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RAPIDITÀ E COORDINAZIONE: 2) LE CAPACITÀ COORDINATIVE

Testo e disegni di Stelvio Beraldo

LE CAPACITÀ COORDINATIVE

ASPETTI GENERALI DELLA CAPACITÀ COORDINATIVE

Definite anche con i termini di destrezza, coordinazione, abilità motoria, ecc., le capacità coordinative sono determinate dai processi di organizzazione, controllo e regolazione del movimento.
L’apprendimento di un gesto sportivo viene facilitato dalla presenza in memoria di un ricco bagaglio di precedenti coordinazioni acquisite.
Quindi destrezza è la capacità di:
– coordinare movimenti precisi;
– apprendere facilmente e rapidamente nuovi movimenti;
– adattare velocemente le precedenti esperienze motorie a nuove situazioni.
Pertanto un buon livello di capacità coordinative consente di esprimere in maniera efficace le doti di forza, resistenza, velocità e rapidità e rendere il gesto energeticamente più economico.
Riferendoci allo schema proposto dal D. Blume nel 1981, possiamo suddividere le Capacità Coordinative in Generali e Speciali.
Le CAPACITÀ COORDINATIVE GENERALI sono:
1) Capacità di apprendimento motorio: consiste nell’assimilazione e nell’acquisizione di movimenti o, in prevalenza, di parti di movimenti precedentemente non posseduti, che devono poi essere integrati nelle mappe cognitive.
Un ruolo importante è dato dalla assunzione delle informazioni attraverso gli analizzatori, organi informatori che assumono importanza diversa a seconda della disciplina sportiva praticata:
– analizzatore tattile: è la cute del corpo che ci informa sulla zona e sulla entità della pressione su di essa;
– analizzatore visivo: sono gli occhi che raccolgono le immagini dello spazio in cui ci si muove;
– analizzatore vestibolare: è la parte interna dell’orecchio che ci informa sulle accelerazioni e sulle posizioni del corpo rispetto ai piani dello spazio (i canali semicircolari per la accelerazione angolare, l’utricolo e il sacculo per la accelerazione lineare);
– analizzatore acustico: è l’orecchio nella sua funzione di percezione dei rumori;
– analizzatore cinestetico: sono i fusi neuromuscolari e i corpuscoli del Golgi che permettono la percezione della entità tensiva dei muscoli e della loro modulazione. Tra gli analizzatori cinestetici possono essere annoverati anche i recettori di Pacini e i corpuscoli di Ruffini, situati nelle capsule articolari, e che informano sull’ampiezza, velocità e senso del movimento.
Le informazioni da parte degli analizzatori sono indispensabili alla realizzazione dei processi nervosi.
2) Capacità di controllo motorio: è la capacità di controllare il movimento in funzione dello scopo previsto, cioè di raggiungere esattamente il risultato programmato col movimento o con l’esercizio.
3) Capacità di adattamento e trasformazione del movimento: consiste nella capacità di adattare o trasformare il programma motorio prestabilito a mutamenti inattesi ed improvvisi della situazione e, quindi, interruzione del movimento di risposta programmato con una prosecuzione che adotti altri schemi e programmi motori ugualmente efficaci. Questa capacità si evidenzia soprattutto nei giochi sportivi e negli sport di combattimento. Viene migliorata attraverso situazioni di gioco o combattimento con improvvisi cambiamenti di azione rispetto agli schemi usuali.
Le CAPACITÀ COORDINATIVE SPECIALI, vale a dire le espressioni precise della capacità più generale di generare il movimento, sono:
1) Capacità di combinazione dei movimenti: permette di collegare tra loro le abilità motorie automatizzate. Viene sviluppata con esercizi di coordinazione segmentaria tra arti inferiori e arti superiori. L’esecuzione può avvenire su diversi piani spaziali in forma simultanea, successiva, alternata, con movimenti simmetrici, incrociati e asincroni.
2) Capacità di orientamento spazio-temporale: consente di modificare la posizione e il movimento del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo di azione definito. Il movimento è più inerente l’intero corpo che i suoi segmenti. Tipico esempio sono i giochi sportivi e gli sport di combattimento. Questa capacità viene migliorata utilizzando aree di gioco non usuali, variando il numero ed il ruolo dei componenti la squadra, usando attrezzi simili ma di dimensioni diverse, muovendosi in maniera e posizioni inusuali adattando l’azione a condizioni esterne fisse o variabili, ecc..
3) Capacità di differenziazione: permette di realizzare, in modo finemente differenziato, i parametri dinamici, temporali e spaziali del movimento, sulla base della percezione dettagliata del tempo, dello spazio e delle forze. Viene sviluppata mediante esercizi con aumento graduale della precisione esecutiva come tiri al bersaglio da varie distanze e posizioni, salti ad altezze e distanze varie e prefissate, ecc..
4) Capacità di equilibrio: consente di mantenere il corpo in equilibrio o di recuperare la posizione desiderata dopo ampie sollecitazioni e spostamenti. Si definisce equilibrio statico quando i movimenti sono lenti e regolati essenzialmente dall’analizzatore cinestetico e tattile. L’equilibrio dinamico invece si identifica in rapidi e ampi spostamenti con accelerazioni angolari sottoposti alla prevalente regolazione delle informazioni vestibolari. Tipici esercizi di miglioramento di queste capacità sono gli esercizi di preacrobatica e di acrobatica.
5) Capacità di reazione: permette di reagire agli stimoli eseguendo come risposta ad un segnale, azioni motorie adeguate. Le risposte date ad un segnale già noto ed in forma di movimento già definiti in anticipo sono dette semplici. Se le risposte non hanno ne una azione motoria ne un segnale predeterminati sono definite complesse.
Questa capacità è scarsamente allenabile e viene sviluppata creando situazioni di risposta motoria a stimoli indirizzati ai vari analizzatori.
6) Capacità di ritmizzazione: rende organizzabili gli impegni muscolari di contrazione-decontrazione secondo un ordine cronologico ed un particolare adattamento ritmico. Questa capacità si sviluppa con la esecuzione di movimenti con variazione di ritmo e frequenza.

Tappe di apprendimento motorio
(Meinel e Schnabel – 1987)

Prima tappa Coordinazione grezza (ritmo e struttura del movimento)
Seconda tappa Il movimento viene migliorato, raffinato, automatizzato, ma ancora condizionato da variabili (ambiente, fatica, emozioni, ecc.)
Terza tappa Stabilizzazione del movimento che non richiede più grande attenzione (abilità motoria)

In linea di massima il periodo più favorevole per il miglioramento delle capacità coordinative è quello che va dai 7-8 anni fino ai 12-13 anni di età.

METODI DI MIGLIORAMENTO DELLE CAPACITÀ COORDINATIVE

La prima tappa per arrivare alla corretta esecuzione del gesto tecnico è l’acquisizione degli schemi motori di base: camminare, saltare, correre, strisciare, rotolarsi, tuffarsi, arrampicarsi, spingere, tirare, lanciare, afferrare.

Esercizi vari

Possono essere riassunti come segue:
– aggiunta di movimenti complessi all’esercizio di base
– esecuzione degli esercizi in condizioni ambientali inusuali (allenamento su campo di gara più grande o più piccolo degli standard dimensionali)
– esecuzione speculare dei movimenti da entrambi i lati del corpo
– esecuzione dei movimenti da diverse posizioni del corpo
– mutamento della velocità e del ritmo esecutivo
– mutamento delle dimensioni dell’attrezzo usato.

Alcuni esercizi per il miglioramento delle Capacità Coordinative

Metodo del circuito – Parametri di lavoro

Percentuale del carico riferita al massimale: carico naturale minimo possibile
Numero di esercizi: 6-8 (esercizi nel tempo sempre più complessi)
Numero di ripetizioni per esercizio: adeguate agli obiettivi prefissati
Ritmo esecutivo: adeguato alla corretta esecuzione
Recupero tra gli esercizi (stazioni): nullo se non subentra stanchezza muscolare e organica
Numero di giri: 3-4
Recupero tra i giri: completo anche a livello organico

Come per tutte le capacità motorie, per migliorare le capacità coordinative occorre stimolarle adeguatamente per almeno 2-3 volte a settimana.

Esempio di Circuito per le Capacità Coordinative

1) Saltelli su un piede verso dietro (8-10 saltelli per ciascuna gamba).
2) Andatura a cosce semi-flesse su una riga tracciata al suolo (lunghezza 2.5-3 mt.).
3) Camminare su una serie di appoggi o mattoncini non perfettamente allineati (10-12 mattoncini).
4) Saltelli tra una serie di bastoncini o righe posti parallelamente al suolo (8-12 bastoncini).
5) Vari movimenti di equilibrio per un totale di 20-30 sec.:
– giri completi del corpo;
– oscillazione di una gamba sul piano sagittale;
– oscillazione di una gamba sul piano frontale.
6) Camminare all’indietro su una riga tracciata al suolo (lunghezza 2.5-3 mt.).

ESERCIZI PER IL MIGLIORAMENTO DI ALCUNI ASPETTI DELLE CAPACITÀ COORDINATIVE

Esercizi per la capacità di combinazione motoria
(Ulteriori esercizi di combinazione motoria sono illustrati alla sezione “La Rapidità e la Velocità”
alla voce “Particolari esercizi di combinazione motoria per migliorare la rapidità e la coordinazione”)

Combinazione di movimenti delle braccia
1) Semi-circonduzioni delle braccia (eseguire nei due sensi).
2) Slanci alternati delle braccia sul piano sagittale.
3) Circonduzioni simultanee delle braccia (eseguire nei due sensi).
4) Circonduzioni simultanee delle braccia in direzioni opposte (eseguire nei due sensi).

Varie andature
1) Camminare liberamente nello spazio prestabilito cercando di non urtare compagni e attrezzi.
2) L’esercizio n. 1 di corsa.
3) L’esercizio n. 1 correndo lateralmente.
4) L’esercizio n. 1 correndo all’indietro.
5) Corsa libera. Al segnale andare in massimo piegamento delle gambe per riprendere la corsa al segnale successivo.
6) Come l’esercizio n. 5 sedendosi al suolo.
7) Come l’esercizio n. 5 sdraiandosi in posizione supina al suolo.
Gli esercizi n. 5, 6 e 7 possono essere collegati in un unico esercizio utilizzando segnali diversi per fermarsi e riprendere la corsa (un fischio o due fischi. Una battuta delle mani o due battute delle mani, ecc.).

Esercizi per la capacità di orientamento spazio-temporale
(presa di coscienza corpo-spazio in varie situazioni)

Esercizi per la capacità di differenziazione motoria
(coordinazione oculo-manuale e miglioramento della e della capacità di graduare la forza e la velocità dell’azione motoria)

Lancio della pallina da tennis
1) Lanciare la palla verso il muro riprendendola con la mano di lancio.
2) L’esercizio n. 1 riprendendo la palla con l’altra mano.
3) Gli esercizi n. 1 e n. 2 variando le distanze di lancio.
4) L’esercizio n. 1 facendo rimbalzare la palla a terra prima di riprenderla.
5) L’esercizio n. 1 facendo rimbalzare la palla a terra prima che tocchi il muro.
6) Lanciare la palla verso il soffitto facendola arrivare il più vicino possibile ad esso senza toccarlo.
7) Lanciare la palla su un bersaglio disegnato sul muro. Possono essere inserite le modalità di lancio dell’esercizio n. 1, 2, 4 e 5.

Lanci in coppia con palla da tennis
In ogni esercizio utilizzare sia la mano sinistra che quella destra.
8) Lanciare partendo dal basso.
9) Lanciare partendo dall’alto.
10) Lanciare partendo dal basso, con rimbalzo a terra della palla.
11) Lanciare partendo dall’alto, con rimbalzo a terra della palla.
12) L’esercizio n. 8 e n. 9 da piegamento delle gambe.
13) L’esercizio n. 10 e n. 11 da piegamento delle gambe.
Possono essere utilizzate diverse posizioni di piegamento.

Esercizi per la capacità di equilibrio

Esercizi a corpo libero
3) Saltelli su un piede verso avanti e verso dietro (per 2,5-3 m.).
4) Camminare su una riga (di 2,5-3 m.) verso avanti e verso dietro.
5) Dopo 3-4 rotazioni complete su se stessi camminare su una riga (di 2,5-3 m.).
6) Da stazione eretta oscillare una gamba sul piano sagittale.
7) Da stazione eretta oscillare una gamba sul piano frontale.

Trave
8) Andature:
a) verso avanti
b) laterale
c) verso dietro
d) in semiaccosciata
e) scavalcando piccoli ostacoli.

Percorso di equilibrio
9) Vari attrezzi:
a) camminare all’indietro su una riga (di 2,5-3 m.)
b) camminare su una trave
c) camminare su mattoncini (10-12 mattoncini)
d) saltelli nei cerchi con un solo piede.

Giochi di equilibrio
10) Camminare con 3 mattoncini (per 2-2,5 m.).
11) Spinte con le mani:
a) da stazione eretta
b) da semi-piegamento delle gambe.

Esercizi per la capacità di ritmo

Esercizi a corpo libero

Gli esercizi dal n. 1 al n. 7 si eseguono con ritmo scandito dall’istruttore.
1) Muoversi liberamente in uno spazio delimitato utilizzando sempre lo stesso ritmo.
2) L’esercizio n. 1 in posizione quadrupedica.
3) L’esercizio n. 1 in leggera corsa.
4) Corsa saltellata.
5) Corsa balzata.
6) Corsa calciata dietro toccando le mani con i talloni.
7) Corsa a ginocchia alte (skip).

Esercizi con la palla da tennis

8) Camminare palleggiando:
a) in aria
b) a terra
c) eseguendo un palleggio a terra ogni 3 passi
9) L’esercizio n. 8 in leggera corsa.

Stelvio Beraldo
Maestro di Sport

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