Parliamo di Sport

PREVENZIONE, ATTIVITÀ SPORTIVA E CERTIFICAZIONI MEDICHE

certificato-medico

a cura di Sergio Lupo
Specialista in Medicina dello Sport

Ogni anno lo sport fa pagare un tragico “pedaggio” di atleti che perdono la vita sul campo di gara.
Quasi sempre le cause della morte sono patologie che non si sarebbero forse evidenziate neanche con esami sofisticati, ma a volte si tratta di patologie che visita medico-sportiva ed esami ben eseguiti avrebbero evidenziato, permettendo di salvare qualche vita, giovane e non.

Le norme certificatorie sulle attività ludico-motorie e sulle attività non agonistiche concorrono a peggiorare la situazione: nessun obbligo di certificazione per tutti coloro che praticano attività ludico-motorie, nessun obbligo di certificazione per i bambini fino ai 6 anni di età, obbligo di elettrocardiogramma a riposo da effettuare o portare al medico che certifica, ma “valido” anche se vecchio di anni …

Il Prof. Casasco, Presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana, in una intervista, ha evidenziato che oltre il 30% degli atleti agonisti gareggia senza una certificazione valida. Ma non sono certo gli atleti agonisti, ben allenati e seguiti da allenatori e preparatori fisici, quelli più a rischio (anche se in un paese dove la certificazione è obbligatoria per il tesseramento sportivo, questi numeri fanno rabbrividire …).
Chi corre i rischi maggiori sono il gran numero di amatoriali che praticano sport senza alcun controllo medico e i bambini che iniziano l’attività sportiva.
Non credo che un bambino non vada dal pediatra almeno una volta l’anno e quindi non si capisce quale problema ci sarebbe nello svolgere una visita prima dei 6 anni e rilasciare il relativo certificato … Lo stesso dicasi per gli adulti, pronti a spendere fior di quattrini per l’ultima calzatura da “running”, ma restii a investire una modesta somma (50-60 euro …) per un controllo del proprio stato di salute.
Sarebbe invece opportuno (a prescindere dalla certificazione) far capire che un controllo medico prima di svolgere attività sportiva è fondamentale proprio per quella necessità di prevenzione di cui ci si riempie la bocca salvo poi non fare nulla per perseguirla.
E quindi la “PREVENZIONE” di cui tanto si parla, soprattutto in campagna elettorale o nelle disquisizioni politiche legate alla sanità pubblica e privata, non ha applicazione o viene applicata solo parzialmente.
In un sondaggio effettuato da SPORT&MEDICINA in questi giorni, un elevato numero di lettori ha detto NO all’eliminazione dell’obbligo di certificato per i bambini fino a 6 anni e quindi ci facciamo portavoce di queste persone chiedendo che tale norma venga annullata.
Ma anche chiedendo che le autorità preposte (Federazione Medico Sportiva Italiana, Federazioni Sportive, Regioni) intervengano per cercare di ottenere quanto necessario per far si che l’unica forma di prevenzione ancora presente in Italia, la visita di medicina dello sport, venga applicata in modo corretto, effettuando una campagna di sensibilizzazione e chiarimento in merito.
E credo che sarebbe anche opportuno che le suddette autorità richiedano un intervento di controllo su medici e società sportive da parte delle ASL, incaricate per legge di svolgere questi controlli che però nella realtà non vengono quasi mai eseguiti.
In questo modo miglioreremmo la medicina dello sport italiana e otterremmo di salvare forse qualche vita, ma soprattutto forniremmo le adeguate indicazioni di igiene di vita (alimentari, posturali, di prevenzione delle patologie), atte a diminuire l’incidenza di patologie gravi, invalidanti e costose per la società: infarto cardiaco, ipertensione, osteoartrosi, diabete, malattie endocrine ed obesità.

 

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