Esercizi

RIABILITAZIONE DEL GINOCCHIO DOPO RICOSTRUZIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE (LCA)

lesione_ginocchio

a cura di Piero Faccini, Sabrina Zanolli

PROTOCOLLI DI RIABILITAZIONE POST-CHIRURGICA DOPO RICOSTRUZIONE CON TECNICA “TENDINE ROTULEO”

(modificato da: “La patologia del legamento crociato anteriore: diagnosi e trattamento” di Puddu – Cerullo – Il Pensiero Scientifico Editore.)

Elaborare un protocollo riabilitativo di una lesione acuta legamentosa trattata chirurgicamente non significa formulare uno schema rigidamente standardizzato: la progressione nella rieducazione, pur attenendosi a linee guida, va adattata ai singoli casi in base alle esigenze specifiche ed alle caratteristiche del paziente.

La riabilitazione post-operatoria cronica del LCA segue fasi temporali e dinamico funzionali ben definite.

1a Fase

  • prima e seconda settimana

Tutore: ginocchiera articolata bloccata a 30° 35° per 1-3 giorni, successivamente limiti fissati a 0°-90° (1asettimana) con incrementi di 10°/settimana. Il tutore è bloccato a 0° solo per la deambulazione ed è rimosso durante la cinesiterapia.
Carico: scarico dell’arto nei primi 4-5 giorni, quindi carico sfiorante con canadesi per 2-3 giorni, carico parziale progressivamente maggiore sino al 50% con due canadesi (fine della 2a settimana).
PROM (ROM passiva): 0°-90° alla fine della 1a settimana, 0°-110° alla fine della 2a. Se la mobilizzazione è precoce e controllata, il recupero dell’articolarità passiva non è in genere difficile. La chinesiterapia passiva ed attiva assistita prevede l’impiego delle metodiche FNP sin dalla 1a settimana.
AROM (ROM attiva): in tutore (e dalla 2a settimana senza) applicando gradualmente carichi fino a 4-5 kg.
Co-contrazioni multiangolari nell’arco 90°-10°.
Flessori: isometrica multi-angolare (seduto, supino, prono), FNP, leg flexion.
Quadricipite: isometrica nell’arco 110°-50° ed a 0°, estensione attiva senza pesi nel range 90°-50° (fine 2asettimana), FNP sollevamento dell’arto a ginocchio stabilizzato a 30°-40° da co-contrazioni.
Anca: flessione (isometrica e con pesi prossimali al ginocchio) a ginocchio flesso (seduto, semisupino), estensione con contemporanea estensione del ginocchio, adduzione isometrica con anca e ginocchio flessi a 45°, abduzione (isometrica e con pesi prossimali al ginocchio) con ginocchio flesso a 30°-45°,
Collo del piede: flesso-estensione, inversione/eversione, circonduzione.
Gli esercizi vanno effettuati anche con l’arto sano per favorire la facilitazione neuromuscolare crociata (effetto “cross-over”).
Metodiche complementari: crioterapia, mobilizzazione passiva rotulea, massaggi, stretching della muscolatura dell’arto inferiore (da proseguire per tutta la durata della riabilitazione ), elettrostimolazioni contemporanee di quadricipite ed ischiocrurali a ginocchio flesso.

2a Fase

  • terza settimana

Tutore: 0°- libero
Carico: parziale 50% con una canadese
PROM: 0°-120°.
AROM: continuare gli esercizi isometrici e contro resistenza (aumentando progressivamente i carichi sino a 8-9 kg) e le tecniche FNP enfatizzando l’attività eccentrica. Inoltre: isometrica multiangolare per quadricipite ed estensione attiva senza pesi (in entrambi i casi limitando l’estensione a 300).
Cyclette
– Inizia il programma in piscina: schemi di passo, esercizi di articolarità.

  • quarta e quinta settimana

Tutore: abbandono in casa e di notte (4a settimana) e poi definitivamente (fine 5a settimana).
Carico: totale senza stampelle (4a settimana).
– Inizia il programma di nuoto: dorso, stile libero (anche con ausilio di pinne).
– Intensificare il programma di potenziamento integrandolo con: estensione attiva nell’arco 90°-0° (senza pesi), leg extension (con pesi) con escursione progressiva 90°-0° (dalla 5a settimana); potenziamento del tricipite surale con sollevamenti sulle punte (seduto, in piedi) in appoggio bi e monopodalico, anche con pesi in mano; co-contrazioni nell’arco terminale di estensione sotto carico (lateral step up); leg press 90°-20° (isometrica, isotonica, anche monopodalica); semi-squat 90°-30° in appoggio bi/monopodalico con tronco inclinato in avanti a oltre 30°, con progressivo guadagno dell’estensione completa entro l’8a settimana; esercizi di extra/intrarotazione tibiale con resistenza elastica (tubing).
– Inizia il potenziamento eccentrico contro resistenza dei muscoli ischiocrurali; aumentano i carichi del loro potenziamento concentrico.
Potenziamento isocinetico (dalla 5a settimana) 90°-20° inizialmente sottomassimale a medie-alte velocità, con graduale progressione dell’intensità e del volume di lavoro.
Rieducazione propriocettiva: recupero degli schemi del passo (anche con metodiche assistite ); bilanciamento monopodalico al suolo con/senza supporto (anche visivo ); esercizi con tavoletta instabile in appoggio bi/monopodalico; trampolino elastico.

RIEDUCAZIONE PROPRIOCETTIVA DELOS POSTURAL SYSTEM

TAVOLETTE TIPO FREEMAN

  • sesta e settima settimana

Proseguono gli esercizi di potenziamento aumentando progressivamente intensità e numero di ripetizioni. Semi-squat 90°-0°.
Leg press monopodalica 90°-0° con progressione verso l’estensione totale.
Isocinetica massimale ad alte velocità.
Rieducazione propriocettiva.
Inizia il potenziamento eccentrico del quadricipite.
Bicicletta su strada.
Tapis roulant.
Programma di corsa simulata in acqua.

  • ottava-dodicesima settimana

Continuano il potenziamento e la rieducazione propriocettiva.
Quando il paziente ha recuperato nell’arto infortunato almeno l’80-85% della forza di flessori e quadricipite rispetto all’arto sano, può iniziare il programma di corsa sul campo, su superficie morbida elastica (erba, terra, pista), indossando il tutore funzionale, inizialmente in piano ed in linea retta, con progressivo incremento delle distanze percorse e della velocità, in avanti ed all’indietro.
Quando il soggetto è in grado di correre per 4-5 km senza disturbi si aggiungono esercizi di agilità:
– Corsa sul posto a ginocchia alte.
– Corsa in cerchio.
– Percorso di slalom.
– Corsa descrivendo figure ad «8» progressivamente più piccole, a velocità sempre maggiori.
– Corsa a zig-zag.
– Corsa laterale.
– Partenze sprint/arrivi in lenta decelerazione e viceversa.
– Corsa con cambi di direzione omolaterali ed incrociati rispetto all’arto infortunato, inizialmente dolci e graduali fino ad arrivare a scartare di 90° alla massima velocità.
– Sprint con cambi di direzione a comando.
Una volta conseguite buone capacità di controllo nelle precedenti attività, si completa la riabilitazione con esercizi bi/monopodalici di salto e di pliometria:
– Saltelli.
– Trampolino elastico.
– Salti sul posto ed avanti/indietro/di lato.
– Salto della corda.
– Scale in salita.
– Percorsi in slalom ed a zig-zag.
– Corsa e salti laterali resistiti da corda elastica.
– Salti al termine di brevi sprint previa decelerazione a differenti velocità.
– Salti da sgabelli di diversa altezza, progressivamente integrati da veloci scarti di direzione dopo l’atterraggio.
Nella parte finale del programma di riabilitazione si introducono gradualmente gli esercizi tecnici specifici dello sport praticato dall’atleta.
Il ritorno alla piena attività è permesso quando siano soddisfatte le seguenti valutazioni cliniche e funzionali:

  1. Assenza di versamento e dolore durante/dopo sforzo.
  2. Articolarità passiva ed attiva completa.
  3. Problemi femoro-rotulei assenti o modesti, ma compensati con buona funzionalità del muscolo vasto mediale obliquo.
  4. KT 1000: differenza di traslazione tibiale anteriore con l’arto controlaterale non superiore a 3-5 mm, compliance index uguale bilateralmente.
  5. Test isocinetici: picco di forza e lavoro totale dei flessori bilateralmente uguali in almeno due test su tre a velocità angolari diverse (eventualmente mirando a conseguire nell’arto infortunato, rispetto al controlaterale, un incremento dell’1% dei valori di picco di forza e lavoro totale dei flessori per ogni mm di traslazione tibiale anteriore in eccesso); rapporto flessori/estensori uguale bilateralmente in almeno due test su tre a velocità angolari differenti; deficit del picco di forza del quadricipite non superiore al 10% rispetto all’arto sano, in almeno due test su tre a diverse velocità angolari.
  6. Test funzionali di stabilità dinamica e di agilità (anche sport specifici) con differenze contenute rispetto all’arto sano.

È infine fondamentale, per conservare gli adattamenti recuperati e sviluppati, impostare un programma di mantenimento bi/trisettimanale, affiancato ad una periodica valutazione che preveda: esercizi di potenziamento della muscolatura degli arti inferiori a catena cinetica aperta e chiusa opportunamente integrati, ginnastica propriocettiva, stretching.

PROTOCOLLI DI RIABILITAZIONE POST-CHIRURGICA DEL LCA DOPO RICOSTRUZIONE CON TECNICA “PERUGIA-PUDDU”

  • 24 ore dopo l’intervento

ROM del tutore: 10°- 90°
ROM del CPM: 10°- 50°/60°
– movimenti del collo del piede
– contrazioni isometriche del quadricipite sul CPM (come nel tendine rotuleo)

  • Dalla 2a alla 4a giornata

ROM del CPM: FLEX 60° – 90°; EXT 10°
– tutto il resto come per il tendine rotuleo

  • Dalla 6a alla 14a giornata

ROM del CPM: FLEX 90° – 110°; EXT 10° – 0°
vietate le co-contrazioni flessori-quadricipite e gli esercizi di flessione attiva
– tutto il resto come per il tendine rotuleo

  • Dalla 15° giornata all’ottavo mese

– nessuna variazione rispetto al programma indicato per il tendine rotuleo

PROTOCOLLI DI RIABILITAZIONE POST-CHIRURGICA DEL LCA DOPO RICOSTRUZIONE CON TECNICA “CHO-LIPSCOMB”

  • 24 ore dopo l’intervento

– tutto come per il tendine rotuleo

  • Dalla 2a alla 5a giornata

– tutto come per il tendine rotuleo

  • Dalla 6a alla 14a giornata

– vietati le co-contrazioni flessori-quadricipite e gli esercizi di flessione cinetica attiva
– tutto il resto come per il tendine rotuleo

  • Dalla 15a giornata all’ottavo mese

– nessuna variazione rispetto al programma indicato per il tendine rotuleo

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