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La cartilagine del ginocchio – strategie di cura nei pazienti sportivi dal trauma all’artrosi (Atti del XVIII Congresso Internazionale di Riabilitazione Sportiva e Traumatologia)

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La cartilagine del ginocchio – strategie di cura nei pazienti sportivi dal trauma all’artrosi

La cartilagine del ginocchio - strategie di cura nei pazienti sportivi dal trauma all'artrosi (Atti del XVIII Congresso Internazionale di Riabilitazione Sportiva e Traumatologia)

L. Goldenberg – P. Twistd

La XVIII edizione del Congresso Internazionale di Riabilitazione Sportiva e Traumatologia ha come tema La cartilagine del ginocchio, cioè una piccola area anatomica di pochi centimetri quadrati che spesso compromette seriamente la qualità della vita dei nostri pazienti.
I disturbi cartilaginei del ginocchio sono in effetti un problema molto comuneed alcuni studi epidemiologici danno una precisa idea del fenomeno: il 63% dei pazienti che hanno subito un trauma al ginocchio presenta lesioni cartilaginee (Curl et al. Arthroscopy 1997) ed il 45% della popolazione over 45 presenta segni clinici e radiologici di gonartrosi (Murphy et al. Arthritis Rheum. 2008).
Il tema del congresso viene sviluppato nelle relazioni ufficiali a partire dal punto di vista dei pazienti e delle loro aspettative e lo scopo del congresso è creare un confronto, ponendo al centro dell’attenzione il paziente e non chi lo cura.
Infatti, per un atleta in attività un infortunio al ginocchio è un evento traumatico non soltanto dal punto di vista fisico, ma anche psicologico. Egli si chiede e ci chiede cosa sarà del suo futuro, della stagione in corso, della sua carriera. In caso di lesioni ai legamenti e ai menischi il suo approccio ormai è diventato fiducioso: tanti suoi colleghi sono rientrati con successo negli ultimi anni e questo lo tranquillizza. Ma se la lesione colpisce la cartilagine questa fiducia viene meno e gli tornano alla mente i tanti campioni che hanno dovuto interrompere la loro carriera.
Anche la persona comune, che non pratica sport a livello agonistico, oggi, indipendentemente dall’età, vuole vivere una vita attiva e di movimento: c’è chi vuole semplicemente potersi muovere senza limitazioni e chi chiede di poter tornare a praticare la sua attività sportiva preferita.
L’evoluzione della farmacologiadelle biotecnologie, delle tecniche chirurgiche e delle metodologie riabilitative, ci permette oggi di scegliere tra uno spettro di soluzioni molto ampio. La strada può essere conservativa o chirurgica, può richiedere uno o più interventi, per cui è ormai decisivo per ogni operatore del settore conoscere tutte le opzioni a disposizione.
Il paziente spesso è confuso, naviga su internet, ascolta tutte le voci possibili e solo chi ha una perfetta conoscenza delle varie opzioni può guidarlo nel trovare la soluzione migliore per lui. Dunque, conoscere in profondità la materia fa sicuramente la differenza.
Ma si tratta di una materia complessa. La viscosupplementazione si è sviluppata con nuovi farmaci a diverso peso molecolare e dosaggio. I fattori di crescita sono oggetto di studio e sembrano avere risultati incoraggianti. La chirurgia offre uno spettro di soluzioni innovative. Al trapianto di condrociti si è affiancato l’uso di scaffold bio-mimetici e di cellule staminali. A fianco delle tradizionali protesi totali sono nate soluzioni monocompartimentali e protesi di rivestimento, che consentono procedure chirurgiche mini invasive. Anche l’integrazione osso-protesi è sempre più oggetto di studio ed oggi esistono sul mercato le bio-protesi che facilitano l’osteointegrazione.
La riabilitazione oltre a rappresentare un importante contributo quando si sceglie un trattamento conservativo, si sta rapidamente adeguando alle novità chirurgiche per ciò che riguarda i trattamenti post-operatori. Un maggiore e più preciso impiego della riabilitazione in acqua, le nuove tecniche di riabilitazione neuromuscolare, l’utilizzo del campo sportivo come sede riabilitativa, sono alcuni degli spunti più innovativi che emergono dalle relazioni presentate al congresso ed i cui riassunti abbiamo raccolto in questo volume assieme ai contributi di numerosi altri relatori che hanno voluto portare la loro esperienza nelle “comunicazioni libere” orali e poster e nei workshop.

sport@calzetti-mariucci.it


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