedute di fisioterapia, quindi è meglio seguire i consigli del terapista.
In base alla legge di Wolff, l’osso cresce e si rimodella in risposta allo stimolo meccanico che riceve.
Il fisiatra può prescrivere degli esercizi che applicano il giusto carico nella giusta direzione per permettere la completa guarigione dell’osso.
La rieducazione al passo è fondamentale dopo una frattura della caviglia. Il fisioterapista guida il paziente nella progressione dall’uso di stampelle alla camminata indipendente.
La rieducazione al passo dopo una frattura della caviglia comprende:

  • Utilizzo di un girello o deambulatore
  • Utilizzo di due stampelle canadesi
  • Utilizzo di una stampella
  • Utilizzo di un bastone normale
  • Camminare senza assistenza

In caso di intervento chirurgico per ridurre la frattura della caviglia, potrebbe esserci incisione cutanea. Il fisioterapista può eseguire dei massaggi e la mobilizzazione dei tessuti cicatriziali per migliorare la mobilità della cicatrice. Inoltre, può insegnare ad eseguire alcune tecniche di massaggio della cicatrice da ripetere a casa.
Appena il paziente riesce ad appoggiare completamente il peso del corpo sulla caviglia infortunata, la riabilitazione continua con gli esercizi di equilibrio.
Questo tipo di riabilitazione si chiama propriocettiva ed è fondamentale perché il piede perde la percezione di sé nello spazio.

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Ci sono esercizi semplici con tavolette instabili per poi passare all’appoggio su un solo piede sopra una superficie instabile, per esempio un cuscinetto di gomma o pieno d’aria.

Quanto dura la fisioterapia?
Ognuno ha dei tempi di recupero diversi anche perché la gravità della lesione è molto variabile. Lo specialista (ortopedico, medico dello sport, fisiatra) può indicare con approssimazione i tempi di recupero in base al tipo di frattura.
La prognosi in genere dipende dalle condizioni in cui il paziente si presenta prima dell’inizio della riabilitazione.
In generale, la terapia fisica per una caviglia fratturata dura da 4 ad 8 settimane. Tuttavia in alcuni casi può essere più lunga se le condizioni del paziente sono gravi.
Una frattura della caviglia può portare a una perdita significativa della funzionalità e può limitare la capacità di camminare, correre o partecipare alle attività lavorative e sportive.
La fisioterapia dopo una frattura della caviglia può aiutare a migliorare la mobilità e a tornare alle normali attività in completa sicurezza.
La riabilitazione dopo la frattura della caviglia può iniziare:

1) Appena la frattura è stata ridotta (sia chirurgicamente che manualmente). In questo caso si usano alcuni ausili per appoggiare una parte di peso e per fare esercizi.
2) Dopo il periodo di immobilizzazione, in questo caso si possono fare delle terapie fisiche, manuali o strumentali.

Ci sono degli studi scientifici riguardo all’utilizzo di tutori invece del gesso per permettere di caricare il peso corporeo precocemente e di fare gli esercizi subito dopo la fissazione chirurgica.
Tuttavia, i risultati non mostrano un beneficio significativo da questo tipo di riabilitazione anticipata o accelerata.
Inoltre, a causa del potenziale rischio di traumi o cadute, l’affidabilità del paziente durante l’utilizzo del tutore è fondamentale.

Bibliografia

  1. Keene, D, etal. Early ankle movement versus immobilization in the postoperative management of ankle fracture in adults: a systematic review and meta-analysis. JOSPT, 44:9. 690-701.
  2. Goost H, Wimmer MD, Barg A, Kabir K, Valderrabano V, Burger C. Fractures of the ankle joint: investigation and treatment options. Dtsch Arztebl Int. 2014; 111(21):377–388.

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Dr. Massimo Defilippo
Fisioterapista con certificato di Osteopatia

 

Mail: defilippo.massimo@gmail.com


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