Gli eventi traumatici sicuramente occupano un posto molto importante nel bagaglio culturale del medico specialista in Medicina dello Sport. Il modo per affrontare tali eventi deve sempre prevedere un interventismo rapido, deciso e possibilmente molto efficace; le tecniche terapeutiche “classiche” sono divenute molto sofisticate, ma non sempre molto efficaci. Vogliamo qui proporre una sintetica rassegna di quanto può offrire l’omeopatia in questo specifico campo.
Se affiancherete l’uso dei rimedi qui elencati o, presa una certa dimestichezza con gli stessi anche attraverso una documentazione più approfondita, li sostituirete ai farmaci a voi già noti, sono sicuro che vi meraviglierete dei risultati che alcune volte hanno quasi del “miracoloso”.
Il rimedio si ricava dall’Arnica, della famiglia delle Composite. La pianta cresce oltre i cinquecento metri di altezza e si trova più frequentemente in prati dai 1000 ai 1800 metri. Ha uno stelo che può raggiungere i 60 cm., ma mediamente è alta 30/40 cm. Termina con uno o più fiori gialli dall’odore un po’ aspro. Si trova facilmente sulle nostre montagne.
Azione patogenica
Agisce prevalentemente sulla pelle, sottocutaneo, muscoli, capillari, sistema nervoso, producendo sperimentalmente tutti i segni e sintomi che si osservano dopo un trauma, dal più lieve e locale fino al più importante e vasto, compreso lo shock.
Per la sua azione è quindi indicata, secondo la legge dei simili:
in tutte le sintomatologie simili al “post trauma”:
In tutte queste situazioni esercita un importante effetto antidolorifico che va ad aggiungersi all’azione curativa specifica.
Azione sul sistema nervoso centrale (psiche)
Per questa azione patogenica Arnica è il rimedio più importante per i traumi psichici anche di vecchia data, purché usato alle adatte diluizioni. È altresì utilissimo negli stati di affaticamento del sistema nervoso, quando compaiono distrazione, difficoltà di memoria, ipersensibilità generale sensitiva, tanto più se accompagnati, a livello fisico da debolezza, indolenzimento, sensazione di “rottura – ammaccatura” generale.
Azione sui vasi
Arnica provoca emorragia e vasodilatazione a livello capillare. Da questa azione derivano congestione passiva, soffusione sanguigna, ecchimosi, emorragie ed ematomi caratteristici del rimedio. I fenomeni congestivi tendono a colpire prevalentemente il capo con un quadro di “dolore bruciante del capo mentre il corpo è freddo”. Il naso rimane caratteristicamente freddo. Il paziente Arnica sanguina facilmente perché i suoi vasi sono cedevoli. Se si somministra Arnica in forti dosi si presentano delle macchie ecchimotiche bluastre, che divengono in seguito giallastre. Sulla pelle si producono lividi e le mucose sanguinano con la massima facilità. Espettorato, urina possono contenere sangue; i genitali femminili possono sanguinare.
Azione sui muscoli
Consegue all’azione capillare descritta sopra. Congestione passiva, stravasi, ematomi sono il campo di azione specifica per qualsiasi disturbo provocato dallo sforzo, che può essere considerato, per gli effetti, un trauma attenuato.
Così può essere utilmente impiegato nelle lombalgie da sforzo, nell’afonia degli oratori, nei dolori della parete addominale e dell’utero dopo il parto. Per l’azione muscolare è importante l’effetto del rimedio sul cuore ed in particolare nella ipertrofia cardiaca da sforzo che spesso si ritrova nei praticanti attività sportiva; ed anche nell’angina pectoris, quando vi sia sensazione di “ammaccatura” di tutto il precordio.
Escrezioni
Un segno aggiuntivo del rimedio, che si incontra frequentemente e che può essere di notevole aiuto nella scelta del rimedio stesso quando l’eziologia traumatica non sia evidente, è la putridità di tutte le escrezioni, con fetore dell’alito, dei gas intestinali, delle feci.
Un’indicazione specifica all’uso dell’Arnica è data dalle seguenti caratteristiche del sintomo:
– viene aggravato:
– migliora:
Posologia
In traumatologia si impiegano tutte le diluizioni. Quelle basse sono utilizzate per gli effetti specifici sulle lesioni organiche e nei traumi di lieve entità. Le alte si usano quando è coinvolta una vasta area, o la zona sia delicata, o vi siano componenti psichiche importanti, o il trauma sia esclusivamente psichico.
È importante tener presente che nella maggioranza dei casi la 30 CH sarà la diluizione più indicata. Essa verrà ripetuta più o meno frequentemente secondo l’impegno del caso. Ricordiamo che l’azione antalgica del rimedio spesso sarà il più valido segnale di durata dell’effetto e ci indicherà precisamente il momento di ripeterlo.
Per gli esiti di traumi antichi si useranno alte diluizioni (200 CH ed oltre) a periodicità varia secondo il caso. Per tutti i disturbi “come se la causa fosse stata un trauma”, la 30 CH rimane la diluizione principe.
Il rimedio è ricavato dalla calendula, pianta della famiglia delle Composite. Agisce specificamente sul sistema cutaneo, tendineo, muscolare e sulle mucose. E’ il rimedio specifico per ogni ferita o piaga, con o senza pus e può essere somministrato anche per via esterna sotto forma di pomata o tintura.
Il suo uso è specialmente indicato quando siano presenti:
In tutte queste situazioni esercita un’azione antalgica ed antisettica.
Posologia
Esternamente, con azione antisettica e cicatrizzante, sotto forma di tintura madre pura o diluita (25 gtt. in un bicchiere di acqua bollita) oppure sotto forma di pomata semplice composta.
Internamente, in diluizione basse (4 o 5 CH) ripetute frequentemente.
Calendula ha quindi azione soprattutto sulle ferite aperte.
Questo rimedio è ricavato dalla Cicuta maggiore della famiglia delle Ombrellifere. Sperimentato per la prima volta da Hahnemann, presenta una vasta azione patogenetica. Esso dimostra un’attività specifica a livello del sistema nervoso, ghiandolare e linfatico. Sulla ghiandole agisce provocando effetti sovrapponibili a quelli provocati dai traumi e ci limiteremo qui ad esporre soltanto questi.
Conium agisce in modo efficace su:
Provoca inoltre indurimento e proliferazione dei tessuti. È quindi importante nei traumi a testicoli, ovaie, seni, parotidi, ghiandole linfatiche …
Posologia
Nelle patologie descritte è consigliata la 9 CH 1 o 2 volte al giorno.
La sperimentazione patogenetica del rimedio provoca stati settici dell’organismo. In campo omeopatico è usata per curare setticemie, febbre puerperale, scarlattina ed infezioni gravi in genere. In traumatologia verrà usata quindi:
Posologia
In tutti i casi alla 9 CH ripetuta da due a quattro volte al dì.
Il rimedio si ricava dall’Iperico, della famiglia delle Ipericacee. Ha azione patogenetica spiccata sul sistema nervoso. E’ il rimedio delle contusioni e ferite del sistema nervoso: è chiamato “l’Arnica dei nervi”. Agisce soprattutto sul midollo spinale. E’ in grado di rimuovere sequele dolorose di traumi anche antichi. E’ indicato per lesioni prodotte da strumenti acuminati, ma agisce benissimo in qualsiasi trauma in zone molto innervate, quando seguano dolori acuti, pungenti, irradiati. E’ il rimedio delle nevriti traumatiche (ma anche non traumatiche) caratterizzate da dolori brucianti, pungenti, ed insensibilità locale.
Nevriti post traumatiche e non
Caratterizzate da dolori lancinanti con fitte che si irradiano lungo il decorso del nervo da cui dipende la regione interessata al trauma. Si impiega quindi clinicamente per nevralgie da schiacciamento di estremità, da punture che non sanguinano, quando il dolore decorre lungo il tragitto del nervo fino alla radice dell’arto, (se il dolore rimane localizzato in sede di puntura è più indicato il Ledum), da unghie incarnite, da estrazioni dentarie.
Azione antitetanica
In questo uso segue l’azione di Ledum (che ha azione preventiva sul tetano, agendo su punture, morsicature, con dolore localizzato alla sede di lesione) quando il dolore tende ad irradiare dalla sede di lesione verso la radice dell’arto. Quindi Ledum sarà somministrato quanto prima possibile e Hypericum lo seguirà poi, se il dolore tende ad irradiarsi.
Dolori traumatici della colonna vertebrale
In questa indicazione si mostra pienamente la forza del rimedio. Agisce benissimo in tutti i traumatismi, di ogni specie (ed includiamo tra essi anche la puntura lombare, esplorativa o curativa che sia, quando sia origine di disturbi di qualsiasi specie) e tutte le specie di coccigodinia, da causa traumatica o non, quando il dolore sia “pressivo” e cupo. Ricordiamo come le ferite ed i traumi al coccige mostrino spesso conseguenze serie e noiose che possono avere durata lunghissima.
Un’indicazione specifica all’uso dell’Hypericum è data dalle seguenti caratteristiche del sintomo:
– viene aggravato:
– migliora:
Posologia
In tutta la traumatologia nervosa, sia delle terminazioni periferiche che della colonna verticale, si farà uso della diluizione 30 CH ripetuta ogni ora o anche più spesso, se necessario.
Negli esiti a distanza di traumi nervosi è indicato l’uso di diluizioni più alte (200 CH, 1000 CH ed oltre), da ripetere con frequenza adeguata al caso.
È il rosmarino selvatico della famiglia delle Ericacee. Dimostra azione patogenetica a livello capillare con effetto emorragico e a livello articolare con effetto reumatico.
In un’ ottica traumatologica si rivela utile nelle:
È molto importante anche nei:
Azione preventiva sul tetano
Deve a questo scopo essere assunto tempestivamente, avendo massima efficacia sulla lesione finché localizzata, prima che il processo si espanda ed il dolore si irradi verso la radice dell’arto Hypericum).
Un’indicazione specifica all’uso del Ledum è data dalle seguenti caratteristiche del sintomo:
– viene aggravato:
– migliora:
Posologia
In tutti i casi verrà usato alla 5 CH, somministrato ogni ora, in associazione con gli altri rimedi indicati.
Il solfato di sodio agisce favorendo la ritenzione idrica fino a provocare edemi in diversi distretti. E’ importantissimo in traumatologia proprio per l’azione anti edemigena soprattutto a livello cerebrale, dove il rimedio si dimostra particolarmente attivo.
È indicato quando il paziente presenta:
Un’indicazione specifica all’uso del Natrum è data dalle seguenti caratteristiche del sintomo:
– viene aggravato:
– migliora:
Posologia
Per traumi con commozione cerebrale alla 30 CH o 200 CH ripetute. Per esiti a distanza, anche lunga, di traumi della testa usare la 200 CH o potenze più elevate.
Il rimedio è ricavato dalla Ruta, della famiglia delle Rutacee. La sperimentazione patogenetica del rimedio ha dimostrato la sua affinità elettiva per la cute, le mucose, l’utero. In traumatologia essa è usata per la sua azione sugli apparati legamentosi, i tessuti fibrosi, il periostio. A questi livelli provoca sintomatologie dolorose “traumatiche”, formazioni di nodi, neoformazioni periostee.
È indicata quando il paziente presenta:
Ruta presenta sofferenze che si possono denominare con tutti gli aggettivi applicabili alla parola dolore. Il dolore è multiforme e sempre relativo alle strutture anatomiche descritte.
Non strettamente traumatologica, ma molto utile, è l’indicazione di Ruta nella sensazione di affaticamento visivo, dopo aver abusato della vista per lavori di grande precisione a luce artificiale.
Un’indicazione specifica all’uso della Ruta è data dalle seguenti caratteristiche del sintomo:
– viene aggravato:
– migliora:
Posologia
Nelle sinoviti, borsiti, traumi degli apparati legamentosi, usare la 5 CH ripetuta spesso durante la giornata.
Per i disturbi oculari usare alla 9 CH, ripetuta da 2 a 4 volte il dì.
Il rimedio è ricavato dalla pianta della famiglia delle ranuncolacee. La sperimentazione patogenetica dimostra una vasta produzione di sintomi soprattutto a livello nervoso, cutaneo ed urogenitale. Viene menzionata in campo traumatologico per un’azione specifica in due situazioni di interesse quasi esclusivamente chirurgico.
Ha un effetto importante sui disturbi conseguenti a dilatazione forzata di orifizi (cistoscopia, rettoscopia, colonscopia, gastroscopia).
Ha un’azione nettamente accelerante sulla ricostruzione di ferite a margini netti tipiche del taglio di una lama (chirurgiche).
Un’indicazione specifica all’uso della Staphisagria è data dalle seguenti caratteristiche del sintomo:
– viene aggravato:
– migliora:
Posologia
Per le dilatazioni forzate di orifizi va somministrata in dose preventiva la sera prima o il mattino prima dell’intervento alla 30 CH o 200 CH, dopo l’intervento si somministrerà una dose alla 200 CH al dì; similmente si opererà in caso di ferite a margini netti o ad interventi chirurgici.
È ricavato dalla pianta della Borragine. La sperimentazione patogenetica ha mostrato la sua affinità elettiva per il periostio dove è in grado di provocare la comparsa di un quadro patologico del tutto sovrapponibile a quello conseguente a traumi delle ossa in genere e dell’occhio.
È quindi estremamente utile:
Se è più importante l’ecchimosi allora il rimedio più indicato è Ledum.
Posologia
Si usa in basse diluizioni. Per le fratture, per accelerarne il consolidamento, utilizzarlo alla 6 CH o alla 5 CH. Nei traumi degli occhi usare la 5 CH ripetuta durante la giornata.
**
Allenarsi a casa sta diventando sempre più popolare grazie alla sua comodità e flessibilità. Questa…
Kick Boxing - uno sport che combina tecniche di pugilato con calci e ginocchiate. È…
Quando si fa sport, a seconda della tipologia di attività sono diverse le parti del…
Praticare allenamento e sport è un modo per migliorare la salute e mantenersi in forma.…
Spinning - Forma Fisica e Divertimento Lo Spinning è una delle discipline che nel corso…
Non importa se sei un professionista o un dilettante, le infezioni orali influenzano negativamente le…