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MAL DI GOLA E TONSILLITI

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Lino Di Rienzo Businco
Otorinolaringoiatra, Audiologo – Dirigente U.O. Otorinolaringoiatria, Ospedale S. Spirito, Roma

Con i rigori dell’inverno e con le epidemie stagionali di virus respiratori, si assiste sempre di più al diffondersi di mal di gola che diventano spesso fastidiose tonsilliti.

Con i rigori dell’inverno e con le epidemie stagionali di virus respiratori, favorite dalla frequentazione di ambienti chiusi e popolati quali le palestre come avviene a motivo del clima freddo, o in corso di attività aerobica all’aria aperta, ma con basse temperature atmosferiche, si assiste al diffondersi di episodi ricorrenti di mal di gola che diventano spesso delle vere e proprie tonsilliti. Nell’attività sportiva in genere, l’iperventilazione che si richiede in corso di sforzo atletico, impone la necessità di immettere aria non correttamente filtrata dal naso e quindi impura, secca ed irritante per la faringe, laringe e trachea (le prime vie respiratorie esposte alle infiammazioni). Se a questo sommiamo apparati di filtraggio e riscaldamento dell’aria climatizzata delle palestre in non perfetta efficienza, otteniamo che gli ambienti frequentati e sovrapopolati dagli sportivi divengono delle camere di coltura di germi per la gola.
È importante differenziare tali forme (faringiti, tonsilliti, laringiti, tracheiti), soprattutto in relazione alla scelta terapeutica da effettuare (antibiotici, antinfiammatori, ecc). Il ripetersi di episodi infiammatori, in numero di 4‑5 nel corso della stagione invernale, pone spesso di fronte alla necessità di scegliere se sottoporsi all’asportazione delle tonsille stesse. L’intervento di tonsillectomia è però utile e risolutivo solo se le indicazioni sono corrette e quindi se ad essere ammalate sono veramente le tonsille e non le strutture vicine ad esse. Questo problema può essere facilmente diagnosticato e messo a fuoco da una visita specialistica otorino con esecuzione di alcuni esami specifici. Tale attenzione deve essere posta a maggior ragione quando ad ammalarsi di gola sono i bambini più o meno grandicelli. In questi casi la valutazione dell’utilità di un eventuale intervento chirurgico di asportazione delle tonsille deve essere più che mai articolata e deve tenere conto dei costi in termini di salute e dei benefici derivanti dalla scelta di tenere o meno le tonsille. L’intervento di tonsillectomia è comunque ancora oggi la procedura chirurgica più comune realizzata sui bambini, con più di 600mila interventi l’anno negli USA.

Di recente è stata introdotta con brillanti risultati una nuova metodica di tonsillectomia mediante radiofrequenze

Bisturi addio
Nel corso degli anni sono state proposte numerose tecniche chirurgiche per migliorare il risultato intra e post‑operatorio della tonsillectomia.
Del tutto di recente è stata introdotta con brillanti risultati una nuova metodica di tonsillectomia mediante radiofrequenze (quindi senza adoperare la lama del bisturi per tagliare i tessuti) basata su un innovativo processo, che impiega una radiofrequenza bipolare per la rimozione rapida e precisa del tessuto tonsillare con minimi danni termici alle aree circostanti.
L’intervento eseguito con tale metodica consente una notevole riduzione di: dolore postoperatorio (durata e intensità), dolore in prima giornata post‑operatoria, consumo di analgesici per il dolore, numero di giornate postoperatorie con alimentazione liquida, numero di giorni di scuola perduti (o di giorni di lavoro per gli adulti), febbre, nausea ed emorragie.
La minore durata ed intensità dei disagi postoperatori dopo l’intervento con radiofrequenze sono spiegati dal fatto che nell’asportazione della tonsilla viene esercitato un minore traumatismo e non si adoperano punti di sutura. I vantaggi di tale procedura sono facilmente immaginabili per i pazienti adulti, ma ancor più per i bambini, che possono sopportare l’intervento chirurgico senza quell’assillante problema dolore che tradizionalmente ha sempre accompagnato la tonsillectomia.
In tutti i casi in cui l’intervento chirurgico non è indicato, esistono delle novità in campo di terapie mediche. Queste possono essere somministrate nella fase acuta al fine di ridurre la durata e l’intensità del dolore e dell’infiammazione della gola. Quando però è possibile, si preferisce sempre mettere in atto dei trattamenti di prevenzione prima della stagione invernale, specie in chi effettua attività sportive aerobiche o in palestre affollate, che consistono nel rafforzare con medicinali specifici le difese immunitarie della gola stessa e nel rimuovere tutte le cause nasali o faringee che rappresentano dei fattori di rischio per il ripetersi di episodi di mal di gola e tonsilliti (ostruzione nasale, infezioni concomitanti, ristagno di catarro, ecc).

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