Ortopedia e Traumatologia

TERAPIA A VIBRAZIONE SONORA LOCALE NOVAFON ®

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A cura di Rosario Bellia

SCHEMA RIASSUNTIVO DI APPLICAZIONE DELLE VIBRAZIONI SONORE IN FISIOTERAPIA

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Caratteristiche delle stimolazioni con vibrazioni sonore LOCALI

  1. Durata – la vibrazione meccanica per avere effetti persistenti deve durare un tempo adeguato (10-15 minuti).
  2. Frequenza – sarà scelta una frequenza di applicazione che va da 50 a 100 Hz in base all’obiettivo del trattamento
  3. Contrazione – allungamentoposizione neutra: diventa fondamentale la scelta della posizione del paziente e come effettuare il trattamento in base all’obiettivo da perseguire
  4. Ampiezza della superficie di contatto con l’oggetto che vibra (TESTINA da utilizzare)
  5. Potenza d’onda trasmessa
  6. Direzione di propagazione della stimolazione.

Effetti sul Corpo Umano

 

1. REGOLAZIONE DEL TONO MUSCOLARE

La terapia con vibrazioni sonore raggiungono una profondità tissutale di circa 6 cm., in base alla frequenza e alla potenza d’onda utilizzata. La vibrazione sonora applicata localmente al muscolo e/o alla struttura tendinea (50 Hz), provoca l’attivazione dei recettori dei fusi neuromuscolari, a livello del complesso muscolo-tendineo direttamente sollecitato ed anche dei gruppi muscolari adiacenti.  Questa azione neuromuscolare agisce in maniera ottimale nel riequilibrio e normalizzazione del  tono muscolare, rendendo più efficace la contrazione muscolare.
Le vibrazioni meccano sonore svolgono un’azione di riduzione del tono muscolare nella spasticità nervosa centrale sfruttando il meccanismo della “inibizione reciproca”. Questo in associazione con la neuro riabilitazione, diventa un ottimo ausilio per un recupero funzionale.

Modalità applicativa specifica:

  1. Durata – la vibrazione meccanica, in base alla condizione specifica del paziente, durerà da 10 a 15 minuti per ogni applicazione; può essere ripetuta fino a tre volte al giorno, rispettando un intervallo idoneo fra una seduta e l’altra
  2. Frequenza – sarà scelta in base all’obiettivo:
    a) per aumentare il tono muscolare dei muscoli gravitari deficitari, la vibrazione meccanica deve avere una frequenza cui il sistema circuitale propriocettivo appare particolarmente sensibile (90-120 hz), e deve essere somministrata a muscoli “rilassati”
    b) nel caso di muscoli ipertonici si utilizzerà una frequenza a 50 Hz, per indurre una stimolazione sui fusi neuromuscolari che diminuisca il tono muscolare
  3. Contrazione – allungamento – per il potenziamento dei muscoli scheletrici, oltre al segnale prodotto dalla stimolazione meccanica vibratoria, occorre avere la partecipazione del paziente attraverso la contrazione dei muscoli bersaglio. Lo stimolo meccanico è quindi associato alla contemporanea contrazione volontaria del muscolo stimolato: in tal modo sulla rete di controllo del muscolo giungono 2 stimoli contemporanei, uno indotto dal paziente, il secondo dato dalla vibrazione
  4. Ampiezza della TESTINA, molto importante in funzione della dimensione del muscolo da trattare
  5. Potenza d’onda trasmessa: si utilizzerà una potenza confortevole, ma efficace per il paziente
  6. Direzione di propagazione della stimolazione: se non si deve ottenere un drenaggio dei fluidi corporei, si potrà applicare con direzione “avanti e indietro”.

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2. STIMOLAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE SANGUIGNA E LINFATICA

Attraverso le contrazioni muscolari facilitate dalle vibrazioni, si avrà un miglioramento della circolazione sanguigna e linfatica. I meccanismi di regolazione locali dei tessuti e dei vasi saranno attivati in maniera ottimale. Il tessuto stimolato migliora la circolazione, la cellulite e le tossine vengono drenate più velocemente.
L’aumento della velocità media dei fluidi circolanti è dovuto alla dilatazione dei vasi sanguigni più piccoli, con riduzione delle resistenze perifericheriduzione della viscosità del sangue ed aumento della velocità media del flusso circolatorio (Kerschan e coll., 2001).
Questo aumento della circolazione sanguigna produce effetti benefici sul metabolismo e sull’apporto di ossigeno ai tessuti, favorisce inoltre la diminuzione della pressione arteriosa.

Modalità applicativa specifica:

  1. Durata – la vibrazione meccanica sonora per avere effetti persistenti deve durare un tempo adeguato (10-15 minuti).
  2. Frequenza – si utilizzerà la frequenza di 100 Hz con effetto positivo sul tono muscolare (anche di muscoli e vasi), cui il sistema circuitale propriocettivo appare particolarmente sensibile; deve essere somministrata con muscolatura “rilassata”
  3. Contrazione – per ottenere l’aumento del drenaggio dei fluidi, oltre alla stimolazione meccanica vibratoria occorre avere la partecipazione del paziente, con la contrazione dei muscoli bersaglio. Lo stimolo meccanico è quindi associato alla contemporanea contrazione volontaria del muscolo stimolato: in tal modo sulla rete di controllo del muscolo giungono 2 stimoli contemporanei, uno indotto dal paziente, il secondo dato dalla vibrazione
  4. Ampiezza della superficie di contatto con l’oggetto che vibra: la TESTINA da utilizzare sarà in relazione alla zona da drenare
  5. Potenza dell’onda trasmessa: si utilizzerà una potenza confortevole, ma efficace per il paziente
  6. Direzione di propagazione della stimolazione: è fondamentale eseguire dei movimenti che seguano le linee di “sgrondo” linfatico con direzione “disto-prossimale”, eseguendo la fase di ritorno con lo strumento non a contatto con il corpo del paziente.

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3. DIMINUZIONE DEL DOLORE

Le vibrazioni sonore sono utilizzate per attivare il meccanismo del “Gate Control”.
Le vibrazioni, l’utilizzo del caldo e del freddo e le correnti elettriche, sono i metodi maggiormente citati in letteratura per la stimolazione periferica a scopo antalgico.
Applicando una vibrazione sonora in una zona corporea viene “interferita” la trasmissione del dolore nel sistema nervoso. Questo effetto è stato dimostrato sia nel dolore acuto che in quello cronico.

Modalità applicativa specifica:

  1. Durata – la vibrazione meccanica sonora per avere effetti persistenti deve durare un tempo adeguato (10-15 minuti), anche in relazione all’entità del dolore da trattare.
  2. Frequenza – per ottenere l’azione desiderata sul dolore, la vibrazione meccanica deve avere una frequenza di 100 Hz cui il sistema circuitale propriocettivo appare particolarmente sensibile, e deve essere somministrata con muscolatura rilassata e applicando una leggera pressione dello strumento
  3. Contrazione – per ottimizzare i risultati antalgici della vibrazione meccanica sonora, oltre al segnale prodotto dalla stimolazione meccanica vibratoria occorre avere la partecipazione del paziente attraverso la decontrazione dei muscoli bersaglio
  4. Ampiezza della superficie di contatto con l’oggetto che vibra: la TESTINA da utilizzare sarà quella magnetica per usufruire anche della stimolazione del campo elettromagnetico prodotto dalla testina utilizzata
  5. Potenza d’onda trasmessa: si utilizzerà una potenza confortevole, ma efficace per il paziente
  6. Direzione di propagazione della stimolazione: se non ci sono obiettivi di drenaggio dei fluidi corporei, si potrà applicare con direzione “avanti e indietro”.

4. AUMENTO DELLA SENSIBILITÀ

Il cervello è in costante interrelazione con il sistema nervoso periferico. Questo significa che pelle, muscoli, articolazioni e tendini inviano costanti informazioni sulla posizione del corpo, il tatto, il dolore e la temperatura (Sensibilità Cinestesica e Sistema Tonico Posturale). Il danneggiamento dei nervi può portare problemi di sensibilità che si manifestano, ad esempio, con intorpidimento e formicolii.
La terapia a vibrazione locale aiuta a sollecitare lo scambio di informazioni attraverso la stimolazione del tessuto danneggiato aumentando la sensibilità superficiale e interna: azione positiva interessante a livello della propriocezione, in visione del riequilibrio globale del Sistema Tonico Posturale.

Modalità applicativa specifica:

  1. Durata – la vibrazione meccanica per avere effetti persistenti deve durare un tempo adeguato (10-15 minuti).
  2. Frequenza – per avere un’azione a livello del sistema nervoso periferico, la vibrazione meccanica deve avere una frequenza cui il sistema circuitale propriocettivo appare particolarmente sensibile (90-120 Hz), e deve essere somministrata inizialmente a muscoli rilassati e poi con contrazione volontaria
  3. Contrazione – per migliorare la neuro stimolazione, oltre al segnale prodotto dalla stimolazione meccanica vibratoria occorre avere la partecipazione del paziente attraverso la contrazione dei muscoli bersaglio. Lo stimolo meccanico è quindi associato alla contemporanea contrazione volontaria del muscolo stimolato: in tal modo sulla rete di controllo del muscolo giungono 2 stimoli contemporanei, uno indotto dal paziente, il secondo dato dalla vibrazione.
  4. Ampiezza della superficie di contatto con l’oggetto che vibra: la TESTINA da utilizzare
  5. Direzione di propagazione della stimolazione del sistema nervoso centrale.

5. STIMOLAZIONE TISSUTALE DI RIMANEGGIAMENTO

Dal 1987 tutti gli studi riferiti alle vibrazioni meccaniche erano rivolti agli effetti sull’apparato scheletrico, quindi alla cura dell’osteoporosi, al recupero dei traumi, alla decalcificazione ossea, alla degenerazione ossea, e alla diminuzione della calcificazione negli astronauti.
Un altra azione interessante della vibrazioni sonore è quella a livello mio fasciale.
La fascia è suddivisa in quattro strati formanti cilindri longitudinali concentrici  e fra loro interconnessi (Willard):
a) fascia superficiale
b) fascia profonda – fascia cervico-toraco-lombare
c) fascia viscerale o splancnica
d) fascia meningea.
Fascia connettivale e muscoli costituiscono anatomicamente e funzionalmente il sistema miofasciale assumendo un ruolo fondamentale nel sistema dell’equilibrio e della POSTURA.
Solamente gli osteoblasti sembrerebbero essere forniti di meccanocettori e, proprio per questo motivo, in in grado di rispondere positivamente nei confronti di un aumento delle forze di compressione.
La terapia con vibrazione sonora può essere utile nel trattamento delle retrazioni e delle aderenze della fascia: la fase di “release mio fasciale” produrrà una «infiammazione controllata» della zona trattata che sarà alla base del processo di rimaneggiamento tissutale ad opera dei fibroblasti.
Molto efficace è l’azione delle vibrazioni sonore sulle “CICATRICI” e sulle “aderenze miofasciali“: l’azione meccanica delle onde sonore che colpiscono i tessuti stimolano in maniera positiva il rimaneggiamento dei fibroblasti macrofagi, che riescono a destrutturare il tessuto fibroso della cicatrice, con conseguente miglioramento della circolazione sanguigna tissutale ed “elasticizzazione” dei tessuti trattati.
Nei tessuti viventi sottoposti a vibrazione sonora, si attiva una sorta di benefico “micro-idromassaggio”, in grado di promuovere una serie di reazioni biochimiche e cellulari, responsabili, in ultima analisi, dell’effetto terapeutico.  La scomparsa delle formazioni calcifiche, che spesso si evidenziano in tendini e legamenti infiammati, dopo trattamento vibratorio non è legata ad un’azione meccanica diretta, bensì ad un loro “scioglimento” per attivazione di processi biochimici locali.
Gli studi clinici e sperimentali degli ultimi anni sono stati rivolti a capire il meccanismo per cui da una stimolazione puramente meccanica si possano ottenere effetti biologici.  Tali effetti biologici (antinfiammatorio, antidolorifico, antiedemigeno e di incremento della vascolarizzazione locale, così come dei processi di riparazione tissutale) sarebbero legati all’attivazione di specifiche catene enzimatiche, nonché alla produzione di specifici mediatori e fattori di crescita, responsabili, in ultima analisi, degli effetti terapeutici (Sergio Rigardo, 2014).
Gli studi sulle sostanze che vengono liberate dopo trattamento con terapia di vibrazione meccanica nei tessuti trattati, mostrano molteplici effetti biologici. In particolare è stata rilevata la presenza di radicali liberi nei liquidi interstiziali peri-cellulari provenienti dai capillari, oltre a cellule istiocitarie inizialmente indifferenziate.
L’esame istologico del tessuto trattato mostra progressive variazioni cellulari, in particolare a carico dei globuli bianchi (leucociti polimorfonucleati) che invadono e distruggono (mediante fagocitosi) i frammenti di cellule danneggiate e i detriti derivanti dall’alterato metabolismo tissutale. Inoltre a distanza di un tempo variabile (dipendente della quantità di energia e dalle caratteristiche della tecnologia utilizzata e della tipologia dei tessuti trattati) è possibile dimostrare la comparsa di cellule speciali (fibroblasti) che riformano un tessuto connettivo che progressivamente evolve, con una crescita progressiva, fino a formare nuovo tessuto funzionale.
È possibile evidenziare inoltre nei liquidi peri-cellulari, l’attivazione di reazioni immunitarie veicolate da linfociti e macrofagi polimorfonucleati che sostengono l’evoluzione dei processi riparativi.
Altri studi hanno descritto la presenza nel tessuto danneggiato trattato con onde d’urto, di livelli di bradichinina, prostaglandine e nitrossido (NO2) notevolmente superiori a quelli rilevati nei tessuti non trattati. L’aumento di queste sostanze viene messo in relazione con la vasodilatazione e l’accumulo di essudati, sostenuti dalla sensibilizzazione delle terminazioni nervose.

MECCANISMI D’AZIONE DELLE ONDE D’URTO: RISPOSTA BIOLOGICA

L’evoluzione dei meccanismi d’azione che vengono progressivamente attivati da questa terapia può essere descritta analizzando i processi biochimici, che possono essere suddivisi in tre fasi:

  • “fase fisica”, puramente correlata alle caratteristiche fisiche delle vibrazioni e dei tessuti da esse attraversati. Gli effetti si manifestano in ionizzazione molecolare (che richiama macrofagi e polimorfonucleati) e in un incremento della permeabilità di membrana (che può portare a una eccitazione o a una inattivazione cellulare)
  • “fase fisico-chimica”, si caratterizza per il manifestarsi di reazioni come la formazione di radicali liberi (che agiscono nelle reazioni immunitarie), di interazioni con le biomolecole e di lesioni mitocondriali a carico delle cellule dei tessuti trattati.
  • “fase chimica”, si manifestano vere e proprie reazioni intracellulari e modificazioni molecolari che portano agli effetti biologici precedentemente descritti. In particolare il pattern degli effetti cellulari si può caratterizzare in un’azione temporanea sulla membrana (con aumento della permeabilità) e successivamente un’azione sull reticolo endoplasmatico del nucleo cellulare che porta a modificazioni del citoscheletro in base alla frequenza e la potenza della vibrazione applicata.

Modalità applicativa specifica:

  1. Durata – la vibrazione meccanica sonora per avere effetti persistenti deve durare un tempo adeguato (10-15 minuti)
  2. Frequenza – verrà scelta la frequenza di 100 oppure 50 Hz in base alla struttura tissutale che si vuole stimolare, che avrà un effetto stimolante sui fibroblasti specifici per avere l’azione di rimaneggiamento ottimale
  3. Contrazione – allungamento – per stimolare in maniera ottimale i tessuti oltre al segnale prodotto dalla stimolazione meccanica vibratoria occorre avere la partecipazione del paziente attraverso la contrazione dei muscoli bersaglio. Lo stimolo meccanico è quindi associato alla contemporanea contrazione volontaria del muscolo stimolato: in tal modo sulla rete di controllo del muscolo giungono 2 stimoli contemporanei, uno indotto dal paziente, il secondo dato dalla vibrazione. Si sceglie di applicare la vibrazione mentre la zona tissutale da trattare è in allungamento per enfatizzare l’azione di rimaneggiamento tissutale.
  4. Ampiezza della superficie di contatto con l’oggetto che vibra: la TESTINA da utilizzare sarà in relazione alla zona da drenare
  5. Potenza d’onda trasmessa, si utilizzerà una potenza confortevole, ma efficace per il paziente
  6. Direzione di propagazione della stimolazione di vibrazione: se si vuole avere anche un’azione drenante, eseguire dei movimenti che seguano le linee di “sgrondo” linfatico con direzione “disto-prossimale”, eseguendo la fase di ritorno con lo strumento non a contatto con il corpo del paziente.

   Fasi applicative del NOVAFON
Protocollo Taping Bellia System® Integrato

Per ottimizzare la sinergia terapeutica si propone di utilizzare il Novafon con due modalità applicative:

  • trattamento “elettivo”: si applicherà lo strumento durante il programma riabilitativo in sinergia alle altre tecniche fisioterapiche utilizzate perseguendo lo scopo specifico
  • trattamento “aggiuntivo”: utilizzato dopo l’applicazione del Taping kinesiologico Bellia System ® nella zona da trattare, quindi l’azione di vibrazione meccanica sonora sarà applicata direttamente sopra il nastro. Saranno realizzati dei movimenti lenti lungo le fibre muscolari fino alle inserzioni con i parametri applicativi come descritti nel paragrafo precedente, in base agli obiettivi terapeutici da perseguire: frequenza, intensità, tempo di applicazione, testina da utilizzare, ecc.

In base all’azione desiderata, durante l’applicazione dl Novafon, la POSTURA del paziente varierà seguendo questo schema applicativo:

  1. NEUTRA: zona da trattare in posizione “neutra” fisiologica con muscolo decontratto, con azione del nastro decompressiva
  2. ALLUNGAMENTO: zona da trattare in posizione di massimo allungamento passivo per enfatizzare maggiormente l’azione di rilassamento muscolare, con azione del nastro decompressiva o drenante
  3. DINAMICA: applicazione del Novafon eseguita sempre con ritmo molto lento lungo le fibre muscolari, mentre la persona eseguirà dei movimenti che attiveranno i muscoli interessati, con azione del nastro stabilizzante per sostenere il muscolo o l’articolazione durante l’attività motoria.

Alcune indicazioni applicative in base alle frequenze di vibrazione applicata:

  • 50 Hzeffetto defaticante: queste applicazioni risultano molto efficaci dopo un intenso allenamento, per ridurre il tempo di recupero e migliorare la qualità dello stesso
  • 80 Hz effetto decontratturante: questa modalità applicativa è indicata in caso di forti tensioni muscolari (lombalgia, dorsalgia, cervicalgia) o contratture, l’applicazione locale permette di decontratturare il muscolo trattato
  • 100 Hz – effetto neurologico: migliora l’attivazione del muscolo in oggetto del trattamento. Miglioramento della forza resistente, coordinazione e riabilitazione: la stimolazione dei muscoli a questa frequenza riduce i tempi di recupero a seguito di infortuni o interventi chirurgici, migliorando la coordinazione e l’attivazione dei muscoli oggetto del trattamento. Si stimola un significativo effetto antalgico: molto utile, ad esempio, in caso di lombalgia, lombosciatalgia acuta e cervicalgia.

NOTA
Se siamo in presenza di un edema da stress funzionale o post traumatico dei tessuti tutte le applicazioni del Novafon descritte in precedenza saranno eseguite con movimenti drenanti con direzione “da valle a monte” rispettando la direzione centripeta del drenaggio dei fluidi corporei. Chiaramente questa applicazione del Novafon sarà eseguita sopra il taping kinesiologico Bellia System® con tecnica drenante, che verrà realizzato dopo un massaggio linfodrenante adeguato.

Conclusioni e considerazioni

Gli effetti della somministrazione controllata di vibrazioni sul corpo umano sono noti sin dal 1949, data del primo lavoro scientifico in quest’ambito specifico. Tuttavia, solamente quaranta anni più tardi fu scientificamente riconosciuto il valore terapeutico delle vibrazioni per ciò che riguarda il loro effetto osteogenico. Recentemente gli effetti fisiologici indotti dalle vibrazioni, sono stati sfruttati per indurre particolari adattamenti, in termini di aumento della forza contrattile nei suoi vari aspetti, anche in campo sportivo,  e nella riabilitazione funzionale.
Considerata la scarsa invasività di questa tecnica e la bassa incidenza di controindicazioni pensiamo che presto ci sarà una notevole diffusione in campo riabilitativo di questa metodica, che è stata molto studiata dagli anni 40 in poi ed adesso sembra essere riscoperta per l’efficacia e i notevoli campi di applicazione.
La terapia di vibrazione meccanica sonora può essere utile nel trattamento delle retrazioni e aderenze della fascia: fase di release mio fasciale, produrrà una  “infiammazione controllata” della zona trattata che sarà alla base del processo di rimaneggiamento tissutale dei fibroblasti.
La terapia con vibrazioni raggiungono una profondità tissutale considerevole di circa 6 cm., in base alla frequenza e alla potenza d’onda utilizzata. La vibrazione meccanica applicata localmente al muscolo e/o alla struttura tendinea (50 Hz), provoca l’attivazione dei recettori dei fusi neuromuscolari, a livello del complesso muscolo-tendineo direttamente sollecitato ed anche dei gruppi muscolari adiacenti.  Questa azione neuromuscolare agisce in maniera ottimale nel riequilibrio e normalizzazione del  tono muscolare, rendendo più efficace la contrazione muscolare.
Un ruolo importante assume l’uso delle vibrazioni meccaniche, poiché aumenta la sensibilità superficiale e interna. Azione positiva molto interessante a livello della propriocezione in funzione di un riequilibrio globale del Sistema Tonico Posturale.
Le vibrazioni sono utilizzate per attivare la stimolazione periferica a scopo antalgico. Viene quindi “interferita” la trasmissione del dolore nel sistema nervoso, sia per dolori acuti che cronici.
Lo strumento di vibrazione sonora utilizzato è di costruzione tedesca (NOVAFON Power), considerata l’ottima qualità della componentistica e l’affidabilità tecnica. Il Novafon è molto maneggevole e di utilizzo intuitivo, con un ottimo rapporto qualità prezzo: l’azienda produttrice è affidabile che ha sempre risposto immediatamente alle richieste di assistenza metodologica effettuate.

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NOVAFON Me-Ri srls

WEB:   www.novafon.it
Mail: novafon@me-ri.it

Tra i campi d’applicazione più frequenti ci sono i trattamenti di malattie croniche dei muscoli, tendinee e delle articolazioni come l’artrosi, il gomito del tennista, la mialgia e gli “speroni” ossei.
Vengono anche trattati, nell’ambito della neuro riabilitazione, spasmi, sindrome Neglect e disturbi vocali o di deglutizione.
La terapia a vibrazione locale viene utilizzata nella terapia del dolore nel caso di sindrome da arto fantasma, problemi muscolari e articolari e dei trigger points.
I prodotti NOVAFON producono vibrazioni che raggiungono una profondità di circa 6 centimetri nei tessuti. Stimolano la circolazione sanguigna e linfatica, regolano la tensione muscolare e stimolano i tessuti in profondità.
Vengono inoltre stimolati i meccanismi di rigenerazione e riparazione.
Il trattamento con gli apparecchi NOVAFON attiva e rilassa allo stesso tempo.
Per i numerosi campi di applicazione, gli strumenti per la Terapia a Vibrazione NOVAFON sono unici nel loro genere. Sono tra i prodotti più potenti e compatti della terapia a vibrazione locale. Inoltre, sono facili da usare.
I prodotti NOVAFON sono dotati di due livelli di regolazione (50 Hz e 100 Hz). Grazie alle molteplici testine, i prodotti si possono utilizzare in diversi ambiti di trattamento.
Grazie alla loro forma ergonomica, i dispositivi risultano confortevoli durante l’utilizzo.

CAMPI D’APPLICAZIONE

  • Neuro-riabilitazione
  • Ortopedia
  • Terapia del dolore
  • Pediatria
  • Otorinolaringoiatria
  • Nella Post Chirurgia

RISULTATI OTTENIBILI CON GLI APPARECCHI NOVAFON

NEURO-RIABILITAZIONE

  • Riduzione degli spasmi
  • Miglioramento della percezione in caso di sindrome di Neglect
  • Aumento della tensione muscolare in caso di paralisi flaccida
  • Aumento della sensibilità superficiale e interna

TERAPIA DEL DOLORE

  • Riduzione del dolore di articolazioni, muscoli e sindrome da arto fantasma
  • Interruzione della conduzione del dolore nocicettivo e neuropatico
  • Riduzione delle tensioni
  • Trattamento dei Punti Trigger
  • Eliminazione di tossine nel metabolismo

TRATTAMENTO DELLE CICATRICI E TERAPIE MANUALI

  • Stimolazione profonda dei tessuti
  • Aumento della circolazione sanguigna nel tessuto cicatriziale
  • Distensione di adesioni e aderenze
  • Aumento dell’elasticità del tessuto cicatriziale
  • Miglioramento nella guarigione delle cicatrici

TERAPIA DELLA VOCE E DELLA DEGLUTIZIONE

  • Miglioramento dei riflessi della deglutizione
  • Riduzione del tessuto cicatriziale a seguito di tumori o radioterapia
  • Regolazione della tensione muscolare in caso di disturbi della voce
  • Riattivazione da paralisi delle corde vocali
  • Stimolazione dopo paralisi facciali

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CONTROINDICAZIONI

Gli Apparecchi NOVAFON non provocano effetti collaterali. Le persone che presentano le condizioni indicate di seguito devono consultare il medico prima del primo utilizzo.
Non sono ammessi trattamenti con gli apparecchi a onde sonore  NOVAFON in caso di:

  • ferite aperte / eczemi / sulle membrane mucose
  • arteriosclerosi
  • episodi attuali di epilessia
  • gravidanza
  • impianti metallici
  • pace-maker
  • trombosi
  • stimolatori cerebrali
  • aritmie cardiache
  • tumori

Una combinazione tra altri prodotti con gli strumenti NOVAFON non è prevista. E’ sconsigliato l’uso degli Apparecchi NOVAFON sopra o nelle vicinanze di apparecchiature mediche.
In caso di dubbi, si raccomanda di rivolgersi sempre al medico o al terapista di fiducia.

Si consiglia di leggere anche:

  1. Terapia a vibrazione sonora locale: Scientificamente dimostrata, semplice e non invasiva – http://tapingbellia.com/terapia-a-vibrazione-meccanica-scientificamente-dimostrata-semplice-e-non-invasiva/
  2. https://www.mdmfisioterapia.it/recensione-apparecchio-per-vibrazione-novafon/

Nota dell’autore
L’autore di questa testo non dispensa consigli medici, ne prescrive l’uso del metodo con l’utilizzo di nastri elastici e di altri attrezzi, come una forma di trattamento per problemi medici, con o senza la prescrizione di un medico. L’intento dell’autore è quello di offrire informazione di natura generale per aiutare a capire il meccanismo d’azione delle tecniche proposte. Le seguenti informazioni sono rivolte a fisioterapisti e medici, che hanno precedenti conoscenze e pratica delle tecniche proposte. L’autore e l’editore non si assumono responsabilità  per eventuali utilizzi non appropriati, eseguite da persone senza la corretta formazione sanitaria di base.

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BIBLIOGRAFIA

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SITOGRAFIA

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  2. LA VIBRAZIONE MECCANICA – BOOK SCIENTIFICO A CURA DI ANDROMEDA S.R.L. http://www.keopeworld.com/wp-content/uploads/2014/07/Book-scientifico-effetti-vibrazioni-1.pdf
  3. http://besport.org/sportmedicina/vibrazioni_e_riabilitazione_sportiva.htm#sthash.uq5rUFiL.dpuf


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