Alimentazione

SOVRAPPESO E OBESITÀ NEL LAZIO

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SOVRAPPESO E OBESITÀ NEL LAZIO
I dati raccolti dai Dipartimenti di Prevenzione

La situazione nutrizionale di una popolazione è un determinante importante delle sue condizioni di salute.
In particolare l’eccesso di peso, favorendo l’insorgenza o l’aggravamento di patologie preesistenti, riduce la durata
della vita e ne peggiora la qualità.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) ha stimato che una persona gravemente obesa perde in media 8-10 anni di vita, cioè quanto un fumatore. Ogni 15 kg di peso in eccesso aumenta del 30% il rischio di morte prematura.
In Italia, come nella gran parte dei paesi a medio e alto reddito, l’eccesso ponderale è uno dei principali fattori che sostengono l’aumento delle malattie croniche non trasmissibili. Per questo, si compiono molti sforzi per monitorare l’andamento dell’eccesso ponderale nei bambini, negli adulti e nella terza età.
Nella ASL Roma A la percentuale di adulti in sovrappeso e obesi è inferiore rispetto alla media regionale.L’eccesso di peso e le non corrette abitudini alimentari hanno spesso origine nell’infanzia. I bambini con almeno un genitore obeso hanno una probabilità 3-4 volte maggiore di essere a loro volta obesi: la causa è in parte genetica (rendendo gli individui ancora più vulnerabili in un contesto obesogenico) e in parte dovuta al fatto che i bambini acquisiscono gli stili di vita dei genitori (dieta poco salutare e vita sedentaria).
Nella nostra regione ben il 45% delle madri di bambini sovrappeso e il 9% delle madri di bambini obesi ritiene che il proprio bambino sia normopeso o sottopeso.
Solo il 22% delle madri di bambini sovrappeso e il 50% di bambini obesi ritiene che il proprio bambino mangi troppo.

[“OKkio alla salute”, “HBSC” e “PASSI” sono indagini svolte dai Dipartimenti di Prevenzione delle Asl rispettivamente su bambini, adolescenti e adulti.]

ABITUDINI ALIMENTARI
Consumo di frutta e verdura Se ogni cittadino dell’Unione Europea consumasse 600 grammi di frutta e verdura al giorno, si eviterebbero più di 135.000 morti all’anno per malattie cardiovascolari.
Inoltre adeguate quantità di frutta e verdura consentono una dieta meno calorica, grazie al fatto che questi alimenti danno una sensazione di sazietà.La soglia di 400 grammi al giorno, corrispondente a circa cinque porzioni (five-a-day), è la quantità minima consigliata.
Il 97% degli abitanti del Lazio tra i 18 e i 69 anni mangia frutta e verdura almeno una volta al giorno: il 40% tre-quattro porzioni al giorno e solo il 8% le cinque porzioni raccomandate.
Nella ASL Roma A la percentuale di coloro che consumano 3 o più porzioni di frutta o verdura al giorno è significativamente superiore alla media regionale.

Anche le abitudini partono da lontano….
Nel Lazio solo 4 ragazzi su 10 tra gli 11 e i 15 anni consumano quotidianamente frutta e solo 1 su 5 ne mangia più di una volta al giorno. Solo 1 su 4 consuma quotidianamente verdura.
Nella nostra regione, fra i bambini di 8-9 anni, 1 su 3 mangia frutta quotidianamente, e 1 su 2 consuma verdura meno di una volta al giorno o mai nell’intera settimana.
Esistono diversi studi scientifici che dimostrano l’associazione tra l’abitudine a non consumare la prima colazione e l’insorgenza di sovrappeso.
Il 9% dei bambini di 8-9 anni non fa colazione. Diventa il 16% fra gli undicenni, fino ad arrivare al 24% dei quindicenni.

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