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TELEFONI CELLULARI, RADIAZIONI E RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE

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(Newsletter di Pagine Mediche.it – 2 dicembre 2008)

Il nostro cervello viene quotidianamente bombardato da onde elettromagnetiche provenienti dai telefoni cellulari e da altri dispositivi senza fili. Fanno male oppure no?
I risultati sono controversi e la scienza continua a tenere i telefonini sotto stretta osservazione per verificare se il loro utilizzo possa causare danni al cervello. Intanto, sono state accertate alcune condizioni in cui il cellulare effettivamente interferisce con la nostra salute: l’attività dei telefonini crea problemi ai portatori di pacemaker, ad esempio, così come sembra “eccitare” il sistema nervoso, creando problemi al sonno e alla concentrazione.

TELEFONI CELLULARI, RADIAZIONI E RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE

Il telefono cellulare provoca un forte campo elettromagnetico proprio all’altezza del cervello causando, dopo una lunga conversazione, un aumento di uno o due gradi della temperatura dell’encefalo, con ripercussioni sulla salute non ancora ben chiarite.

Il telefono cellulare fa male al cervello? La scienza si interroga tra colpevolisti e innocentisti

Il nostro cervello viene continuamente bombardato da onde elettromagnetiche provenienti da dispositivi senza fili. Dal telefono cellulare al cordless, fino all’I-Phone che la Apple si appresta a lanciare sul mercato e che è già oggetto di allarme da parte di Greenpeace per il suo contenuto di sostanze tossiche: la scienza continua a osservare, sotto la lente di ingrandimento, i più comuni strumenti senza fili per verificare se il loro utilizzo possa causare danni al cervello. Fino a qualche tempo fa i risultati delle ricerche erano confortanti: l’uso del cellulare non sembrava collegato ad un aumento del rischio di tumore al cervello. A smuovere le acque è stato, nei giorni scorsi, uno studio svedese condotto da due ricercatori dell’Università di Orebro e Umea che hanno riesaminato undici ricerche condotte negli anni scorsi per verificare se l’uso decennale di cellulari e cordless potesse aumentare il rischio di tumore al cervello.
Il risultato è stato davvero impressionante e ha suscitato un vortice di opinioni e critiche da tutto il mondo scientifico e non solo. Secondo la ricerca, infatti, utilizzare il telefono cellulare un’ora al giorno per dieci anni aumenta il rischio di sviluppare il GLIOMA del 30% e il NEUROMA ACUSTICO del 20%. Gli scienziati svedesi ne sono certi: non si tratta di un allarme ingiustificato ma di una realtà, visto che il tempo minimo perché si possa studiare lo sviluppo di un tumore è proprio dieci anni e le ricerche condotte prima di questo anniversario sarebbero da considerarsi incomplete. In altre parole, l’uso del cellulare si è diffuso circa dieci anni fa e in questo decennio il cellulare è diventato uno strumento utilizzato da milioni di persone ogni giorno: per questo motivo uno studio serio che indagasse sui rischi dell’utilizzo del cellulare poteva essere condotto solo adesso.
Lennart Hardell e Kjell Hansson non avrebbero dubbi, quindi: basterebbe un’ora al giorno di uso del cellulare per dieci anni per veder salire significativamente il rischio di sviluppare un tumore e sarebbe sufficiente anche meno di un’ora se si poggia il telefono sempre sullo stesso orecchio.
Come fare a utilizzare il cellulare limitando al massimo i rischi per la salute? Hardell consiglia di utilizzare poco il cellulare e comunque sempre con l’auricolare, di evitare di parlare per ore al telefono cellulare, di preferire l’apparecchio fisso e di impedire l’utilizzo del cellulare ai bambini.

I risultati di questo studio, che sono stati pubblicati sulla rivista Occupational Environmental Medicine, sono in netta contrapposizione con quelli che aveva ottenuto un recente gruppo di ricerca promosso dal MTHR (Mobile Telecommunication and Health Research): per gli studiosi britannici l’uso di cellulari non era associabile ad alcun reale danno biologico anche se Latrie Challis, presidente di MTHR, aveva spiegato che solo alcuni dei soggetti coinvolti nello studio utilizzavano i cellulari da dieci anni e che, quindi, anche le loro ricerche sarebbero proseguite per studiare realmente gli effetti del cellulare sul cervello dopo un utilizzo almeno decennale.
Gettano acqua sul fuoco gli esperti riuniti a Roma nei giorni scorsi in occasione del convegno su campi elettromagnetici e salute organizzato dal consorzio Elettra 2000: secondo Anders Ahlbom del Karolinska Institutet di Stoccolma, migliaia di ricerche condotte in tutto il mondo negli ultimi anni e finanziate con 250 milioni di dollari non hanno dimostrato alcuna evidenza certa di rischio.

Anche gli italiani hanno analizzato gli effetti dell’uso del cellulare sul cervello: una ricerca, pubblicata sugli Annals of Neurology e condotta dagli studiosi dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, in collaborazione con quelli dell’Ospedale S. Giovanni Calibita-Fatebenefratelli, della Facoltà di Psicologia della Sapienza e della Clinica Neurologica all’Università Campus Bio-Medico di Roma, ha dimostrato che le onde elettromagnetiche emesse dai telefonini eccitano il cervello e in particolare la corteccia cerebrale.
La problematica relativa al possibile rapporto tra utilizzo dei telefonini e aumentato rischio di tumori non ha una chiave di lettura univoca.
Lo studio approfondito dei numerosi studi pubblicati non permette conclusioni inoppugnabili né da parte degli “innocentisti ” né da parte dei “colpevolisti”, anche perché, dal punto di vista strettamente statistico, non c’è alcun tipo di evidenza.
C’è, innanzi tutto, un problema temporale: sono relativamente ancora pochi gli anni trascorsi dall’inizio diffuso ed intensivo dell’utilizzo dei cellulari e, quindi, non è possibile escludere danni in senso oncologico che, per definizione, richiedono tempi biologici lunghi. L’altra variabile è quella legata al fatto che negli ultimi anni c’è stata, in contemporanea all’incrementato uso dei telefoni cellulari, una esplosione di fonti, casalinghe e non, di onde elettromagnetiche (forni, cordless, asciugacapelli …).
Ultima considerazione: il peso ingombrante degli interessi economici rende in questi casi molto difficile la vita alla ricerca indipendente.

Conclusione

Come in tanti campi della Medicina vale il consiglio della prudenza; usare con moderazione e raziocinio le fonti di onde elettromagnetiche, conducendo una vita il più possibile … a misura d’uomo.

CELLULARI E RADIAZIONI

Fanno male oppure no? C’è chi ne limita l’uso per paura e chi ne fa un uso smodato, magari per lavoro. C’è chi dice che favoriscono l’insorgenza di tumori e chi crede che sia una “leggenda metropolitana”. Eppure, nonostante il possibile rischio di malattia, i telefonini hanno avuto un vero e proprio boom in Italia negli ultimi anni, tanto che siamo la nazione con il tasso di cellulari pro capite più alto in Europa. Inoltre, negli ultimi due anni, si è consolidata una moda poco salutare: i cellulari vengono utilizzati già ad una età in cui i danni pare siano più gravi, cioè quella dei bambini delle elementari. E questi bambini non usano il telefonino dei genitori, ma ne hanno uno proprio. Ma perché i cellulari potrebbero fare male?

Le radiazioni
Gli apparecchi cellulari emettono delle radiazioni, o microonde radio, che si espandono in orizzontale dal telefono verso tutto quello che c’è attorno. Più si è vicini all’apparecchio, ovviamente, maggiore è l’intensità di queste onde. Queste radiazioni sono dette non ionizzanti, cioè sono al di sotto del milione di GHz (Giga Hertz, cioè un miliardo di Hertz). Inoltre, si tratta di radiazioni ad alta frequenza, come quelle delle antenne della televisione e della radio. Il rischio maggiore legato a questo tipo di onde è quello dell’innalzamento della temperatura, che può arrecare danno ai tessuti circostanti. La batteria, invece, emana onde di bassa frequenza e la sua pericolosità dipende strettamente dall’intensità di queste onde. Le stesse onde vengono emanate soprattutto dalla rete di distribuzione dell’energia elettrica; chi abita nei pressi di installazioni di questo tipo rischia parecchio. C’è, infatti, una maggiore incidenza di malattie tipo sclerosi multipla, morbo di Alzheimer, tumore al seno, leucemia, tumore al cervello.

Cosa succede?
In pratica, pare che queste microonde riescano a neutralizzare la barriera ematoencefalica lasciando passare tossine verso il cervello. Si possono distinguere gli effetti delle radiazioni sull’uomo in conseguenze a breve e lungo termine. Quelle a breve termine sono essenzialmente legate allo sviluppo di calore (riscontrabile anche telefonando: infatti, restando parecchio tempo a telefono si può notare un riscaldamento dell’orecchio e della parte del cranio corrispondente), che, se il cellulare viene utilizzato per brevi periodi e non troppo spesso, potrebbe effettivamente essere innocuo. Le conseguenze a lungo termine, invece, non sono state ancora accertate in forma scientifica poiché non esiste una casistica su cui basare gli assunti. Pare, comunque, che le parti più esposte siano, a parte il cervello, gli occhi, con lo sviluppo del melanoma uveale, ed il nervo acustico, sollecitato troppo a lungo.

Sono davvero pericolosi?
Intanto, ci sono occasioni e condizioni in cui il cellulare effettivamente interferisce o danneggia l’uomo. Per esempio, i portatori di pacemaker non possono assolutamente sostare in prossimità di cellulari poiché la loro attività interferisce con quella dei pacemaker. È stata anche osservata una maggiore elettricità cerebrale durante l’uso del cellulare: l’elettroencefalogramma registra picchi e curve che durano fino a 24 ore successive allo spegnimento dello stesso. Altro danno probabile: l’effetto del calore sviluppato dal cellulare potrebbe alterare i tessuti oculari favorendo il glaucoma. In automobile, poi, oltre a provocare incidenti a causa della distrazione per parlare o per comporre il numero, pare che possa anche interferire con la strumentazione digitale, provocando l’inserimento di ABS o l’apertura di airbag improvvisamente e quando non è necessario.

Cosa fare?
Innanzitutto, teneteli alla larga di bambini ed adolescenti; non solo la minore estensione corporea facilita la penetrazione delle onde, ma sono persone in pieno sviluppo e, quindi, potrebbero averne i danni maggiori. Quando utilizzate il cellulare, fatelo per un periodo breve e preferite sempre l’utilizzo dell’auricolare, in modo da tenere il telefono lontano dal corpo e, soprattutto, non vicinissimo alla testa. Quando potete farne a meno, non accendetelo proprio. Evitate di portarlo nella giacca, soprattutto nella tasca interna sinistra, perché può provocare interferenze con il ritmo cardiaco. Per correttezza, spegnetelo in presenza di portatori di pacemaker, ma anche nei ristoranti, nei teatri e cinema e, in generale, nei locali pubblici, dove il cellulare emette più potenza per essere in grado di collegarsi alla rete.
Un’ultima accortezza: fate attenzione anche ai telefoni cordless che avete in casa; anche quelli emettono onde magnetiche ed accrescono l’elettrosmog presente nelle vostre case.

L’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO IN CASA

L’uomo è stato sempre circondato da invisibili campi di forza di origine naturale: il campo magnetico della terra, del sole, le scariche elettriche che si propagano durante i temporali, e persino la luce ed il calore possono essere definiti campi elettromagnetici.
Mentre questi campi sono innocui per l’organismo umano, l’inquinamento elettromagnetico (elettrosmog) è rappresentato dall’alterazione di questo livello naturale. Il problema sollevato in questi ultimi anni viene dal fatto che, con lo sviluppo tecnologico, il normale livello di emissione elettromagnetica si è innalzato così tanto da diventare una minaccia per la salute.
nelle zone ad alta concentrazione umana la presenza di campi elettromagnetici nocivi è molto alta, e attualmente non si sa ancora con certezza cosa questo comporti sull’uomo e sull’ambiente a breve come a lungo termine.

L’elettrosmog e la salute
Secondo recenti studi, l’esposizione dell’organismo umano a una fonte di campi elettromagnetici (ad alta o bassa frequenza) può causare una serie di disturbi, cronici o acuti, a carico del sistema uditivo (disfunzioni, ronzii e rumori anomali nell’orecchio), dell’occhio (irritazione o alterazione del cristallino) e del sistema riproduttivo maschile (riduzione nella produzione degli spermatozoi e calo del desiderio). L’Istituto Superiore della Sanità parla addirittura di una correlazione tra sovraesposizione ai campi magnetici e insorgenza della leucemia infantile. Sono attualmente allo studio, infatti, casi di tumore insorti in persone che abitavano vicino ad installazioni radar.
Da ciò si può intuire quanto sia importante limitare al minimo la propria esposizione ai campi magnetici.

L’elettrosmog in casa
La casa dovrebbe essere un rifugio, il luogo del riposo e del benessere. Molto spesso non è così: l’inquinamento (di ogni genere: dell’aria, acustico …) raggiunge anche le mura domestiche, inficiando tutte le attività di relax e rigenerazione necessarie per una vita sana, come ad esempio il sonno e l’alimentazione.
L’elettrosmog è molto frequente nelle case moderne, ed è dovuto a due fattori principali:

  1. fattori esogeni: la casa si trova vicino (meno di 2 km) a linee elettriche ad alta tensione, impianti radar ad alta potenza, ripetitori (televisivi, radiofonici o di telefonia mobile) e stazioni di alimentazione elettrica per le ferrovie e le case
  2. fattori endogeni: l’impianto elettrico della casa (e degli apparecchi in essa presenti) non è adeguatamente schermato.

Nello scegliere una casa nuova, fare attenzione a questa distanza di sicurezza dalle grandi fonti di emissione elettromagnetica.

Consigli per la casa

  • Chiedere al proprio elettricista di collocare in tutto l’impianto elettrico degli interruttori speciali, che inibiscono il passaggio di corrente quando non è richiesta, specialmente nelle camere da letto
  • acquistare soltanto apparecchi elettrici a norma CE
  • non collocare tutti gli elettrodomestici e le apparecchiature elettriche in un’unica stanza: si creerebbe una dannosa concentrazione di elettromagnetismo
  • evitare che i soggetti sensibili (bambini e anziani) stiano troppo vicini agli elettrodomestici in funzione, fonte di eccellenza delle emissioni elettromagnetiche domestiche
  • ridurre al minimo i tempi di effettiva esposizione ad un’apparecchiatura elettrica (forno, computer …)
  • attenzione agli asciugacapelli e ai rasoi elettrici: emettono un elevato campo elettromagnetico, soprattutto a breve distanza, per cui sarebbe consigliabile utilizzarli per il minor tempo possibile.

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