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EDUCAZIONE ALLE AUTO POSTURE: PRIMO INTERVENTO SULLA CATENA CINETICA POSTERIORE

Shot of young woman stretching her back. Muscular woman exercising on fitness mat in gym.

EDUCAZIONE ALLE AUTO POSTURE: PRIMO INTERVENTO SULLA CATENA CINETICA POSTERIORE

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Uno degli interventi possibili per educare e rieducare un soggetto ad una corretta postura è quello sulla catena cinetica posteriore.
La catena muscolare posteriore è la più estesa del corpo ed è formata da tutti i muscoli, profondi e superficiali, che vanno dalla linea occipitale alla punta delle dita dei piedi.
Ogni muscolo riveste importanza fondamentale nel lavoro della catena e, naturalmente, non bisogna cadere nella tentazione di immaginare come lavoro rilevante quello fatto dai muscoli di grandi dimensioni e quello meno essenziale fatto dai muscoli più piccoli.
Nell’ottica del lavoro sinergico e contemporaneo rivestono ruolo di protagonisti il trapezio così come i flessori lunghi delle dita, tanto per citarne alcuni.
L’importanza di questa catena muscolare è fondamentale per il mantenimento della stazione eretta. I suoi muscoli hanno funzioni antigravitarie, posturali e sono sollecitati tutto il giorno. Tale lavoro risulta ancor più evidente ed esasperato in soggetti sportivi.
Facilitare attraverso gli esercizi un corretto allungamento di questa catena, generalmente molto accorciata per i motivi su esposti, è un lavoro difficile ma che può portare a risultati eccellenti in ambito preventivo e rieducativo.
Ispirandosi ai principi di tecniche come quella Mézierès e Souchard, l’individuo, se educato, può assumere almeno due posture principali da solo, stimolando l’allungamento globale.
La postura da seduto (FIG. 1), schiena ad una parete, e la postura gambe “a squadra”  (FIG. 2)

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FIG. 1
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FIG. 2

Una prima fase educativa riguarda la respirazione, in particolare il lavoro sul muscolo diaframma, con implicazione logica di un’altra catena muscolare, quella inspiratoria.
Il diaframma, per i suoi diretti rapporti con la colonna lombare risulta fondamentale per ottimizzare l’allungamento e deve compiere anch’esso uno stretching.
Il soggetto va educato all’utilizzo della respirazione diaframmatica e al gonfiare l’addome in fase di risalita del muscolo (espirazione).
Dopo questa fase, le indicazioni fondamentali sulle quali insistere nelle due posizioni sono quelle riferite al graduale ma costante allungamento del vertex verso il proprio alto, con contemporanea chiusura del mento verso lo sterno, appiattimento delle lordosi della colonna vertebrale e spinta dei talloni verso il basso dell’individuo. Allungamento da esasperare in fase espiratoria con il lavoro del diaframma su descritto.
Fornire strumenti per lavorare in autonomia con auto posture, basandosi su questi principi, è un primo passo per intraprendere la strada di un intervento posturale più approfondito svolto dalle figure professionali di riferimento.

BIBLIOGRAFIA

  1. Busquet L.: LE CATENE MUSCOLARI – vol. 3 – Marrapese Editore, 1996, Roma
  2. Denys-Struy G.: IL MANUALE DEL MÉZIÈRISTA – vol. 1, 2 – Marrapese Editore, 1996, Roma
  3. Souchard Ph. E.: GINNASTICA POSTURALE E TECNICA MEZIERES – Marrapese Editore, 1982, Roma

di Riccardo Barigelli
Laureato in Scienze Motorie – Attività motoria preventiva adattata
Master in Metodologia dell’allenamento
Master in Scienza e tecnica dello Sport e del Fitness

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