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RICORDARE I SOGNI

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La vitamina B6, presa prima di dormire, sembra poter aumentare la capacità di ricordare i sogni e la “chiarezza” del ricordo.
Una sperimentazione svolta, presso il City College di New York, su 6 uomini e 6 donne che hanno assunto 250 mg di piridossina pochi minuti prima del sonno, ha dato come risultato un miglioramento della capacità di ricordare i sogni al risveglio. I partecipanti allo studio dovevano riempire un questionario ogni mattina al risveglio; il protocollo comprendeva tre cicli ciascuno, composti di cinque notti di controllo o di sperimentazione con la vitamina.
Sono state effettuate tutte le combinazioni dei cicli e ogni sequenza di cinque notti era distanziata dall’altra da due notti di “washout” (assenza di somministrazione).
Sono stati poi analizzati nei questionari, i punteggi relativi a quattro parametri dei sogni (vivacità, bizzarria, contenuto emotivo e colore), verificando l’eventuale effetto della piridossina.
Nelle notti successive all’assunzione di 250 mg di vitamina B6 si sono avuti sogni molto più vividi e colorati, con differenze, rispetto alle notti di controllo, statisticamente significative (con dosi più basse di piridossina – 100 mg – si sono registrati effetti intermedi).
Secondo gli esperti, l’incremento della vividezza del materiale onirico non è dovuto ad un effetto diretto della vitamina sulla memoria dei soggetti, ma a un’interazione sull’architettura del sonno; la piridossina, essendo un coenzima del metabolismo del triptofano, aumenta i livelli cerebrali della serotonina, che sopprime la fase di sonno REM (il sonno con i sogni).
L’assunzione della vitamina B6 poco prima di addormentarsi potrebbe cancellare i cicli di sogno della prima parte del sonno, potenziando invece l’attività onirica nella fase finale della notte e poiché solitamente al risveglio vengono ricordati solo gli “ultimi sogni”, ciò spiegherebbe come mai i soggetti di questa ricerca abbiano avuto il ricordo di sogni più vivaci ed emotivamente ricchi assumendo la piridossina e non nelle notti di controllo.
In prospettiva clinica, se questo effetto verrà confermato, si può pensare ad interventi mirati a correggere particolari disturbi del sonno, anche molto gravi, che possono insorgere spontaneamente o in seguito all’assunzione di sostanze psicoattive.

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