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IN GRAVIDANZA: ATTENZIONE ALLE DONNE CON CEFALEE ACUTE

IN GRAVIDANZA: ATTENZIONE ALLE DONNE CON CEFALEE ACUTE

Kobieta w ciy

I medici devono tenere sotto controllo le donne incinte che hanno cefalee acute: sono pazienti che hanno maggiore probabilità di avere complicazioni durante il parto, soprattutto se hanno 35 anni o più.

A suggerirlo uno studio condotto dal neurologo Matthew Robbins e dal suo staff di stanza al Montefiore Health System – un multicentro americano comprendente sei ospedali – dello stato di New York. Il gruppo di ricercatori, analizzando i dati delle degenze in un range di 5 anni, ha individuato 90 donne in stato interessante ricoverate in un ospedale del Bronx per un attacco acuto di emicrania. Il 41% ca di esse era affetto da emicrania con aura e il 13% ca era affetto da emicrania cronica. Per la maggior parte delle pazienti è stato possibile valutare l’esito della gravidanza (79 casi su 90).
“I risultati di questo studio sono stati di particolare interesse perché più della metà delle donne in gravidanza con l’emicrania ha sperimentato qualche tipo di esito negativo delle nascite” ha commentato Matthew Robbins.
Il 54% delle donne analizzate ha infatti sperimentato almeno una complicazione. Quasi il 30% delle donne ha avuto un parto prematuro (media nazionale: 10%); il 20% ca con emicrania ha avuto gestosi EPH, una sindrome conosciuta anche come preeclampsia, caratterizzata da edemi e alta pressione (media nazionale: 5-8%); al 19% ca delle donne è nato un bambino con basso peso alla nascita (media nazionale: 8%).
Alle pazienti con 35 anni o più è stato calcolato un rischio sette volte maggiore di incappare in queste complicanze. Non è chiaro se i trattamenti contro l’emicrania hanno un ruolo negli esiti delle gravidanze.
I numeri del campione utilizzato nello studio non consentono di fornire conclusioni generali. “Questi risultati devono essere replicati con un numero maggiore di donne – ha infatti concluso Robbins – comprese coloro che, durante la gravidanza, hanno emicrania senza gravi attacchi”.

Fonte: http://www.abstractsonline.com/pp8/#!/4046/presentation/8668

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