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LEGAMENTO CROCIATO NUOVO PER IL GINOCCHIO

Rottura-legamento-crociato-anteriore

di Fabio Lodispoto
Specialista in Medicina dello Sport, Roma

Due nuove opportunità per ricostruire il legamento crociato anteriore del ginocchio: il legamento artificiale e il trapianto da donatore. Il primo è ottenuto in laboratorio ed è realizzato in materiale sintetico, il secondo viene prelevato da cadavere e conservato a 80° celsius sottozero prima di essere impiantato nell’articolazione a sostituzione del legamento lacerato. Di solito è il ginocchio stesso dello sportivo infortunato a fornire i tendini necessari alla ricostruzione del crociato rotto. L’articolazione diventa così allo stesso tempo donatrice e ricevente. Si usano di solito i tendini prelevati dall’interno della coscia o il tendine rotuleo, più di rado il tendine del quadricipite.
Le modalità di prelievo sono più o meno invasive ma tutte hanno un denominatore comune: la asportazione di tendini sani attraverso una incisione chirurgica. Due gli effetti potenzialmente negativi di questo gesto chirurgico: alterazione della sofisticata biomeccanica dell’arto e lo sviluppo di complicanze o danni chirurgici locali legati al prelievo. Effetti del tutto assenti se si ricorre invece al trapianto da donatore o al legamento artificiale.

Gli Interventi

In questo ultimo caso il recupero post operatorio risulta accelerato per la notevole riduzione della invasività chirurgica ed è del tutto assente il danno estetico altrimenti causato dalla cicatrice chirurgica nella sede del prelievo. Si tratta tuttavia di interventi che hanno anche qualche controindicazione e dei limiti precisi.
Tanto che le indicazioni sono ristrette solo a casi specifici. “Il legamento artificiale per la sostituzione del crociato anteriore rotto in un ginocchio infortunato non è certo una novità”, chiarisce Giuliano Cerulli, direttore della Scuola di Ortopedia dell’Università di Perugia che ha di recente presentato i dati conclusivi di una ampia casistica di impianti di legamento artificiale, “Sono stati impiantati soprattutto negli anni ottanta e in gran numero, ma con risultati disastrosi. La tecnica è stata in pratica abbandonata. Oggi è diverso. I legamenti artificiali impiantati sono di seconda generazione. La loro resistenza meccanica alla trazione si conserva inalterata alle prove di laboratorio per 22 milioni di cicli”.

Attività Sportiva

Come dire dieci anni di intensa attività sportiva anche ad alto rischio come il calcio a cinque. Non solo: i materiali sono biocompatibili e bioattivi. Significa che il tessuto del legamento viene riconosciuto come “amico” dal ginocchio ricevente e invece di scatenargli contro una violenta infiammazione lo accetta e lo integra colonizzandolo con cellule produttrici di collagene e avvolgendolo di tessuto sinoviale. Di qui i risultati riportati nelle casistiche di Cerulli: ritorno alla piena attività sportiva e lavorativa in sole otto settimane e assenza di complicanze o effetti indesiderati nel 97% dei casi.
“Un intervento che tuttavia non è per tutti”, sottolinea Cerulli, “Il paziente deve essere selezionato secondo precisi criteri di inclusione: età tra i 35 e i 55 anni, con disturbi continui al ginocchio infortunato e motivato dalla necessità di una ripresa molto rapida delle attività sportive o lavorative. Si tratta di circa il 7‑8% di tutti i pazienti infortunati e che necessiterebbero di un intervento ricostruttivo. Una opportunità ad esempio valida per un sportivo che alla vigilia di un importante impegno agonistico vede sfumare l’occasione della sua vita per una rottura dei legamenti, o più comunemente per un lavoratore che non può permettersi il “lusso” di rimanere lontano dai suoi interessi per la lunga fisioterapia altrimenti necessaria con il tradizionale intervento sul crociato”.

Le Cicatrici

Assenza di cicatrici e di danni estetici anche per il trapianto da donatore cadavere. Sono spesso le donne a richiedere questa tecnica o comunque pazienti che hanno precise necessità estetiche (indossatrici, personaggi televisi­ o dello spettacolo). Estetica a parte i vantaggi sono anche di ordine pratico: l’assenza di incisioni chirurgiche e di sacrificio di parti anatomiche importanti come i tendini accelerano il recupero post operatorio ed eliminano le possibili complicanze locali nella sede di prelievo.

A chi serve

Pazienti che sono già stati sottoposti più volte al prelievo dei tendini o hanno deficit muscolari sono i candidati ideali a questo tipo di soluzione chirurgica. Esistono tuttavia anche degli svantaggi potenziali che limitano le indicazioni a questo intervento solo in casi accuratamente selezionati: la conservazione del pezzo anatomico da trapiantare per alcune settimane a bassissima temperatura assicura da una parte la morte della maggior parte delle cellule in grado di scatenare una risposta di rigetto, ma dall’altra riduce la sua attività biologica. Nel ginocchio viene cosi trapiantato un legamento morto che ha in parte perso le sue caratteristiche meccaniche e che deve essere colonizzato nel tempo dalle cellule del ginocchio che lo ospita e da nuovi vasi sanguigni. Un periodo di integrazione del legamento da donatore quindi più lungo rispetto al trapianto tradizionale e alla base degli eventuali fallimenti meccanici che si possono verificare a distanza.

(2 marzo 2006: Repubblica Salute – Anno 12, n. 481)

“Allevamento” di tendini

I frammenti di tendine umano vengono allevati in contenitori di vetro: filamenti sottili di tessuto tendineo sono depositati su strisce di tessuto biodegradabile ed immersi nel liquido nutritivo. Quando le cellule del tendine si sono riprodotte a sufficienza la striscia viene interposta nei monconi del tendine rotto.

Frammento da impiantare

La striscia viene poi cucita sui due monconi dei tendine rotto. Questo si ricongiunge grazie al tessuto tendineo vitale contenuto nella striscia.

Il prelievo

Il prelievo del tendine del ginocchio da donatore cadavere è eseguito in ambiente sterile per ridurre il rischio di contaminazione del ricevente. Il tendine poi viene congelato e conservato in una banca dei tessuti. Alcuni frammenti sono conservati a parte per eseguire le prove di compatibilità prima del trapianto.

Per Saperne di Più: Lodispoto On-Line

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