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LENTI A CONTATTO: GLI ERRORI DA EVITARE PER PROTEGGERE GLI OCCHI

La Società Oftalmologica Italiana (SOI) rivela che ogni giorno in Italia una persona perde un occhio a causa del cattivo uso delle lenti a contatto. Un dato allarmante che viene confermato dai risultati di uno studio condotto da Nextplora per conto della SOI. Eye Care: vissuto e percezione degli utilizzatori di lenti a contatto, il titolo della ricerca sull’uso e la gestione delle lenti a contatto in Italia, ha coinvolto un campione rappresentativo di 2.778 italiani tra i 18 e i 45 anni e ha dimostrato che solo il 19% delle persone esaminate le cura come dovrebbe.
Nel nostro Paese sono circa 2 milioni gli individui che utilizzano normalmente le lenti a contatto (per lo più quelle morbide, mensili o quindicinali) e il 64% è costituito da donne fra i 25 e i 34 anni, molto attente al benessere personale e alla cura di sé. Eppure coloro che provvedono a strofinare le lenti tra le dita e a detergerle con apposite soluzioni prima della conservazione sarebbero davvero poche (2 su 10). Antonio Mocellin, vicepresidente SOI, sottolinea che si tratta di procedure «fondamentali per la conservazione della lente, oltre che per la corretta igiene dell’occhio. Il “massaggio” della lente con la soluzione unica serve a ripulirla delle proteine che vi si depositano con l’uso e bisogna farlo sempre. Mentre i contenitori delle lenti devono essere sostituiti ogni mese. Diverso discorso per le “one day” e le semirigide: le prime devono essere buttate via dopo l’uso, anche se sono state portate per poche ore; le altre sono meno a rischio di infezioni, ma va ugualmente utilizzata una igiene scrupolosa».
L’errore più comune tra gli utilizzatori è quello di lavare le lenti sotto l’acqua del rubinetto o di farsi la doccia con le lenti a contatto sugli occhi. Si tratta di due pratiche molto pericolose, perché nell’acqua corrente possono essere presenti microrganismi molto dannosi. Il più comune è l’acantoameba, capace di provocare ascessi e cheratiti corneali irreversibili, ma candida, streptococco, stafilococco, pseudomonas sono agenti d’infezioni altrettanto pericolosi. Una delle cause del cattivo uso delle lenti a contatto e della mancanza di informazioni corrette, secondo Matteo Piovella – segretario SOI –, è da ricercare nella frattura, tipicamente italiana, che c’è tra oculisti e ottici. Una frattura da saldare per tutelare il benessere di milioni di italiani che troppo spesso decidono di abbandonare l’uso delle lenti a contatto (25-30%) e per incentivare l’utilizzo di un sistema che nel nostro Paese resta al di sotto del 40% rispetto alle altre nazioni d’Europa.
(Fonte: FAROMED.IT)

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