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TERAPIE RIGENERATIVE IN OTORINOLARINGOIATRIA: CELLULE STAMINALI, FATTORI DI CRESCITA E TESSUTO ADIPOSO RICCO DI STAMINALI

Cellule-staminali-del-cordone-ombelicale

Lino Di Rienzo Businco
(Otorinolaringoiatra, Audiologo)

Se volessimo identificare l’origine che ha segnato l’inizio della rivoluzione scientifica che oggi ci ha condotto alla possibilità di eseguire trapianti di tessuti e di cellule dovremmo risalire al primo trapianto d’organo effettuato negli anni ‘60. Un nuovo settore della medicina e della chirurgia, come estrema evoluzione di quelle ricerche, denominato medicina e chirurgia rigenerativa si è andato sviluppando sempre più nel corso degli ultimi anni, guadagnando crescenti consensi ed attenzione delle riviste specializzate e dei mass media.
Fino a non molti mesi fa per numerose patologie degenerative non esistevano possibilità di cura (patologie oculari, neurologiche, dermatologiche, ematologiche, ecc.), ma oggi grazie ai continui avanzamenti della ricerca sulle cellule staminali e sulle loro capacità rigenerative siamo finalmente giunti alle porte di una svolta che potrà modificare la prognosi per diverse malattie invalidanti ed a largo impatto sociale.
La maculopatia degenerativa, ad esempio, che rappresenta la prima causa di cecità, è stata per la prima volta trattata con successo attraverso l’iniezione di cellule staminali nel fondo dell’occhio; questa terapia sperimentale ha consentito la sostituzione delle cellule malate, riparando i danni della retina, senza determinare effetti collaterali.
Finalmente dopo molti anni di studi, l’idea di impiegare le cellule staminali per rigenerare tessuti danneggiati da malattie, invecchiamento o da interventi chirurgici demolitivi non è più un sogno irrealizzabile.
Le cellule staminali embrionali, pur con le difficoltà etiche legate al loro reperimento, sono estremamente efficaci in quanto sono in grado di dare origine a tutte le 220 tipologie cellulari esistenti nel nostro organismo. Il loro potenziale di rinnovamento e di rigenerazione di nuovi tessuti è praticamente infinito.
Molte ricerche sono in corso negli Stati Uniti, in Europa ed in particolare in Italia (le scuole di Roma sono da anni molto attive in tal senso) per valutare l’efficacia delle terapie con staminali nel trattamento di patologie quali Parkinson, ictus, diabete, infarto, SLA e nei distretti testa-collo.
Nel 2012 è stata ulteriormente sancita la grande importanza e attualità dell’argomento con l’assegnazione del premio Nobel per la medicina a John Gurdon e Shinya Yamanaka. Gurdon cinquant’anni fa ha dimostrato che una cellula matura può eseguire il cammino inverso ed essere riprogrammata, rompendo cosi un dogma della biologia cellulare, e Yamanaka nel 2006 è riuscito a realizzare quel percorso a ritroso in grado di trasformare cellule mature sino allo stato primitivo di staminali pluripotenti, pronte per essere nuovamente indirizzate a differenziarsi in cellule altamente specializzate quali quelle cardiache o del sistema nervoso.
Pietre miliari decisive per disporre di una fonte illimitata di cellule per essere utilizzate in sperimentazioni in vivo sul paziente e per superare definitivamente gli evidenti ostacoli etici legati all’impiego degli embrioni come fonte di prelievo delle cellule totipotenti.
Attraverso le moderne possibilità della Chirurgia Rigenerativa con fattori di crescita e precursori delle cellule staminali miscelate con tessuto adiposo, ottenute con un semplice prelievo di sangue e di grasso dello stesso paziente (autologo) opportunamente centrifugati e trattati, è già oggi possibile trattare ustioni gravi di 3° grado, ferite difficili, decubiti, ricostruzioni mammarie dopo mastectomia, patologie dello scheletro osseo facciale, inestetismi cutanei.
In ambito Otorinolaringoiatrico, nella nostra esperienza, i risultati più promettenti e funzionalmente efficaci si sono ottenuti in rinologia nel trattamento degli esiti demolitivi di pregresse chirurgie nasali (turbinectomie parziali o totali, perforazioni del setto nasale) che determinano sindromi ostruttive nasali da eccessivo svuotamento delle cavità nasali (Empty Nose Syndrome) e riniti crostose persistenti e in otologia nel trattamento delle perforazioni della membrana timpanica (conseguenze di traumi o otiti perforative).
Tali interventi riparativi delle sedi ORL sono caratterizzati da una bassissima invasività con rapido decorso postoperatorio (day surgery) e soprattutto dall’estrema sicurezza per assenza di effetti collaterali. Il cardine di questa Chirurgia Rigenerativa ORL è rappresentato da 3 elementi:
1- i fattori di crescita contenuti in un gel piastrinico (PRP)
2- le cellule staminali ottenute dal tessuto adiposo (eventualmente miscelate con il PRP, PRL)
3- i biomateriali di sintesi (acido ialuronico, collagene).
Gli effetti clinici del PRP (Fig. 1 – 4) sono riassumibili in una biostimolazione di:

  • proliferazione cellulare
  • processi bioriparativi e rigenerativi
  • angiogenesi e rivascolarizzazione dei tessuti
  • proliferazione delle cellule mesenchimali
  • produzione di fibroblasti
  • produzione di collagene

FIG. 1 – Gel piastrinico connesso a ricostituire il tessuto danneggiato

FIG. 2 – Fasi di azione del PRP sulla lesione a livello ultrastrutturale

FIG. 3 – Preparazione e consistenza del PRP

FIG. 4 – Caratteristiche del PRP

L’innesto della miscela rigenerativa di PRP (con rilascio di fattori di crescita che richiamano progenitori cellulari e li stimolano a proliferare) miscelata con staminali del tessuto adiposo nella Empty Nose Syndrome viene eseguito per via endoscopica nasale con microaghi per raggiungere tutte le sottosedi nasali ed i compartimenti dei turbinati che necessitano di riparazione.
La stessa tecnica endoscopica viene impiegata nel trattamento delle perforazioni del setto nasale con la differenza che la sostanza rigenerativa PRP viene preparata sotto forma di sottile membrana per meglio colmare la perdita di sostanza della perforazione e facilitare l’ancoraggio ai margini mucosi perforati. Lo stesso dicasi per le perforazioni della membrana timpanica ove il potenziale rigenerativo dei 3 materiali descritti offre migliori possibilità di attecchimento del neo-timpano, insieme all’indiscutibile vantaggio di evitare al paziente il prelievo di fasce muscolari o altro materiale autologo per colmare il difetto.
L’esperienza clinica di questi ultimi anni con la chirurgia rigenerativa ORL ha dimostrato a livello nasale grande efficacia nei processi di rigenerazione della mucosa e della sua funzionalità con attivazione di proliferazione cellulare e guadagno di volume (ricostruzione dei turbinati); a livello otologico di grande stimolo è stato osservare l’attecchimento e la tenuta delle membrane timpaniche ricostruite anche qui con ottimi risultati clinici e otofunzionali (Fig. 5 – 7).

FIG. 5. Perforazione timpanica riparata dopo rigenerazione con staminali

FIG. 6. Esiti di amputazione del compartimento inferiore del turbinato da pregressa turbinectomia (prima)

7. Turbinato rigenerato dopo ricostruzione endoscopica con PRL (dopo)

In conclusione la chirurgia rigenerativa si propone anche in ambito otorinolaringoiatrico come la possibilità più promettente per la risoluzione mini invasiva di molti problemi legati alla difettosa funzionalità del naso e dell’orecchio senza rischi di effetti collaterali grazie alle capacità delle nuove miscele di ricostruire forma e funzione della zone anatomiche danneggiate.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

1) Cervelli V, Lucarini L, Spallone D, Palla L, Colicchia GM, Gentile P, De Angelis B: Use of platelet-rich plasma and hyaluronic acid in the loss of subsance with bone exposure – Adv Skin Wound Care 2011; 24: 176-81
2) Di Rienzo Businco L: Sinuplastica dilatativa e preservazione e ricostruzione delle strutture nella chirurgia miniinvasiva delle rinosinusiti – In Atti 7° corso teorico-pratico sulla rinite allergica e patologie associate, S. Teatro, Complesso monumentale S. Spirito in Saxia, Roma aprile 2012
3) Gentile P, Orlandi A, Scioli MG, Di Pasquali C, Bocchini I, Cervelli V: Concise review: adipose-derived stromal vascular fraction cells and platelet-rich plasma: basic and clinical implications for tissue engineering therapies in regenerative surgery – Stem Cells Transl Med 2012;1: 230-6

Prof. Lino Di Rienzo Businco
Dirigente U.O. Otorinolaringoiatria, Ospedale S. Spirito, Roma
WEB: http://www.businco.it/sito/

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