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LESIONE DEL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE: ECCO I CONSIGLI PER SCONGIURARE l’INFORTUNIO DI WALTER SAMUEL

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Di Liana Zorzi e Andrea Cacia

Walter Samuel, difensore argentino dell’inter, ha 32 anni. The Wall (il muro), questo l’appellativo che i tifosi gli hanno assegnato per la sua rocciosità e la difficoltà degli avversari a superarlo. Durante l’incontro Inter-Brescia del 6 novembre ha riportato una grave lesione del legamento crociato anteriore (LCA) e del collaterale esterno del ginocchio destro. Era difficile immaginare che un giocatore della sua forza fisica potesse incorrere in un tale infortunio.

COSA È IL LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE?

Il Legamento Crociato Anteriore (LCA) è un cordone di tessuto fibroso molto resistente, situato al centro del ginocchio, teso tra il femore e la tibia. Quando il ginocchio si articola, la tensione del LCA evita che la tibia si allontani dal femore, fornendo in questo modo una importante funzione di stabilizzazione all’articolazione.

La lesione LCA colpisce gran parte degli sportivi (84%) (Fonti: Humanitas e my-personaltrainer.it):

  • nel 90% dei casi: sesso maschile età dai 17 ai 50 anni
  • nel 52% dei casi: si associa lesione meniscale

MOLTI INFORTUNI

Sembra una maledizione. Nella prima parte della stagione 2010-2011 di Serie A i calciatori non più giovanissimi sono finiti in infermeria. La diagnosi è stata spesso di lesione del legamento crociato anteriore e quindi la stagione calcistica può considerarsi conclusa.
Numerose sono le critiche ai preparatori atletici ma “il problema principale” spiega il dottor Claudio Zorzi, specialista in traumatologia e ortopedia e Presidente SIGASCOT “è lo stress e la velocità a cui avvengono questi traumi in scontri di gioco o rotazioni di ginocchio”.

VENT’ANNI

A determinare l’elevata incidenza di lesione negli atleti professionisti, sostiene il nostro esperto, è il ritmo partita molto più veloce di vent’anni fa, che impedirebbe ai giocatori di controllare movimento e posizione dell’articolazione, e la frequenza degli incontri che arrivano, in molti, casi a tre alla settimana.
“Quando la lesione è isolata – afferma Zorzi – il calciatore non prova grande dolore e in genere ha un tempo di ricovero di uno o due giorni dopo l’intervento che dura circa 45-70 minuti, ma che può raggiungere anche le due ore e mezza in presenza di particolari esigenze. Infine, il calciatore dovrà riacquistare il senso di stabilità nei movimenti con la riabilitazione accelerata e, trascorso il periodo di recupero, il momento più importante è il ritorno in campo. È molto importante la personalizzazione dell’intervento chirurgico. – spiega il Primario dell’Ospedale di Negrar – A seconda della muscolatura, della fisicità, brevilineo o longilineo, oltre allo sforzo a cui viene sottoposto l’atleta, la scelta dell’ortopedico può variare. Inoltre – sottolinea l’esperto – è possibile migliorare la mobilità articolare nel recupero grazie agli integratori che vengono consigliati dai preparatori atletici oppure dal medico sportivo”.

CONSIGLI PRATICI

La lesione del LCA è molto comune (vedi tabella). La prudenza è la migliore arma per evitare di farsi male e dover rinunciare, anche solo temporaneamente, al proprio sport preferito. “Il rischio di lesione del LCA è molto più alto tra i non professionisti – conclude Zorzi dall’Ospedale di Negrar – poiché spesso ci troviamo di fronte a persone non più giovani ma che si sentono giovanissime e si lanciano in contrasti ed evoluzioni col pallone proprie dei ventenni. Spesso, non avendo una preparazione atletica sufficiente e avendo una capacità contrattile dei muscoli ridotta a causa dell’età, così come quella di risposta dinamica dell’apparato muscolo scheletrico, i legamenti vengono stressati.
Un buon allenamento specifico sarà la miglior soluzione per prevenire i traumi nello sport amatoriale di contatto anche in età avanzata”.

(Claudio Zorzi è Primario di Ortopedia e Traumatologia all’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, a Verona)

Ufficio Stampa Orthopedika – Liana Zorzi 331 7552925 – lianazorzi@yahoo.it

ORTHOPEDIKA - The Journal of Orthopaedic Surgeon

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