Sport e Diversamente Abili

L’ATTIVITÀ SPORTIVA DEGLI ATLETI DIVERSAMENTE ABILI: IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

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Atlanta ha cambiato tutto! Come Los Angeles, nel 1984, ha ridefinito il movimento olimpico, così Atlanta avrà gli stessi effetti per le future competizioni Paraolimpiche.
E’ stata la prima volta che i Giochi sono stati trasmessi in TV negli Stati Uniti, la prima volta che i diritti televisivi sono stati venduti in tutto il mondo e la prima volta che i biglietti venduti e le sponsorizzazioni sono state la principale fonte di entrate. L’impatto e la consapevolezza del livello di elite degli sport dei disabili è cresciuto enormemente.
Mark Shepherd, manager dei servizi per gli sport dei disabili dell’USOC (United States Olympic Games), ha riportato che la sua organizzazione ha speso 8,9 milioni di dollari nel quadriennio 1993-1996 in borse di studio, affitto di strutture, organizzazione di competizioni ed altri servizi per gli sport dei disabili. La crescita di questo movimento sportivo è attribuibile direttamente al sostegno ed alle relazioni crescenti con il Comitato Olimpico Internazionale.
I Giochi Olimpici e Paraolimpici si sono svolti insieme a Seul e hanno continuato a crescere insieme attraverso Barcellona ed Atlanta: questa è stata, forse, una conclusione inevitabile poiché, ormai, il legame si era creato; ora per far raggiungere allo sport per disabili il suo massimo potenziale di sviluppo, sarà necessaria una riorganizzazione che dovrà riprodurre ancora meglio quella del movimento olimpico.
Le Paraolimpiadi di Atlanta hanno dimostrato il mercato potenziale del movimento dello sport per disabili e poco dopo la conclusione delle Paraolimpiadi, sono aumentate le richieste di sponsorizzazione per atleti disabili (la BellSouth Mobility ha rinnovato la sua sponsorizzazione al corridore cieco Tim Willis, Deanna Sodoma è stata scritturata per la pubblicità della Northwest Airlines e più recentemente è stato fatto un accordo commerciale con la squadra di sci dei disabili.
Come in ogni altro sport, il “battage pubblicitario” è un imperativo per crescere e per continuare ad avere successo.
L’aver ospitato i Giochi negli Stati Uniti è stato determinante: questi giochi hanno dato un’impronta di “legittimità” allo sport dei disabili, la riorganizzazione e il consolidamento attraverso il marketing e la comunicazione creeranno, comunque, una maggiore efficienza. Intanto tantissimi cambiamenti positivi stanno venendo fuori da Atlanta, incluso un riconoscimento degli sport per disabili come entità commerciale.
Sarà importante potenziare le strutture per lo sport dei disabili per aumentare le possibilità degli atleti con handicap: in confronto, gli sport per disabili sono attualmente dove gli sport olimpici erano 15-20 anni fa, quando tutto era basato su organizzazioni di volontari, che cercavano di organizzare riunioni sportive e manifestazioni collaterali.
L’evoluzione, obbligatoria, verso una gestione e un marketing più sofisticato è complessa; i volontari, il cui apporto è determinante arrivati a questo punto, dovranno attivarsi per permettere tutti quei cambiamenti di cui poi beneficeranno tutti.
Il futuro di questo sport sarà sempre più indirizzato verso l’associazione con i Comitati Olimpici Nazionali; un’integrazione verticale sembra sicuramente essere il sentimento della maggior parte degli atleti che vedono in primo luogo se stessi come atleti e solo in secondo luogo come atleti con handicap: è facile essere distratti dalla tecnologia dei Giochi Paraolimpici, il lustro e l’aerodinamicità della corsa sulla sedia a rotelle, la fibra di carbonio e l’idraulica delle nuove protesi degli atleti, ma, quando tutto è finito, rimane sempre la “macchina umana” che determina il risultato della gara.
E’ assolutamente vero, infatti, che la gloria continuerà ad esistere nello sport, nelle Olimpiadi e nelle Paraolimpiadi, e l’abilità ed il desiderio di eccellere rimarranno sempre e al di sopra di tutto.
Tutti gli atleti affrontano le sfide.
Gli atleti paraolimpici, come i loro colleghi olimpici, non si chiedono perché esiste la sfida, la risposta deve ancora essere data, ma il loro obiettivo è lo stesso: andare più in alto, essere più veloci e più forti.

Qualche numero sulle Paraolimpiadi di Atlanta:

Circa 600.000 biglietti venduti (il 58% del totale furono venduti a 26 giorni dall’inizio dei Giochi). La vendita dei biglietti ha superato l’incasso di 3 milioni di dollari.
La Cerimonia di apertura ha visto il tutto esaurito con una presenza di 66.000 persone.
In tutto il mondo, i telespettatori sono stati testimoni della gloria dei Giochi Paraolimpici: questi per la prima volta sono stati trasmessi in tutto il mondo.
Più di 85 paesi hanno trasmesso le immagini dei Giochi con 50 milioni di telespettatori.
I Giochi del 1996 hanno visto la partecipazione di 3310 atleti (2522 maschi e 788 donne) provenienti da 104 paesi che competevano in 17 discipline più due sport esibizione per 10 giorni. Sono stati stabiliti 268 nuovi record del mondo in discipline come atletica, nuoto, sollevamento pesi, tiro con l’arco, ciclismo e tiro con la pistola.
Sono state assegnate 1574 medaglie di cui 517 d’oro, 516 d’argento e 541 di bronzo.
Oltre ai campi di gara, vi è stata anche una vetrina di artisti con handicap, 21 mostre di fotografi e artisti visivi.
Il movimento Paraolimpico ha ampliato i suoi scopi, parlando anche dei problemi dei diritti umani parallelamente alla questione sport disabili. Sono state allestite mostre di attrezzature speciali, prodotti sanitari, furgoni convertibili, attrezzature per il fitness e servizi per disabili.
Un programma di educazione per i giovani ha aumentato la consapevolezza dei diritti degli handicappati; più di 300.000 ragazzi hanno conosciuto questa realtà.

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