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SCOLIOSI: IL NUOTO NON E’ TERAPEUTICO

Una recente ricerca italiana ha dimostrato che il nuoto negli adolescenti non cura lo scoliosi, come si è sempre pensato, e praticarne troppo può far male. Scagionati poi gli sport asimmetrici (come il tennis) dall’accusa di indurre o peggiorare lo scoliosi

Mette in discussione certezze considerate punti fermi ormai da decenni lo studio presentato da Isico (Istituto scientifico italiano colonna vertebrale www.isiro.it) secondo cui il nuoto, sport molto praticato dagli adolescenti e generalmente considerato un’attività fisica completa, non sarebbe di aiuto nella cura della scoliosi, anzi potrebbe addirittura rivelarsi negativo in molti casi in quanto rischia di indurre il mal di schiena.
«Se da una parte è vero che con questo studio abbiamo sfatato il mito del nuoto come panacea per la schiena, sia in ambito di deformità vertebrali, come scoliosi e dorso curvo, sia per quanto riguarda il mal di schiena dei ragazzi – ha commentato il dottor Fabio Zaina, fisiatra di Isico e autore dello studio – dall’altra dobbiamo precisare che per noi esperti che ci occupiamo quotidianamente di patologie a carico della schiena non è stata una vera e propria rivoluzione. Infatti, anche se non c’erano dati certi, gli esperti erano già d’accordo da tempo nel sostenere che il nuoto non fosse assolutamente terapeutico e, basandosi su dati simili emersi da altri studi, se ne sospettavano già gli effetti negativi». La ricerca Swimming is not a scoliosis treatment: a controlled cross-sectional survey, che è stata presentata in occasione del 40° Congresso annuale dell’International Society for the Study of the Lumbar Spine (Issls), appuntamento formativo di riferimento per tutti gli specialisti che si occupano di patologia vertebrale che si è svolto a Scottsdale (Arizona) in maggio, ha analizzato la prevalenza di modifiche di postura, deformazioni spinali e mal di schiena in
nuotatori adolescenti a livello agonistico rispetto a un gruppo di controllo.
Il gruppo principale era composto da 112 soggetti, di cui 62 femmine, con un’ età media di circa 12 anni, nuotatori a livello agonistico con una frequenza di 4-5 volte a settimana, mentre il gruppo di controllo era composto da una popolazione scolastica di 217 studenti della stessa età, di cui 106 femmine, che praticava sport in maniera amatoriale o non lo praticava affatto.
Entrambi i gruppi hanno compilato un questionario iniziale per raccogliere informazioni riguardo alla presenza di mal di schiena e si sono sottoposti a misurazione dei gibbi, della cifosi e della lordosi.
Dai risultati ottenuti è emerso come i nuotatori, in particolare la popolazione femminile, presentassero asimmetrie del tronco più accentuate e fossero maggiormente ipercifotici, quindi con una frequenza maggiore di dorsi curvi e mal di schiena.
«Dal punto di vista posturale il nuoto induce a un collasso della schiena – ha spiegato il dottor Fabio Zaina – è allena
soprattutto la muscolatura degli arti, essendo praticato in scarico. Il dato sul mal di schiena conferma un fatto già noto: il nuoto, proprio per i carichi intensi in allenamento, induce il mal di schiena.
Per quello invece che riguarda la scoliosi, dai nostri dati possiamo senza dubbio escludere che il nuoto possa essere consigliato, non è sicuramente terapeutico, ma dal punto di vista posturale può rivelarsi negativo e, se praticato in eccesso, può provocare mal di schiena».
L’ideale, dal punto di vista del benessere fisico, sarebbe accostarsi all’attività sportiva con moderazione, perché il mal di schiena può interessare sia chi ne fa troppa sia chi ne pratica troppo poca. «Bisogna sottolineare che tutti gli sport presentano vantaggi e svantaggi.
In questo caso – precisa Zaina – è chiaro come il nuoto non debba essere inteso come uno sport dagli effetti terapeutici, ma come un utile complemento che se praticato correttamente e con moderazione può fare sicuramente bene, come ogni attività fisica».
I ricercatori Isico hanno esteso gli studi su mal di schiena e scoliosi anche ad altri sport e hanno messo a confronto tennisti agonistici e non, sfatando anche in questo campo un altro mito. I dati raccolti dimostrano infatti che non è assolutamente vero che uno sport asimmetrico come il tennis induca o peggiori la scoliosi.
«C’è una correlazione fra sport e mal di schiena che interessa sia chi ne fa troppo sia chi ne pratica troppo poco – conclude Zaina -. L’ideale è praticare sport, tenendo presente che sport molto mobilizzanti della colonna (ginnastica artistica e ritmica, ad esempio) ci mettono più a rischio, soprattutto in casi di predisposizione, mentre sport in carico contribuiscono a rinforzarla perché ci costringono a vincere la forza di gravità».
Rachele Villa (da RIABILITAZIONE – Medicina Fisica e Riabilitativa (Anno VIII N. 6/2013)

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