Parliamo di Sport

ATTIVITA’ SPORTIVA E DIABETE: QUALI SPORT PRATICARE

diabete-donne

Dott. Gerardo Corigliano

PREMESSA
Lo sport è un’attività connaturata con l’uomo. Esso è stato praticato a livello agonistico fin dall’antica Grecia a cui si deve la nascita dei Giochi Olimpici. Nella nostra società, in cui si è diffuso il concetto di fitness ed in cui la competitività è presente ad ogni livello, anche i diabetici praticano attività sportiva, sempre più numerosi, talora raggiungendo elevati risultati con performance che nulla hanno da invidiare ai loro coetanei non diabetici. Oltre che “socio culturale” vi è anche una motivazione psicologica che induce, specie i giovani insulino-dipendenti, ad impegnarsi nello sport. Esso, infatti, aumenta il senso di benessere e di sicurezza, riduce i livelli di ansia e di depressione, accresce la fiducia in sé stessi (autostima) e la sensazione di “potenza” nei confronti del diabete. Lo sport agonistico, infine, con lo stress fisico e psichico che inevitabilmente comporta, richiede maggiori adattamenti della terapia ipoglicemizzante, della dieta e quindi stimola nei diabetici motivati e responsabili la capacità di autocontrollo glicemico, il desiderio di collaborazione attiva con il diabetologo ed anche la capacità di autogestione della malattia.

SPORT AEROBICI ED ANAEROBICI
Non tutti gli sport sono uguali sul piano metabolico e diversi sono anche i vantaggi che i diabetici possono trarne. Le parole “aerobico” e “anaerobico” si riferiscono alla capacità dei muscoli di “bruciare” il glucosio in presenza o in carenza di ossigeno. Nel primo caso il glucosio sarà “bruciato” completamente fornendo molta energia e senza lasciare scorie (metabolismo ecologico ed economico) e inoltre ha la caratteristica di un’alta resa energetica. In caso di esercizi svolti con metabolismo prevalentemente anaerobico il glucosio sarà “bruciato” solo in parte producendo poca energia e una scoria chiamata acido lattico che “intossica” i muscoli. Naturalmente gli sport più adatti al diabetico sono quelli aerobici specie se effettuati a media intensità in modo da “allenare”, ma non affaticare il cuore.

SPORT AEROBICI
Jogging
Corsa lenta
Sci di fondo (lento)
Nuoto (lento)
Ciclismo (lento, in piano)
Danza aerobica
Pattinaggio

SPORT ANAEROBICI
Calcio
Tennis
Pallavolo
Basket
Sci alpino
Body building
Ciclismo su pista, corse brevi veloci

QUALE SPORT PRATICARE?
Lo sport è piacere, gioia di vivere, dunque, ogni diabetico che lo desidera, può praticare quella attività che più ama e per la quale è fisicamente più idoneo, specie se già praticata prima di divenire diabetico. Benché noi diabetologi raccomandiamo gli sport aerobici, si possono effettuare con successo anche gli sport di squadra (calcio, basket, pallavolo …) che sono aerobici – anaerobici alternati. Alcuni altri invece sono senza dubbio sconsigliati perché in sé già pericolosi o perché un’ipoglicemia potrebbe produrre gravi conseguenze. Essi sono gli sport di contatto (lotta libera, arti marziali nella versione da combattimento), gli sport motoristici (automobilismo, motociclismo) e gli sport che si svolgono in ambiente pericoloso (attività subacquee con uso di respiratore, alpinismo, paracadutismo).
Anche se non vi è una proibizione formale e c’è qualche diabetico particolarmente motivato e audace che li pratica, meglio divertirsi … senza correre rischi!

ATTIVITÀ SPORTIVA E COMPLICANZE DEL DIABETE
Una consapevole pratica sportiva si può effettuare anche in presenza di eventuali INIZIALI complicanze. L’obiettivo è quello di contribuire al mantenimento di una accettabile qualità di vita evitando, però, di sovraccaricare o addirittura di danneggiare l’organo sede delle complicanze, cosa che potrebbe accadere con alcuni sport, ma non con altri.

Le seguenti tabelle vi aiuteranno a scegliere lo sport adatto in modo oculato.

Complicanze acute

Ipoglicemia
(minore di 80 mg/dl) –> Non iniziate alcun tipo di attività fisica specie se intensa e stressante
Iperglicemia (maggiore di 250-300 mg/dl con Chetoni nelle urine –> Non iniziate alcun tipo di attività fisica specie se intensa e stressante

Complicanze croniche

– Nefropatia diabetica
Sport consentito
Marcia
Nuoto
Sport poco impegnativi
Sport sconsigliato
Altri sport

– Ischemia cardiaca
Sport consentito
Marcia
Cyclette
Sport leggeri
Sport sconsigliato
Qualunque impegno fisico che produca dolore precordiale o aumento della frequenza cardiaca maggiore di 100-110 battiti al minuto

– Retinopatia non proliferante
Sport consentito
Footing
Jogging
Nuoto
Cyclette
Sport sconsigliato

Sollevamento pesi
Culturismo fisico
Body building
Canottaggio
Windsurf

– Neuropatia sensitiva ai piedi
Sport consentito
Ciclismo
Ping-pong
Nuoto
Footing
Tiro con l’arco
Golf
Sport sconsigliato
Football
Basket
Corse di fondo
Danza aerobica
Pallavolo
Giochi da spiaggia

– Neuropatia autonomica del cuore e dei vasi
Sport consentito
Esercizi fisici leggeri in idonee condizioni di temperatura ed evitando scatti brevi e ripetuti
Sport sconsigliato
Calcio
Tennis
Basket
Esercizi prolungati in climi caldi

I METODI PER VALUTARE LA FORMA FISICA (E I PROGRESSI CHE SI COMPIONO NEL TEMPO)
(Tratto da: G. Corigliano, V. Miselli: Diabete in forma – l’attività fisica è una buona cura – UTET – Periodici Scientifici)

1- Il 2 Km WALKING TEST è un metodo semplice ed accettabile a tutti. Consente di valutare contemporaneamente la funzionalità degli apparati cardiovascolare, respiratorio e muscolo-scheletrico. Per effettuarlo è necessario cercare un percorso in pianura di 2 Km (bastano anche 400 metri come una pista di atletica da percorrere 5 volte) e camminarvi con il passo più svelto possibile senza mai assumere l’atteggiamento della corsa; controllare all’arrivo il tempo impiegato e la frequenza cardiaca (da misurare, ad esempio, al polso).

2 KM WALKING TEST – Risultati

Il calcolo da effettuare è:

a- TEMPO IMPIEGATO: minuti … x 11,6 = … + secondi … x 0,2 = … +
FREQUENZA CARDIACA … x 0,56 = …+ INDICE MASSA CORPOREA* … x 2,6 = … (VALORE A)
(*ATTENZIONE: l’indice di massa corporea si calcola così: PESO (kg) / Altezza (m)2

b- VALORE A … – età (anni x 0,2) = VALORE B

c- 420 – VALORE B = INDICE DI FORMA

INDICE DI FORMA

<70 Insufficiente *
70-89 Scarso **
90-110 Sufficiente ***
111-130 Buono ****
>130 Ottimo *****

2- Il TEST DI COOPER: consiste nel correre per 2 Km alla massima velocità possibile. È adatto agli sportivi già discretamente allenati e permette di conoscere lo stato di forma “globale”, confrontandosi con apposite tabelle.

3- Il TEST DI CONCONI: è un test molto più complesso e richiede l’uso di un cardiofrequenzimetro (una specie di orologio che misura la frequenza cardiaca). Questo test valuta la Soglia Anaerobica cioè quel livello di intensità fisica in cui i muscoli cominciano a lavorare in carenza di ossigeno – maggiore è il grado di allenamento e più in avanti è spostata tale soglia (ecco il motivo per cui tutti questi test vanno ripetuti nel tempo).
Per effettuare il test di Conconi, inoltre, è necessario l’aiuto di un preparatore atletico o insegnante di Educazione fisica.

L’EQUIPAGGIAMENTO DELL’ATLETA DIABETICO
Il vestiario deve essere leggero e consentire una normale traspirazione della pelle per evitare il rischio di colpi di calore. Le scarpe devono essere di buona qualità, comode, senza cuciture interne, ben ammortizzate e dovranno avere un plantare amovibile, sostituibile con uno specifico in caso di cavismo o eccesso di carico a livello delle teste metatarsali (attenzione alle callosità in quel punto!). Anche i calzini sono importanti: essi devono essere di materiale spugnoso in modo da evitare gli sfregamenti e la relativa formazione di bolle. Un cappellino e una borraccia di acqua, non devono mai mancare.
Possono essere utili bevande blandamente zuccherate contenenti sali minerali, reperibili facilmente in commercio; la quantità di acqua necessaria varia a seconda della temperatura esterna ma non deve mai essere inferiore a 200 ml/ora di attività sportiva. Si ricorda che una disidratazione eccessiva può essere molto pericolosa nel diabetico. Va infine tenuto presente, per chi va in montagna che oltre 2500 m di altezza alcuni reflettometri per l’autocontrollo glicemico possono dare valori lievemente differenti rispetto al livello del mare, a causa della diversa pressione parziale dell’ossigeno, della variazione dell’ematocrito e della basse temperature.

IL DECALOGO DELLO SPORTIVO DIABETICO
In questo breve capitolo non affronterò il problema dell’adeguamento alimentare (specie dei carboidrati) e della dose insulinica o di ipoglicemizzanti orali in rapporto allo sport praticato, alla sua intensità, alla sua durata. Perchè sarebbe troppo complesso e soprattutto perché ogni diabetico è un caso a sé che richiede sempre adattamenti personalizzati.
Possono però valere alcune regole generali riassunte nel seguente DECALOGO:

1. L’attività fisica, se non ben condotta, può aggravare la malattia diabetica e favorire complicanze.
2. Il programma di attività fisica deve essere iniziato con prudenza e proseguire con graduali aumenti.
3. Ogni allenamento deve iniziare con una fase di riscaldamento e terminare con una fase di raffreddamento (defaticamento) di almeno 5 minuti.
4. Fare stretching (allungamento muscolare) e, salvo controindicazioni, attività aerobica 3-5 volte alla settimana.
5. Segnare in un diario l’allenamento praticato e la sensazione soggettiva di sforzo fisico provato.
6. Fissare gli obiettivi realistici ed eventualmente modificarli in base alle condizioni psicofisiche.
7. Imparare a fare l’autocontrollo della glicosuria, della chetonuria e della glicemia, soprattutto quando si pratica terapia farmacologica (insulina o anti-diabetici orali).
8. In caso di terapia con insulina e anti-diabetici orali controllare sempre la glicemia prima e dopo l’esercizio fisico e, se l’allenamento è lungo, anche durante.
9. Non fare attività fisica se la glicemia è maggiore di 300 mg %, o se maggiore di 250 mg% ma con presenza di chetonuria, o se è minore di 80 mg% se si è in terapia con farmaci ipoglicemizzanti (orali o insulina).
10. Regolare l’alimentazione e la terapia insulinica in funzione dell’intensità e della durata dell’allenamento previsto, in accordo con il diabetologo.

SPORT & DIABETE … I CAMPIONI DI TUTTI I TEMPI
B. CLARCK, campione USA di hockey su ghiaccio
H. RICHARDSON, diabetico dall’età di 14 anni, tennista di COPPA DAVIS
M. HALBERT, medaglia d’oro alle Olimpiadi di ROMA nei 1500 metri
C. HEINDERICH, campione USA di sky acrobatico
G. MABBUTT, ala destra della Nazionale di calcio inglese degli anni ’80
P. ZETTEMBERG, calciatore dell’ANDERLECHT e della nazionale svedese
G. ISALBERTI, pallavolista di livello nazionale
L. SALTAMERENDA, canoista vincitore di numerose gare nazionali e internazionali

… GLI INDIRIZZI UTILI:

  • ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIANA ATLETI DIABETICI (ANIAD) – Via Mariano D’Ayala, 1 – 80121 Napoli – Tel – Fax 081-413201
  • ANGIOSPORT – Associazione Scientifica per individuare, prevenire e risolvere i problemi vascolari associati all’attività sportiva: Via Mengoli 32 Bologna – Tel 051-396135 – Fax 051 396138
  • SERVIZIO di MEDICINA dello Sport per l’Accertamento dell’Idoneità dei Diabetici all’Attività Agonistica e per lo Studio della loro Performance – Poliambulatorio ASL Napoli 1, Ospedale Gesù e Maria- Piazza Mazzini Napoli – Tel. 081 563452
  • AMBULATORIO PER LO STUDIO DEL PIEDE in Diabetici Sportivi – Piazza Miraglia, 2 – 80138 Napoli – Tel. 081 5605005 – 5605051

… LA LEGISLAZIONE VIGENTE
La legge “115” del marzo 1987 stabilisce alcune norme fondamentali per l’accesso dei diabetici allo sport.
Bisogna, quindi, distinguere la certificazione per attività non agonistiche da quella di idoneità allo sport agonistico.
La prima è garantita dall’articolo 8 comma 1 della citata “115” (… la malattia diabetica priva di complicanze invalidanti non costituisce motivo ostativo al rilascio del certificato di idoneità fisica per lo svolgimento di attività sportive”).
Per quanto riguarda l’attività agonistica, la “115” all’articolo 8 comma 2 precisa che il certificato di idoneità fisica per lo svolgimento di attività sportive agonistiche viene rilasciato previa presentazione di una certificazione del diabetologo curante attestante “lo stato di malattia diabetica compensata nonché la condizione ottimale di autocontrollo e di terapia da parte del soggetto diabetico”.
Il rilascio avviene da parte del medico dello sport sulla base dell’attestazione diabetologica di cui sopra. Sarebbe auspicabile che, per evitare conflitti di competenza che danneggiano, anche psicologicamente, lo sportivo diabetico ogni centro di diabetologia avesse uno specialista in medicina dello sport di riferimento.
Esiste, inoltre una commissione provinciale di appello alle quali ci si può rivolgere in caso di ingiusto diniego facendosi tutelare dal proprio dietologo o dall’ANIAD (vedi indirizzi utili).
Recentemente, infine; anche l’accesso all’ISEF (diventato corso di laurea in Scienze Motorie) è consentito ai diabetici, ponendo così fine ad un’ingiusta discriminazione.
Dott. Gerardo Corigliano
Responsabile Servizio di Diabetologia A.I.D. ASL Napoli 1
Presidente A.N.I.A.D. (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici)

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